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Giovanni Di Benedetto lascia la presidenza di Itas. Il Cda al lavoro per farlo presidente onorario

Il numero uno della più antica mutua assicuratrice italiana (coinvolto anche nello scandalo legato ad Ermanno Grassi) fa un passo indietro. "So che questa mia decisione è inconsueta e rara in un Paese in cui lo sport principale sembra essere l’occupazione delle poltrone, ma in realtà la meditavo da tempo"

Di L.P. - 20 settembre 2017 - 17:41

TRENTO. Tanto tuonò che alla fine piovve. Giovanni Di Benedetto ha lasciato. "So che questa mia decisione è inconsueta e rara - ha detto l'ex numero 1 della la più antica mutua assicuratrice italiana - in un Paese in cui lo sport principale sembra essere l’occupazione delle poltrone, ma in realtà la meditavo da tempo. Ora, che abbiamo dato stabilità al management e alla gestione aziendale con la nomina di una direzione generale professionale, stimata e di alto livello, posso farlo serenamente". Con un lungo discorso, a 360 gradi, Giovanni Di Benedetto ha comunicato al consiglio di amministrazione della Capo Gruppo Itas Mutua la propria decisione di lasciare la presidenza della compagnia. 
 

Di Benedetto ha sottolineato come il Gruppo, negli anni della sua presidenza, abbia profondamente modificato il suo posizionamento nel mercato assicurativo italiano, diventando uno dei maggiori player nei rami danni e che "questo rende necessario sia una profonda rivisitazione dei modelli di governance, sia la messa in atto di piani di successione che guardino al futuro e che garantiscano nel medio periodo stabilità di conduzione alla Mutua". "Per realizzare questa importante opera di trasformazione - ha proseguito Di Benedetto - è utile che si apra nel Consiglio e tra i soci un ampio dibattito, che possa poi trovare sintesi nell’assemblea dei delegati. Desidero che questo dibattito avvenga senza condizionamenti e credo sia nell’interesse della nostra Società che venga condotto da persone che possano seguire nel tempo la sua realizzazione". Di Benedetto, infatti, a termini di Statuto è al suo ultimo mandato
 
E poi ci sono le indagini della magistratura che volenti o nolenti in qualche modo hanno fatto scricchiolare le mura di casa Itas in questo ultimo periodo. Indagini che, com'è risaputo, vedono coinvolto anche lo stesso ex presidente Di Benedetto che, a questo punto, attesa la nomina del nuovo direttore generale (quello che ha preso il posto reso vacante dalle dimissioni di Ermanno Grassi, altro grande indagato nella vicenda), il suo conterraneo Raffaele Agrusti (è nato a Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone, città da cui proviene anche il presidente di Itas), ha deciso di fare un passo indietro. 

  
Di Benedetto ha quindi concluso il suo intervento (avvenuto oggi nella sede de Le Albere) con un caloroso ringraziamento ai Consiglieri, agli agenti, ai dirigenti e ai dipendenti tutti "per il validissimo e prezioso contributo umano e professionale che hanno offerto in questi anni alla nostra Mutua e al sottoscritto". Al consiglio di amministrazione non è restato che prendere atto, ("con rammarico", comunicano), della decisione del presidente, sottolineando all’unanimità come "anche questa scelta confermi l’elevato spessore umano e professionale di Di Benedetto, che ha ancora una volta dimostrato di voler servire l’Itas nell’esclusivo interesse della collettività dei Soci". 
 
Itas, tra l'altro, comunica che gli anni di Di Bendetto hanno comunque fatto segnare un indubbio cambio di passo. Il volume premi complessivo del Gruppo Itas è raddoppiato, passando da 580 milioni di euro del 2012 a oltre 1,1 miliardi di euro del 2016, in un mercato caratterizzato nei rami danni da una raccolta con segno negativo; gli utili lordi cumulati dal 2012 ad oggi sono stati pari ad oltre 133 milioni di euro; il numero dei Soci assicurati è passato dai 521 mila del 2012 ai 930 mila di oggi; - Il numero dei dipendenti è passato da 370 a 730 risorse occupate; il numero degli agenti è passato da 260 del 2012 agli attuali 650

Di Benedetto resterà nel Consiglio e conserverà gli altri incarichi detenuti nel Gruppo, ivi compresa la rappresentanza in Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) in cui, per la prima volta nella storia dell’Itas, è riuscita ad ottenere il ruolo di vicepresidente. Inoltre, il Consiglio ha avviato il percorso per la nomina di Giovanni Di Benedetto a presidente onorario di Itas, con l’incarico di presiedere e governare la costituenda Fondazione Itas Mutua, iniziativa da lui ideata e voluta al fine di riaffermare con forza ed in ogni sede i valori della mutualità. 
 
Infine, il Consiglio di amministrazione, che si riunirà il prossimo 11 ottobre per la nomina del nuovo presidente, ha preso atto che, a norma di Statuto, i poteri assegnati al Presidente passano ora al Vice Presidente Vicario Giuseppe Consoli. 

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