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Gioco d'azzardo, in Trentino ogni anno 100 nuove famiglie chiedono aiuto

Martedì 21 il seminario "Non t'azzardare – i diversi volti del gioco d'azzardo” promosso in occasione della “XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. Al via la nuova iniziativa #Caffenoslot per coinvolgere i cittadini a promuovere i locali "No Slot"

Di G. Fin - 21 marzo 2017 - 20:03

TRENTO. Ogni anno sono un centinaio le famiglie trentine che si rivolgono al Ser.d – Servizio dipendenze della Provincia di Trento e all'A.m.a – Auto Mutuo Aiuto onlus per problematiche legate a dipendenze da gioco.

 

Quando parliamo di gioco d'azzardo in Trentino , parliamo di un giocato che si aggira su 1 miliardo e 18 milioni di euro in un anno e chi oggi chiede aiuto, spesso sostenuto dai famigliari, “è solamente purtroppo la punta dell'iceberg con alle spalle dai cinque ai dieci anni di dipendenza” spiega Miriam Vanzetta, responsabile dell'A.m.a – Auto Mutuo Aiuto onlus di Trento.

 

Il problema quindi esiste anche sul nostro territorio e non deve essere sottovalutato come non lo devono essere anche i rischi di infiltrazioni legate alla criminalità di stampo mafioso alle quali fa gola un settore in cui ci sono meno rischi per riciclare elevatissime somme di denaro.

 

I temi sono stati trattati in un seminario dal titolo "Non t'azzardare – i diversi volti del gioco d'azzardo” promosso in occasione della “XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” che ha visto gli interventi di Matteo Iori, presidente CONAGGA, gli operatori dell'Associazione A.M.A. Auto Mutuo Aiuto onlus Trento, Gigi Torboli del gruppo Albora e i ragazzi di Trento No Slot.

 

“Spesso – ha spiegato Matteo Iori – il gioco d'azzardo e la criminalità organizzata sembrano due temi completamente scollegati ma in realtà i collegamenti ci sono. Bisogna prima di tutto capire che la legge stabilisce che quando ci sono due elementi, fortuna e denaro, si parla di gioco d'azzardo e per legge è vietato a meno che non sia riabilitato e promosso dai governo cosa che nel tempo è costantemente accaduto negli ultimi vent'anni”.

 

A partire dal 1994 sono stati introdotti i gratta e vinci, successivamente il superenalotto per arrivare poi alle slot machine e così via con una liberalizzazione che è proseguita fino al 2012 e con un pervasività territoriale molto forte. Sono tre i motivi che hanno portato la politica a questo genere di legalizzazione: il primo per costruire una rete di giochi pubblici, il secondo per incrementare le entrare erariali ed il terzo per contrastare l'illegalità del settore.

 

“Contrastare l'illegalità del settore dei giochi – ha spiegato Matteo Iori - è una delle motivazioni spesso usata per liberalizzare i giochi d'azzardo. Cosa che invece in questi anni non ha prodotto i risultati sperati. Il giocato complessivo è passato da 24 miliardi di euro nel 2004 fino a 88 miliardi nel 2015 per arrivare al record del 2016 con 95,9 miliardi giocati soprattutto attraverso le slot machine e le video lottery per una metà del mercato complessivo. Ed è proprio qui che la criminalità si è organizzata manomettendo in alcuni casi le slot machine e in altri con comportamenti di strozzinaggio e usura”.

 

A parlare della situazione in Trentino e dell'impegno portato avanti in questi anni per contrastare il gioco d'azzardo è stata Miriam Vanzetta dell'Associazione A.m.a Auto Mutuo Aiuto onlus Trento

 

“ Da fine degli anni '90 – ha spiegato Vanzetta - ci occupiamo del gioco d'azzardo. Un fenomeno che nel passato era molto diverso. Noi avevano un singolo gruppo con 4 – 5 giocatori prevalentemente di casinò e le opportunità di gioco erano molto limitate. Nel corso degli anni abbiamo avuto un incremento di richieste ed anche al politica ha deciso di prendere in mano la situazione e nel 2015 è arrivata la egge provinciale”.

 

Il contrasto alla dipendenza del gioco d'azzardo prosegue sul territorio quotidianamente. “Sul territorio – ha spiegato Miriam Vanzetta - abbiamo oggi 8 gruppi con circa 100 giocatori e famigliari che settimanalmente si incontrano per proseguire assieme dei pensarsi si mutuo aiuto”.

 

Ed è proprio all'interno dei percorsi di sensibilizzazione e informazione che proprio oggi è stata lanciata una nuova iniziativa promossa dall'Alleanza per la tutela e la responsabilità condivisa nel contrasto e nella prevenzione del gioco d'azzardo patologico, assieme a Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, l'associazione A.m.a – auto mutuo aiuto onlus e con la partnership de “Il Dolomiti” .

L'iniziativa consiste nel coinvolgere i cittadini nel promuovere quei locali al cui interno non sono presenti slot machine. Le persone lo possono fare facendosi un semplice selfie, realizzato all'interno del bar che non ha giochi d'azzardo al suo interno, pubblicandolo poi sui social network con l'hastag #caffenoslot. L'immagine deve poi essere spedita attraverso un messaggio personale nella pagina Facebook de “Il Dolomiti” oppure per mail: redazione@ildolomiti.it. L'obiettivo, con l'aiuto di tutti è quello di realizzare una sorta di mappa della città di Trento dove saranno segnati e geolocalizzati i locali “Free Slot”. 

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