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L'addio a Tina Anselmi, partigiana, laureata e prima donna ministro d'Italia

Tina Anselmi si è spenta nella sua casa all'età di 89 anni. Partigiana sotto il nome di "Gabriella", lega il suo nome alla riforma del Servizio Sanitario Nazionale e alla commissione d'inchiesta alla loggia P2. Sandro Schmid: "Gabriella ha combattuto per la libertà, la democrazia e la giustizia". Ottenne una laurea honoris causa a Sociologia nel 2004

Il ministro Tina Anselmi
Pubblicato il - 01 novembre 2016 - 18:30

TRENTO. Si è spenta la scorsa notte all'età di 89 anni, nella sua casa di Castelfranco Veneto, Tina Anselmi, la prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica, nominata nel luglio del 1976 al dicastero del Lavoro e della Previdenza sociale nel governo allora presieduto da Giulio Andreotti.

 

Tina Anselmi ottenne inoltre la laurea honoris causa in Sociologia a Trento, il 30 marzo 2004 per "l'elevata sensibilità con cui, nella sua attività di donna politica, ha individuato i motivi salienti della rinascita dell'Italia, coltivando e gestendo le componenti più dirompenti della nuova 'questione sociale', costantemente attenta al quadro politico delle riforme istituzionali".

 

Quel giorno inoltre "Gabriella" tenne una lectio magistralis sulla democrazia. "Attingendo ai 24 anni di vita parlamentare - disse - e alle responsabilità dirette avute come ministro del lavoro e della sanità e, specialmente, come presidente o membro di tre commissioni parlamentari di inchiesta, posso testimoniare che esistono rischi reali che minano le basi di una Democrazia".

 

"Tina Anselmi - dice Sandro Schmid, presidente dell'Anpi del Trentino - la partigiana “Gabriella” ci ha lasciati. Esprimo a nome dell'associazione trentina un cordoglio sentito per una straordinaria figura di donna democratica che ho avuto l’onore di conoscere come un ministro del lavoro aperto e sensibile. Tina era di Castelfranco Veneto. Lei era cattolica e di famiglia socialista e per questo suo padre fu anche perseguitato".

 

Tina Anselmi, figlia di antifascisti, da ragazza entrò nella Resistenza e divenne staffetta della brigata Cesare Battisti con il nome di "Gabriella", prima di passare al Comando regionale veneto del Corpo volontari della Libertà. Terminata la guerra, si laurea in Lettere all'università Cattolica di Milano e diviene insegnante elementare. In quel stesso periodo è impegnata nell'attività sindacale prima alla Cgil e poi alla Cisl con funzioni dirigenziali.

 

"Studiava alle Magistrali di Bassano del Grappa quando è stata costretta ad assistere, il 26 settembre 1944, all'impiccagione nazifascista sugli alberi del viale di 31 giovani patrioti, fra i quali anche il fratello della sua campagna di banco. Da questo momento Tina diventa “Gabriella”, staffetta partigiana della Brigata autonoma Cesare Battisti per poi passare al Comando del Corpo Volontari della Libertà, braccio armato del CLN del Veneto".

 

Quindi l'impegno e l'esperienza politica, dove venne eletta più volte parlamentare della Democrazia Cristiana, lega il suo nome alla riforma del Servizio Sanitario Nazionale e fu presidente della Commissione d'inchiesta sulla loggia massonica P2.

 

La stessa Tina Anselmi ricorda: "Quando sono tornata a casa dopo aver visto le impiccagioni dei ragazzi, la prima scelta che ho fatto è stata di dire che uno Stato che legittima queste uccisioni non è uno Stato che si può accettare, occorre impegnarsi per abbatterlo e per abbatterlo occorre perdere la guerra, combattere per la pace, perché dopo la pace si possa realizzare una società dove eccidi e barbarie non siano più ammessi".

 

"Con questi principi - conclude Sandro Schmid - Tina Anselmi ha perseguito nella Democrazia Cristiana tutte le sue migliori battaglie politiche. Un esempio di un’autentica resistente che ha combattuto per la libertà, la democrazia e la giustizia sociale". Grazie Tina.

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