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I mezzi spargi sale non passano e cade sulla strada innevata e ghiacciata, il Comune deve risarcire 42 mila euro

Il fatto è avvenuto il 21 gennaio 2012, la donna è caduta al momento di affrontare un tratto in discesa. La giudice ha stabilito che l'amministrazione "non ha dimostrato di aver posto in essere tutta la normale attività di vigilanza e manutenzione"

Di Luca Andreazza - 28 April 2017 - 12:53

CAVALESE. I mezzi spargi sale e sabbia non erano passati e il conto è salato per il Comune di Cavalese, che deve infatti risarcire per oltre 42 mila euro una residente, rimasta coinvolta in una rovinosa caduta lungo una strada coperta da neve e ghiaccio. Questa la sentenza del Tribunale di Trento emessa dal giudice Serena Alinari che stabilisce così la responsabilità in capo all'amministrazione per l'infortunio, frattura della gamba e relativa malattia, della donna per la mancata manutenzione della strada. 

 

L'evento risale al 21 gennaio 2012, quando la donna stava percorrendo a piedi via Montebello a Cavalese per raggiungere il centro del paese dalla sua abitazione. La strada era innevata e la neve era stata inoltre compattata dal passaggio delle vetture e, al momento di affrontare un tratto in discesa, la donna è scivolata a terra.

 

L'infortunata, assistita dall'avvocato Paolo Pontrelli, ha quindi citato l'amministrazione comunale per chiedere il risarcimento danni, quantificati in 64 mila euro dopo la valutazione del consulente del tribunale in un danno biologico permanente del 6% e un'inabilità temporanea di 43 giorni, per non aver svolto la manutenzione, lasciando la strada in 'oggettivo pericolo'.

 

Il Comune di Cavalese aveva però respinto ogni addebito, affermando di aver agito in modo idoneo e contestando il nesso causale tra caduta e danno. Avvalendosi di accertamenti e testimonianze, che affermavano come quel giorno non si stava in piedi e che i mezzi spargi sale e sabbia non erano passati, il giudice quindi ha respinto le istanze dell'amministrazione.

 

Il tribunale ha inoltre escluso il concorso di colpa, in quanto le donne indossava anche calzature idonee e quindi "il mancato corretto assolvimento dell'onere di custodia da parte del Comune - si legge nella sentenza - ne determina la responsabilità dello stesso ente, in quanto il medesimo non ha nel caso in esame dimostrato di aver posto in essere tutta la normale attività di vigilanza e manutenzione" e l'amministrazione deve ora risarcire la donna per 42.171 euro, oltre ai 13.340 euro per le spese di giudizio.

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