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"Il Comune di Trento si ricordi che esistiamo", i commercianti di via Suffragio chiedono meno auto e più attenzione. Intanto i negozi chiudono

Dopo la chiusura definitiva della libreria Disertori, nei prossimi mesi nella storica contrada Todesca abbasseranno le serrante altri tre punti vendita

Di gf - 03 marzo 2017 - 14:21

TRENTO. Via Suffragio si trova a pochi passi dal castello del Buonconsiglio ma è come se fosse dall’altro capo della città. Attorno al 1800 in questa zona c’erano mercanti, botteghe di caffè, artigiani, artisti ed era una delle vie più floride di Trento. Le cronache degli ultimi giorni, invece, hanno dato notizia dell’ennesima chiusura, quella della libreria Disertori, e nel giro di pochi mesi, saranno almeno altri tre i punti vendita che abbasseranno le serrande.

Il momento economico in generale non è certamente tra i più positivi ma sono ancora molti i commercianti che presidiano l’antica 'contrada todesca', una delle ultime testimonianze della vecchia Trento, che non vogliono mollare.

 

Ad aprirci la porta del proprio negozio e a raccontarci, dal suo punto di vista, come la via sta vivendo questo momento, è Manuela, titolare cartoleria Valentini, negozio fondato nel 1931. “La mia famiglia è qui da tantissimo tempo – ci racconta – ed abbiamo visto i tanti cambiamenti che ci sono stati. Oggi anche in questa zona stiamo soffrendo i problemi che tutto il commercio conosce. E’ una via di passaggio, in pochi si fermano, altri hanno fretta e addirittura nemmeno si accorgono che esistiamo, altri ancora si stupiscono della nostra presenza anche se non ci siamo mai mossi”.


Lungo la via ci sono oltre 40 attività commerciali a partire dall’abbigliamento, la gastronomia, l’artigianato, per arrivare a negozi di bici e di animali. Non mancano le attività che portano sulle spalle anni di lavoro e storie importanti che ora rischiano di essere dimenticate.

 

“Non è che in questa via manchino i problemi – chiarisce Manuela – ma oggi siamo tutti piccoli negozietti che sarebbero belli e la qualità sarebbe riconosciuta se non ci fosse la mentalità di andare sempre nelle grandi catene. Il Comune di Trento, poi, dovrebbe ricordarsi ogni tanto che esiste anche via Suffragio”.

 

Tra gli elementi più conosciuti della via ci sono i grandi portici, alcuni diversi dagli altri, anch’essi testimonianza storica. Difronte a questi troviamo il passaggio Teatro Osele che conduce direttamente in piazza Mostra, proprio davanti al Castello del Buonconsiglio. “Se fosse tenuto meglio – spiegano i commercianti – questo passaggio sarebbe splendido anche dal punto di vista turistico ed invece il Comune non fa nulla”.


A poca distanza dalla cartoleria Valentini, dall’altro lato della strada c’è la Boutique Carol di Carolina Bazerla. Anche in questo caso 40 anni di storia sulla spalle. “Qui uno degli elementi che penalizza questa via – ci spiega – sono le troppe macchine che continuano a passare e non sono tutte dei residenti. Abbiamo fatto una riunione con il Comune e la richiesta, assieme al Comitato degli Amici di via Suffragio, è stata quella di far togliere tutte queste macchine ma poi non si è più saputo nulla. Basterebbe poco per migliorare la vivibilità di questa zona e consentire alle persone di passeggiare tranquillamente. Ci dicono che verrà fatto il progetto di riqualificazione di piazza Mostra ma ormai è dal tempo in cui sindaco era Goio che sentiamo parlare di questo progetto senza vedere nulla di concreto”.

 

A richiamare la necessità di togliere le auto da via Suffragio è anche Grazia, un’altra commerciante di via Suffragio. “Questa è una delle porte d’entrata della città e andrebbe valorizzata maggiormente – ci dice – perché i negozi non mancano ma servirebbe meno traffico”.

 

Nell’attesa che il Comune assuma qualche decisione che possa dare una mano a via Suffragio, le attività commerciali continuano a chiudere oppure a trasferirsi complici i pochi affari che si riescono a concludere ma anche, in alcuni casi, gli affitti elevati. La chiusura della libreria storica Disertori è l’ultima “vittima” di questa situazione. Nei prossimi mesi sono almeno altre 3 le saracinesche che verranno abbassate per sempre e i motivi sono molti. Tra queste anche quelle dello storico negozio di animali Spagnolli aperto dal 1947

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