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| 14 lug 2017 | 17:09

Le indagini della guardia di finanza di Trento portano alla confisca di beni per un valore oltre i 400 mila euro

L'attuale provvedimento emesso dal Tribunale di Salerno ha colpito il capo del gruppo, che tra l'altro è risultato collegato in passato ai noti clan D'Alessandro operante tra le province di Napoli, Caserta, Avellino e Salerno. Non è la prima operazione, altri approfondimenti avevano portato al sequestro di beni per oltre 1 milione e 400 mila euro

di Redazione

TRENTO. Fondamentale l'apporto della guardia di finanza di Trento per la confisca di immobili e beni dal valore di 400 mila euro ai sensi della normativa antimafia. La Procura di Salerno, accolte le indagini del nucleo trentino, ha dato infatti esecuzione ad un provvedimento di sequestro nei confronti di Giovanni Padovano per reati di associazione a delinquere finalizzata a furti pluriaggravati.

 

Il sequestro riguarda nello specifico due unità immobiliari nel comune di Scafati in provincia di Salerno e quattro autoveicoli per un valore superiore ai 400 mila euro. Decisiva la valutazione di un patrimonio sproporzionato rispetto alla capacità patrimoniale visto che la principale, se non unica, fonte di reddito era collegata alle attività illegali.

 

L'uomo è inoltre gravato da numerosi precedenti per furti, rapine, ricettazione e traffico internazionale di stupefacenti e ha svolto il ruolo di capo di un'organizzazione criminale dedita ad assalti a furgoni portavalori, commessi anche in Trentino Alto Adige, sgominata grazie alle indagini condotte nel 2013 dall'Arma dei carabinieri.

 

La polizia tributaria ha svolto accertamenti patrimoniali nei confronti dei componenti della banda, accertando la sproporzione del patrimonio accumulato dai principali indagati, rispetto ai redditi dichiarati, sostanzialmente nulli. 

 

Questa non è la prima azione coordinata dalla guardia di finanza trentina, tra il 2013 e il 2015 il reparto inoltrava infatti più proposte di misure di prevenzione patrimoniali alle diverse Procure della Repubblica campane, cioè dove i vari componenti della banda risultavano avere dimora, ottenendo provvedimenti di sequestro per oltre 930 mila euro.

 

Tra questi spicca in particolare quello eseguito nel 2015 per un altro componente del gruppo su due fabbricati (un'abitazione e un capannone) sempre a Scafati e due automobili e una moto per un valore di 508 mila euro.

 

L'attuale provvedimento emesso dal Tribunale di Salerno ha colpito il capo del gruppo, che tra l'altro è risultato collegato in passato ai noti clan D'Alessandro operante tra le province di Napoli, Caserta, Avellino e Salerno.

 

 

 

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