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A Gardolo trattamenti di fitofarmaci in pieno giorno. Ma si può? E' una questione di metri, ecco cosa dice la norma

Le abitazioni private e le relative pertinenze rientrano tra i 'luoghi sensibili'. Antonella Mosna (presidente della circoscrizione): "Abbiamo già interessato la polizia per gli approfondimenti del caso". Se non si rispettano tipologia di prodotto e determinate distanze si deve lavorare tra la sera e la notte, pena una sanzione

Trattamenti in corso a Gardolo (foto di Chiara Pedron)
Di Luca Andreazza - 14 luglio 2017 - 06:47

GARDOLO. E' tra i pochi punti positivi della nuova norma sulle 'Misure per l'impiego sostenibile dei prodotti fitosanitari', che presenta non poche criticità (Qui articolo completo): l'inserimento tra i 'luoghi sensibili' delle abitazioni private e relative pertinenze

 

Una norma che si traduce nel fatto che i trattamenti devono avvenire a una distanza di almeno 30 metri per tutti i prodotti fitosanitari, se non sono adottate misure di contenimento della deriva. Questo limite scende già a 5 metri se si contiene la deriva del prodotto, ma si può ulteriormente ridurre se non si distribuiscono quei fitosanitari classificati come tossici, molto tossici e/o recanti in etichetta le frasi di rischio previste dal PAN.

 

Diversamente si deve lavorare tra la sera e la notte, dalle 21 alle 7. Eppure a Gardolo capita, spesso, che già dalle nove del mattino si inizi l'irrorazione degli appezzamenti di terreno presenti nel sobborgo trentino. Il risultato? Un fastidioso e pungente odore, che costringe i residenti a dover chiudere le finestre per poter riprendere a respirare. Solo alcuni comuni modello come quelli di Malosco e di Malles hanno ampliato queste distanze. Quindi per il Comune di Trento il riferimento è questo.

 

"Purtroppo - spiega Chiara Pedron, residente in zona e autrice della segnalazione - questo è un problema che si ripete. Episodi simili non capitano solo a Gardolo, ma ho avuto un'esperienza analoga anche a Mezzolombardo con il vicino di casa. Molti sottovalutano le pericolosità delle sostanze utilizzate in agricoltura: rispetto molto il lavoro dei contadini, ma si chiede maggior attenzione a vantaggio della salute di tutti".

 

Non a caso l'ultimo rapporto dell'Ispra (ministero dell'ambiente) nel 2016 evidenzia senza mezzi termini che "le regioni che nel 2014 utilizzano quantità di sostanze per ettaro di SAU (superficie agricola utilizzata) superiori alla media nazionale sono: Veneto e Provincia di Trento con quantità superiori a 10 kg, Campania con 8,5 kg, Sicilia,Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia con valori rispettivamente di 5,8 e 7,6 kg, Puglia 4,9 kg" (Qui articolo completo). 

 

"Questa segnalazione - conferma invece Antonella Mosna, presidente della circoscrizione di Gardolo - è arrivata anche ai nostri uffici. A tal proposito abbiamo subito interessato la polizia per gli approfondimenti del caso. Stiamo verificando anche direttamente e questa norma prevede diverse disposizioni in merito alle distanze da mantenere, ma a quanto pare solo per determinate strutture, quali per esempio parchi, chiese, centri sanitari, scuole e ciclabili".

 

In realtà, come anticipato all'inizio, anche le abitazioni private rientrano nella regolamentazione tra precise distanze di sicurezza e limiti di orari negli usi dei fitofarmaci, ma chiaramente tutto dipende dai metri e dalla tipologia dell'intervento. La palla è nella metà campo delle forze dell'ordine e non resta che attendere i sopralluoghi e approfondimenti con 'bugiardino' delle sostanze ammesse e metro alla mano per fare definitiva chiarezza.

 

"Situazioni simili - aggiunge Mosna - per la presenza di terreno coltivato a Gardolo non mancano e anche se questi trattamenti risultassero a norma di legge, è comunque necessario ricordarsi la capacità di saper mantenere rapporti di convivenza nel vicinato. E'importante appellarsi al buon senso e alla sensibilità delle persone".

 

Nel caso non si rispetti la legge, il rischio è quello della sanzione amministrativa e quindi l'eventuale multa che, a seconda della trasgressione, va dai 500 ai 20.000 euro.

 

 

 

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