Contenuto sponsorizzato

Malaria, si cercano le cause del contagio. Un caso analogo in paziente diabetico nel 2000, colpa del glucometro: "Ma ora i pungi-dito sono sicuri"

 Le ipotesi sono tante, dalla zanzara all'errore clinico, tutte considerate. Indagano la Procura e il Ministero. Roma invia gli ispettori che domani saranno a Trento per affiancare l'assessorato provinciale nell'inchiesta

Pubblicato il - 06 settembre 2017 - 19:03

TRENTO. Sul caso della piccola Sofia, morta dopo aver contratto la malaria senza mai essere stata all'estero in zone a rischio, emergono nuovi particolari e qualche certezza. Sembra ormai verosimile che la bambina sia stata contagiata all'interno del reparto di pediatria dell'ospedale Santa Chiara di Trento.

 

La certezza ci sarà soltanto dopo l'analisi dettagliata del patogeno che ha infettato Sofia con quello che ha causato la malattia dei due bambini del Burkina Faso ricoverati negli stessi giorni nello stesso reparto, di ritorno dal Paese d'origine dopo una vacanza. Per questo ci vorranno ancora alcuni giorni, le analisi le sta effettuando l'Istituto Superiore di Sanità.

 

Ma un nesso comunque c'è, la coincidenza temporale e il Plasmodium falciparum, lo stesso tipo di protozoo. Sembra quindi altamente probabile che ad infettare Sofia siano stati, indirettamente, i due bambini. Ma come? Questo è l'altro dubbio che dev'essere chiarito.

 

La prima ipotesi è quella del vettore più comune, la zanzara anopheles o altre zanzare in grado di veicolare la malattia. Le trappole disseminate nei dintorni dell'ospedale non hanno dato però esito positivo.

 

Sul contagio da zanzara al Santa Chiara sono in molti a nutrire dubbi. Anche la stessa dirigente del reparto pediatria Annunziata Di Palma. I bambini sono rientrati dal Burkina Faso il 9 agosto, il loro ricovero nello stesso reparto in cui Sofia era degente avviene il 16 agosto, quindi la zanzara sarebbe dovuta sopravvivere una settimana, "e questo mi sembra improbabile", afferma Di Palma.  

Domani gli ispettori del Ministero della Salute saranno a Trento per affiancare l'assessorato provinciale nell'indagine. Ma le indagini non trascureranno nemmeno Portogruaro, dove la bambina è stata ricoverata per la prima volta il 13 agosto. Potrebbe essere venuta in contatto con la malaria nell'ospedale veneto, anche se sembra che non tornino i tempi dell'incubazione. 

 

Rimane in piedi l'eventualità dell'errore clinico, di un contagio sangue-sangue avvenuto con la strumentazione medica. La Procura della Repubblica, nel dubbio, ha deciso di aprire un'inchiesta per omicidio colposo contro ignoti, atto dovuto.

 

Ma ci sono stati altri casi, in Italia, di contagio per errore clinico di malaria? Sì, uno nel 2000, in un paziente che, come la piccola Sofia, soffriva di diabete. Un particolare che ha subito attirato l'attenzione: in entrambi i casi i contagiati hanno la stessa patologia.

 

L'articolo scientifico, pubblicato sulla rivista Infection control & hospital epidemiology nel giugno del 2012, attribuisce al glucometro la causa dello scambio ematico infetto. Questo strumento, forando il dito del paziente, permette la fuoriuscita di una piccola goccia di sangue che istantaneamente viene analizzata, con la restituzione immediata del livello di glucidi.

 

Tra gli autori dell'articolo anche Roberto Romi, ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanità al Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate. “L'articolo è poi stato confermato – sostiene Romi – ma si tratta di un caso fino ad ora unico, il che non vuol dire che si sia potuto ripetere anche questa volta”.

 

“Il contagio – spiega - era legato al malfunzionamento di un apparecchio poi sostituito, non all'inadempienza o al cattivo uso fatto da qualche operatore”. L'apparecchio in questione, c'è poi da sottolineare, è ormai vecchio di 17 anni, “le strumentazioni odierne sono molto più sicure”.

 

“Le ipotesi sono tante – spiega il ricercatore – tutte le strade sono aperte ma prima di fare ipotesi dobbiamo giustamente aspettare le conclusioni delle indagini sia della magistratura che dello stesso ministero. Per quel che riguarda il caso descritto nell'articolo – conclude – lo confermo, è stato verificato e pubblicato”.

 

Di questo articolo era già a conoscenza anche Claudio Paternoster, il primario Malattie infettive del Santa Chiara di Trento. “Certo, questo caso lo conosco bene. Ma gli altri due bambini non erano affetti da diabete – osserva - non ci sarebbe stato motivo di usare questa strumentazione su di loro”.

 

Anche il primario trentino spiega che ora le strumentazioni hanno un livello di sicurezza maggiore. “Siamo comunque a disposizione per ogni indagine e ogni approfondimento. Gli ispettori sono stati inviati a Trento proprio per fugare ogni dubbio e per scoprire la causa del contagio”.

 

Perché in un modo o nell'altro la piccola Sofia è stata contagiata, il nesso con la presenza dei due bambini ricoverati dopo aver contratto la malaria in un viaggio in Africa è dato quasi per certo. I dubbi sono sulla possibilità che il vettore sia stata una zanzara. Le ipotesi non escludono nulla, nemmeno l'errore clinico

 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 16 novembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

18 novembre - 12:56

La neve caduta in grandi quantità e appesantita anche da pioggia e temperature in risalita è instabile in molte zone. I tecnici: ''Al di sopra dei 2200 m circa gli abbondanti accumuli di neve ventata degli ultimi giorni sono instabili. Queste possono distaccarsi già in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali e, a livello isolato, raggiungere grandi dimensioni''

18 novembre - 12:33

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari: "Visite ambulatoriali e prelievi potranno subire qualche disservizio". Nel frattempo i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un'assemblea sindacale per quanto riguarda le autonomie locali per venerdì 22 novembre dalle 9 alle 13 alla Sala della cooperazione in via Segantini a Trento

18 novembre - 12:38

Nel programma domenicale "Non è l'arena", condotto su La7 da Massimo Giletti, è andata in onda una discussione isterica sull'Alto Adige tra Vittorio Feltri e Michaela Biancofiore, decisamente poco utile alla causa della comprensione della realtà provinciale da parte del grande pubblico nazionale. Alla complessità si è preferita la cagnara, perché insulti e visi avvampati - conditi da gravi inesattezze storiche - fanno più audience

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato