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| 13 set 2017 | 17:45

Lac alla Provincia: "Chiudere la caccia in Trentino". Il presidente dei cacciatori: "Richiesta disgustosa"

La richiesta arriva dopo la morte di due cacciatori, uno a seguito di un malore e l'altro per un incidente. L'associazione animalista ha lanciato una petizione online. Pezzato: "Non c'è alcuna correlazione tra la pericolosità dell'orso e l'ordinanza della Provincia con l'attività venatoria"

TRENTO. “Chiudere la caccia in tutto il Trentino”, a chiederlo rivolgendosi al presidente della Provincia Ugo Rossi, anche attraverso una petizione online, è la Lac del Trentino Alto Adige. La richiesta arriva dopo l'incidente che ha visto nei giorni scorsi in Rendena la morte di Michele Penasa colpito dallo sparo di un amico che stava mirando ad un cervo. Qualche giorno prima, invece, a morire a causa di un malore era stato un altro cacciatore.

 

"Il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, ha emesso una ordinanza contingibile e urgente, per il monitoraggio, l'identificazione e la rimozione di un orso pericoloso per l'incolumità e la sicurezza pubblica nei confronti della mamma orsa Kj2, uccisa da un forestale provinciale con una fucilata al collo, lasciando orfani due cuccioli di 8 mesi. Chiediamo – spiega la delegata Lac Caterina Rosa Marino - che per altrettanti motivi di sicurezza pubblica sia chiusa la caccia, per evidente incompatibilità con la vita di persone e animali e per evitare inquinamento e disturbo su un territorio così bello".

 

A commentare la richiesta della Lac è il presidente dei cacciatori del Trentino, Carlo Pezzato. “Si vuole far credere che due persone sono morte a causa della caccia e questo non è vero. Una persona ha avuto un malore che avrebbe potuto avere in qualsiasi altra situazione. In un altro caso, invece, abbiamo avuto un incidente e su questo io non discuto e sarà la magistratura ad esprimersi”.

 

Sulle parole della Lac, spiega Pezzato “non c'è nulla da replicare perché questa è una associazione estremista e i termini di confronto sono pari a zero ”.

 

Il fatto però di citare la morte di due cacciatori “come pretesto” afferma Pezzato, citando poi l'ordinanza riferita all'orsa per chiedere la chiusura della caccia in Trentino “è una cosa disgustosa perché effettivamente non c'è alcuna correlazione tra quello che è successo con l'orsa e quello che è successo nell'attività venatoria”. 

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