Contenuto sponsorizzato

Il limite dei 1.781 richiedenti asilo sarà superato: "Lo Stato ci chiede comunque di accoglierli, sono quote in continuo aggiornamento"

Luca Zeni: "Le quote sono cambiate nel tempo. Tre anni fa il limite era fissato a 500, poi a 900. Adesso se lo Stato decide di aumentare il numero delle presenze il recepimento non è automatico, potrà esserci un'interlocuzione. Ma non si creda che un no da parte della Provincia impedisca l'arrivo di altri migranti"

Pubblicato il - 04 luglio 2017 - 06:40

TRENTO. “Nessuno stop se si supera la quota di 1.781 richiedenti asilo ospitati dal sistema dell'accoglienza trentino”. Questo dicono quelli del Cinformi: “La quota indicata è una previsione fatta dal ministero dell'Interno a inizio anno che stabilisce per la provincia di Trento lo 0,9 della quota nazionale prevista di 200 mila persone accolte entro il 2017”.

 

"Le quote sono cambiate nel tempo - spiega l'assessore Luca Zeni - anni fa erano 500, poi 900. Adesso - spiega - se lo Stato decide di aumentarla il recepimento non è automatico, potrà esserci un'interlocuzione". Si potrà chiedere tempo utile per la gestione, per reperire disponibilità di posti-letto. 

 

"Ma se dicessimo no - spiega Zeni - significherebbe rompere l'accordo. A quel punto non si creda che di profughi non ne arriverebbero più - sottolinea - significherebbe che la cosa passa al commissario del Governo che decide direttamente come succede in tutte le altre Regioni italiane".

 

Se ci sono aumenti, prevede il protocollo siglato dalla Pat e dal Ministero, l'accoglienza continua e successivamente si adeguano i protocolli tra la Giunta, che gli ha sottoscritti attraverso la delega al dirigente generale, e il Commissariato del Governo. Ma il superamento del limite di 1781 non significa che l'accoglienza andrebbe al collasso.

 

“Il limite di disponibilità c'è sempre – afferma infatti il Cinformi – nel senso che i migranti arrivano e le strutture sono sempre quasi del tutto piene. Non avrebbe senso spendere soldi di affitti di appartamenti da tenere vuoti, per questo si cercano le disponibilità passo passo, cercando sistemazioni di seconda accoglienza per lasciare posti liberi nella prima accoglienza”.

 

Un sistema ormai rodato, “Era emergenza anche nel 2015 quando i richiedenti asilo sul territorio erano soltanto 500 - ci spiegano – ma con le strutture e con gli appartamenti sul territorio abbiamo provveduto a sistemare tutti”. La disponibilità all'accoglienza, ci sembra di capire, è politica più che logistica.

 

Ma sul calcolo degli arrivi devono essere considerate anche le uscite. “Negli ultimi sei mesi sono arrivate 716 persone ma ne sono uscite dall'accoglienza 417. Il saldo mensile – spiegano – si aggira sui 60 richiedenti”. E tra questi ci sono uomini, donne e bambini che nel 82% dei casi abbandonano spontaneamente l'accoglienza. “Per motivi legati ad un progetto migratorio già definito”, quelli che magari hanno reti parentali in altre città italiane o europee.

 

Ma ci sono anche quelli che finiscono il progetto. “Sono il 14% delle 'uscite' – spiegano dal Cinformi – e sono i richiedenti asilo che hanno avuto risposta positiva alla loro richiesta oppure quelli che la loro richiesta è stata rigettata”. Persone che concludono il progetto, e saranno sempre di più se si considera che ci sono persone che aspettano risposta ormai da due anni.

 

Sono solo il 4% i profughi allontanati per aver contravvenuto alle regole di comportamento, quelli che si sono macchiati di reati oppure che sono stati sanzionati per azioni violente. Poche decine sulle migliaia che sono passate negli ultimi anni dall'accoglienza trentina.

 

Le nazionalità più presenti all'interno dell'accoglienza trentina sono quelle nigeriana (25%) e pakistana (16%). A scalare Mali e Gambia (8%), Costa d'Avorio, Senegal e Guinea (7%) Bangladesh e Ghana (6%) e Afghanistan (2%). I maschi sono l'81%, 19% le donne.

 

Donne spesso in famiglia monoparentale, con i figli. Donne che con i loro bambini sono da subito considerate come vulnerabili e inviate nelle strutture protette. I minori soli non accompagnati sono il 3%, i componenti di nuclei familiari sono il 18%, gli adulti soli il 79%.

 

La distribuzione sulle strutture dei 1642 richiedenti asilo censiti al 30 giugno è questa: 710 in appartamento, 500 nelle grandi strutture (gli hub di Trento e Rovereto, Fersina e Marco), 261 in medie strutture (Quercia a Rovereto, la struttura di via Brennero a Trento, le Viote) e 196 in piccole strutture come quelle di Stella di Man e di Montevaccino. La Vela è considerata negli appartamenti, abitata soprattutto da nuclei familiari. Altri (10) sono in strutture diverse.

 

Oltre i numeri, gli arrivi di questi ultimi giorni, aumentati in conseguenza all'aumento degli sbarchi in Sicilia, presentano una caratteristica nuova: “Arrivano stremati perché appena sbarcati dal viaggio attraverso il Mediterraneo, in poche ore vengono messi sui pullman e inviati in Trentino. Negli ultimi giorni è arrivato un gruppo intero senza scarpe, senza nemmeno le ciabatte, scalzi, con i vestiti sgualciti, strappati”.

 

La pagina del Cinformi è un bollettino che in modo stringato ma puntuale dà notizia degli arrivi. “Fra i profughi arrivati stamane v’è anche una mamma nigeriana con tre figli: una bambina di sei anni, un bimbo di otto e una adolescente di quindici anni. Più in generale, i profughi arrivati nelle ultime ore sono originari di Nigeria, Mali, Costa d’Avorio, Gambia e Guinea. Mamma con bambini a parte, si tratta di maschi con un’età media di circa venticinque anni. Per la madre e i tre giovani figli è stata subito trovata sistemazione alla residenza Adige in località Vela a Trento”.

 

Nei giorni scorsi alla Residenza Fersina è arrivato un uomo con ancora le schegge di proiettile nella carne. “E ultimamente arrivano tante donne, molte più che nei mesi e negli anni scorsi. Donne e bambini che in poco tempo sono subito inviati nei luoghi adatti, per non farli rimanere troppo all'interno degli hub, per portarli subito in luoghi più consoni”. 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 25 febbraio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

26 febbraio - 12:36

Continua a correre il contagio da Coronavirus in Alto Adige. Sono 350 le persone risultate positive nelle ultime 24 ore. Ancora pesante il bilancio dei decessi. Con gli ultimi 7 il numero di vittime in questa seconda fase sale a 730

26 febbraio - 10:41

E' polemica attorno alla scelta di un liceo di Thiene di dar vita a un "gruppo di confronto e scambio Lgbt". Dopo le richieste di una madre e blogger di bilanciare con "uno spazio su eterosessualità e famiglia tradizionale" è intervenuta anche l'assessora regionale all'Istruzione Elena Donazzan: "Inopportuno e forzato trattare un tema così delicato"

26 febbraio - 11:01

In Trentino Alto Adige la relazione della Dia fa riferimento a soggetti riconducibili alla criminalità mafiosa che mantengono un basso profilo al fine di sviluppare le proprie attività, principalmente incentrate sul reimpiego di capitali in attività lecite. L'’operatività di affiliati alla ‘ndrangheta è emersa in Trentino e in Alto Adige già a partire dagli anni ‘70

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato