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Kj2, Wwf del Trentino: "L'abbattimento un atto brutale e non necessario, ma guardiamo avanti"

Dopo le diverse associazioni animaliste, le reazioni della politica e le parole del presidente, anche il Wwf del Trentino prende posizione nella questione dell'epilogo dell'orsa. "Se non permetteremo agli estremisti, alla convenienza politica del momento, alla paura e alle fandonie di prevalere, le genti del Trentino potranno guardare ai propri boschi con ancora più orgoglio per una convivenza complessa ma possibile"

Di Luca Andreazza - 13 agosto 2017 - 20:34

TRENTO. "Apprendiamo con moderato stupore l'avvenuto abbattimento dell'orsa Kj2 nella notte di sabato 12 agosto: non si può infatti dire fosse decisione inattesa, per quanto molto poco sostenuta da una Provincia che cambia idea a seconda del vento politico in poppa", inizia così il comunicato del Wwf del Trentino dopo la tragica fine dell'orsa.

 

Dopo la LavEnpa e Oipa (Qui articolo completo), la Lega nazionale per la difesa del cane (Qui articolo completo), le reazioni della politica e le parole del presidente Ugo Rossi in merito alla vicenda (Qui articolo completo), anche il Wwf del Trentino prende posizione nella questione dell'abbattimento dell'orsa.

 

"Il Wwf - prosegue la nota - fa della sua bandiera il costante tentativo di inserire il mondo naturale tra i beneficiari degli stessi diritti di cui l'uomo gode: non può quindi che schierarsi nettamente contro una decisione che appare frettolosa, subita da chi non ha possibilità di appello e definitiva nella sua apparente crudeltà".

 

"Proprio per le sue idee - continua l'associazione - il Wwf guarda tuttavia al futuro con una certa speranza: gli ultimi mesi hanno reso ulteriormente evidente quali siano le difficoltà che la presenza dell'orso in Trentino deve affrontare. Sono difficoltà causate in massima parte da una stampa schiava del desiderio di aumentare la propria tiratura facendo quasi giornalmente leva sulla paura, piuttosto che ergersi, come potrebbe, a guida per una compresenza di uomo e orso complessa, ma possibile".

 

"La popolazione - spiega la nota - desidera rassicurazioni, conferme, strumenti di cui dotarsi per affrontare la sfida della convivenza: l'epilogo di quest'ultima vicenda sia un modo rafazzonato ed estremo di fornirglielo, ma non è l'unico atto. Di altri, lodevoli e puntati in quella che riteniamo la giusta direzione, il Servizio foreste e fauna si è ultimamente fregiato: dalla pubblicazione di un accurato volantino riguardo ai comportamenti da tenere in caso di incontro ravvicinato con l'orso, alla divulgazione delle località di presenza di femmine con cuccioli, notoriamente le più problematiche".

 

"Per quanto sopra - scrive l'associazione - il Wwf Trentino rinnova la propria condanna di fronte ad un atto che ritiene brutale e non necessario. Ma allo stesso tempo, non fa di tutta l'erba un fascio, ricordando come la gestione della presenza ursina sia, grazie al Servizio foreste e fauna, una presenza stabile in tutto il Trentino da tredici anni: il progetto di reintroduzione Life Ursus si è concluso dal 2004 (ci si attende quindi che giornali e partiti politici inizino a chiamare le cose con il loro vero nome:  sembra passato tempo a sufficienza per far afferire la presenza dell'orso in Trentino ad una gestione ordinaria), dimostrando che il Trentino, proprio come molte altre regioni d'Europa, possa permettersi di far tornare nell'immagine naturale del proprio territorio anche una presenza così carismatica come quella dell'orso".

 

"La strada è ancora in salita - conclude il Wwf - ma se non permetteremo agli estremisti, alla convenienza politica del momento, alla paura e alle fandonie di prevalere, le genti del Trentino potranno guardare ai propri boschi con ancora più orgoglio, sapendo di poterli condividere in armonia con chi non vuole sfidare la loro presenza sui sentieri, accontentandosi invece di poter vivere". 

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