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Lago di Molveno, lo svuotamento potrebbe essere ancora rimandato

Hydro Dolomiti Energia non ha ancora predisposto il piano di lavoro; Paganella 2001 si prepara all'inverno e il lago è il principale bacino idrico per i cannoni. Rigotti: "Cercheremo di ottemperare a tutti gli interessi, non da meno la salvaguarda della fauna ittica"

Il Lago di Molveno
Di Luca Andreazza - 12 settembre 2016 - 21:27

TRENTO. Come anticipato su ilDolomiti.it nel blog di Sergio Ferrari, il lago di Molveno subirà nel prossimo inverno un abbassamento della quota di circa 50 metri per permettere la manutenzione idraulica, verificare lo stato di funzionalità e stabilità delle gallerie che collegano l'invaso della centrale elettrica di Nembia al bacino di Molveno.

 

Il lago di Molveno coinvolge un sistema molto più ampio e articolato di opere idroelettriche, con in questo caso la centrale di Nembia che scarica nel lago di Molveno, che a sua volta alimenta Santa Massenza. Hydro Dolomiti Energia è concessionaria di entrambe le centrali.

 

L'impianto idraulico della Centrale di Nembia deve essere revisionato ogni 10 anni per controllare e verificare il corretto funzionamento del sistema. L'ultima revisione risale al 2005.

 

Conti e calendario alla mano, il ciclo di abbassamento e riempimento della quota sarebbe dovuto avvenire lo scorso anno, ma il Comune di Molveno ottenne il posticipo dell'intervento di dodici mesi per ragioni legate all'immagine della località in occasione della tappa del Giro d'Italia e quest'anno potrebbe accadere di nuovo.

 

Le lancette infatti corrono e il tema ritorna sul tavolo. “Ogni 10 anni è programmata la manutenzione del canale e delle valvole per verificare l'idoneità e pertanto la sicurezza della centrale - spiega Sandro Rigotti, tecnico di Hydro Dolomiti Energia -. Un ciclo completo richiede diversi mesi per le operazioni necessarie: “svuotamento” del bacino, pulitura delle gallerie, ispezione, verifica, interventi e restituzione della quota. Normalmente - prosegue Rigotti - questi interventi si svolgono in inverno perchè la stagione è più secca. Si cerca inoltre di ottimizzare al meglio la disponibilità di acqua derivata dallo scioglimento delle nevi in Val Rendena e dall'afflusso del fiume Sarca. Alcuni aspetti non sono prevedibili e governabili, anche per questo risulta difficile quantificare il tempo d'intervento. Certamente, cercheremo di ottemperare a tutti gli interessi, non da meno la salvaguarda della fauna ittica”.

 

Se Leonardo Pontalti (ittiologo della Pat) assicura che il salmerino alpino non dovrebbe subire conseguenze negative, un abbassamento di quota del Lago di Molveno di 50 metri potrebbe interessare il turismo e l'impatto ambientale.

 

“Attualmente però non abbiamo ricevuto nessuna domanda di piano del lavoro, ma comunque sono diversi gli aspetti all'attenzione”. - conclude Rigotti.

 

“E' infatti ancora prematuro parlare di tempi e interventi. Stiamo ancora predisponendo il piano di lavoro e il modus operandi – conferma Ilaria Boccagni, responsabile della comunicazione di Hydro Dolomiti Energia -. Stiamo definendo i dettagli operativi. L'abbassamento di quota prevede tante fasi e sono anche tanti i soggetti in causa, come Provincia, Comune, Comunità, società impianti, Appa e tutti gli interlocutori legati all'ambiente. Come Hydro Dolomiti Energia cerchiamo di ascoltare gli interessi di tutti gli interlocutori, accogliere le singole istanze e rispondere al territorio per trovare la migliore soluzione per tutti. L'obiettivo è di farsi trovare pronti per le stagioni del turismo”.

 

Un quadro complesso, ma un intervento completo può richiedere anche 6 mesi, quindi per essere pronti per la stagione estiva, l'intervento dovrebbe partire minimo a cavallo fra novembre e dicembre.

 

E qui si presenta un altro aspetto: il lago di Molveno rappresenta infatti il bacino principale dal quale attinge la società Paganella 2001 per la produzione di neve artificiale, necessaria per garantire la preparazione e l'innevamento del piano sciabile già molto presto. Questa operazione interessa appunto i mesi di novembre e dicembre, solo marginalmente gennaio.

 

La coperta appare corta, se l'obiettivo è quello di essere pronti per la stagione estiva e contemporaneamente assicurare potenza di fuoco ai cannoni di Paganella 2001, ritardare gli interventi a gennaio potrebbe mandare fuori giri tutta l'organizzazione.

 

“Chiaramente le esigenze di Paganella 2001 sono elementi importanti. Tutte le esigenze saranno oggetto di attente verifiche. L'abbassamento di quota programmato non significa necessariamente che non ci sia disponibilità di acqua. Si può lavorare sulla pressione e rilanciare la fornitura idrica per esempio”. - afferma Rigotti.

 

Filippo Mottes, dipendente di Paganella 2001 non entra nel merito della questione: “Non ci saranno sicuramente ingerenze in merito da parte della società impianti. Vero, il lago di Molveno è il nostro principale bacino per la produzione di neve programmata, ma stiamo parlando con Dolomiti Energia e tanti altri enti. Il clima di lavoro è positivo e il dialogo costruttivo. Qualunque decisione venga presa, noi siamo pronti a trovare altre soluzioni per garantire un perfetto innevamento in vista della stagione sciistica e delle feste natalizie”.

 

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