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Storia dell'energia fra Molveno e Santa Massenza

Il lago di Molveno è interessato fin dagli anni '50 da una fitta rete di opere idrauliche, fra queste le centrali idroelettriche di San Massenza e Nembia sono al centro dell'abbassamento di quota prevista per fine anno. Si tratta del centro più importante del Trentino Alto Adige per la produzione di energia elettrica

Una turbina di Dolomiti Energia alla Centrale idroelettrica di Santa Massenza
Di Luca Andreazza - 12 settembre 2016 - 21:29

TRENTO. Il lago di Molveno è interessato fin dagli anni '50 da una fitta rete di opere idrauliche. La Centrale di Santa Massenza è in funzione dal 1952 (ma l'inaugurazione avvenne nel 1955) e rappresentava all'epoca una delle centrali per la produzione idroelettrica più potenti d'Europa. Ancora oggi invece è la più importante del Trentino Alto Adige. Un'opera straordinaria: un investimento di 30 miliardi di lire, 10 anni di lavoro, 15 imprese e circa 8.000 uomini e un costo umano altrettanto elevato: quasi 50 morti legati alla costruzione dell’intero sistema di derivazione delle acque.

 

Al termine della costruzione dell’imponente sistema di sfruttamento delle acque del bacino Sarca – Molveno, che mutarono radicalmente il regime idrico e paesaggistico dei territori interessati, il lago di Molveno aveva inoltre cambiato il suo aspetto cristallino e lucente, in un colore meno trasparente a causa dell’apporto del limo glaciale. Anche le temperature dell’acqua subirono una diminuzione.

 

L'impianto di Nembia invece è in funzione dal 1957 e per alimentare le turbine, l'acqua viene raccolta dalla Val Rendena e dal fiume Sarca per poi essere pompata al bacino.

 

La Centrale di Santa Massenza lavora in uscita, mentre la centrale di Nembia, che si trova a quota inferire rispetto alla superficie del lago e funziona quindi in contro pressione, opera in entrata tramite canali di restituzione per riportare la quota a livello e mantenerla costante.

 

Come anticipato su ilDolomiti.it nel blog di Sergio Ferrari, il Lago di Molveno subirà nel prossimo inverno un abbassamento della quota di circa 50 metri per permettere la manutenzione idraulica, verificare lo stato di funzionalità e stabilità delle gallerie che collegano l'invaso della centrale elettrica di Nembia al bacino di Molveno.

 

L'impianto idraulico della Centrale di Nembia deve essere infatti revisionato ogni 10 anni per controllare e verificare il corretto funzionamento del sistema e la sua sicurezza. L'ultima revisione risale al 2005

 

Secondo il piano, il ciclo di abbassamento e riempimento della quota sarebbe dovuto avvenire lo scorso anno, ma il Comune di Molveno ottenne il posticipo dell'intervento di dodici mesi per ragioni legate all'immagine della località in occasione della tappa del Giro d'Italia e quest'anno potrebbe accadere di nuovo. Questi interventi di manutenzione e l'abbassamento di quota del lago potrebbero comportare diverse conseguenze negative in ambito turistico e per l'impatto ambientale, mentre il salmerino alpino non dovrebbe risentire di questa operazione.

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