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Itas verso l'assemblea tra indagini, conferme e modifiche statutarie. Sul tavolo un altro mandato a Di Benedetto? Mutua lontano da Trento?

Giovedì 27 aprile i delegati sono chiamati per approvare il bilancio sociale. Oltre alla parte ordinaria, l'assemblea prevede anche una parte straordinaria: due le modifiche allo statuto

L'assemblea Itas del 2016
Di Luca Andreazza - 24 aprile 2017 - 19:11

TRENTO. Mentre la magistratura fa il suo corso e le indagini della Procura proseguono per ricostruire nei minimi particolari la vicenda ormai nota e legata all'ex direttore generale Ermanno Grassi, un altro fronte, questa volta non giudiziario, vede Itas avviarsi verso l'assemblea di giovedì 27 aprile. Un'assemblea ordinaria, durante la quale i circa 190 delegati della compagnia dovranno approvare il bilancio sociale appena concluso e chiuso con 25,6 milioni di utile prima delle imposte (740 milioni la raccolta premi).

 

Non solo, l'assemblea prevede anche una seduta straordinaria. I delegati saranno chiamati anche a valutare almeno due modifiche statutarie. Il primo cambio è quello relativo all'articolo 16, che riguarda la composizione del Consiglio di amministrazione e il numero di mandati consecutivi. Un mandato dura tre anni e Giovanni Di Benedetto, l'attuale presidente, è in scadenza del suo terzo mandato consecutivo e quindi la sua corsa dovrebbe chiudersi nel 2018 dopo un'esperienza di nove anni.

 

Il condizionale però è d'obbligo, in quanto sul tavolo sembra che ci sia la possibilità di conferire un quarto mandato, una modifica dettata dalla necessità di dare stabilità alla compagnia. Una modifica che porta il limite a 12 anni e, considerando anche un ulteriore possibile mandato straordinario, questo si potrebbe tradurre in altri sei anni e scadenza rimandata al lontanissimo 2024. Nulla appare certo, visto che si scontrano venti di pulizia e trasparenza contro quelli  

 

Un quadro dai contorni non semplice, dopo le vicende giudiziarie e dopo la richiesta di 'pulizia' arrivata dalle rappresentanze sindacali dei dipendenti di Itas, che chiedono "di individuare una Governance per un periodo di “transizione”, nell’intento di traghettare la Società con senso di responsabilità, nella ricerca e nel raggiungimento del bene comune".

 

Le sorprese però non sembrano finire, in agenda ci sarebbe anche la modifica dell'Articolo 13, relativo alla 'Convocazione dell'assemblea generale'. L'attuale versione riporta che 'L'Assemblea generale ordinaria deve essere convocata nel territorio della Regione Trentino Alto Adige (…)”, in questo caso i delegati sarebbero chiamati a ratificare la frase in 'L’Assemblea generale ordinaria viene convocata, di norma, nel territorio della Regione Trentino-Alto Adige'.

 

Un cambiamento impercettibile, ma che potrebbe rappresentare il preludio al trasferimento della sede legale di Itas e in questo caso tutte le strade potrebbero portare a Milano, dove recentemente sono state investite parecchie risorse nella nuova sede. La testa della più antica mutua assicuratrice italiana fondata nel 1821 potrebbe così cambiare dialetto. 

 

"Questa possibilità - spiega Maurizio Fugatti della Lega Nord - non sarebbe solo un grave danno di immagine per il Trentino, ma anche economico. La sede legale a Trento significa infatti circa 100 milioni di euro in tasse che restano sul nostro territorio".

 

Un cambio di regia che potrebbe passare sotto traccia "per via delle vicende giudiziarie - incalza Claudio Cia di Agire - e il rischio è che qualcuno possa pensare di portare via Itas sfruttando in modo strumentale questo momento così particolare". 

 

Nel mirino anche le forze politiche di maggioranza che "tacciono - conclude Giacomo Bezzi di Forza Italia - non si esprimono e non intervengono per tutelare il sistema Trentino".

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