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Pavimenti in bambù, acqua piovana nei bagni e 430 postazioni studio: inaugurata la nuova biblioteca universitaria

L'opera realizzata da Renzo Piano è caratterizzata da ampie vetrate e giochi prospettici dati dalle scalinate e dalle trasparenze dei vetri: "La bellezza è un concetto chiave. Con la biblioteca si fa comunità". Al taglio del nastro presenti tantissime persone (e c'è stata anche una piccola contestazione). Ecco tutti i numeri e le curiosità del nuovo edificio 

Di Luca Pianesi - 19 novembre 2016 - 13:47

TRENTO. Ci sono i pavimenti in bambù, l'impianto irriguo dei bagni che si alimenta con l'acqua piovana, i pannelli fotovoltaici che lasciano spazio alle ampie vetrate che illuminano tutta la struttura. Il tutto per un edificio che potrà ospitare 430 postazioni studio e 480 mila volumi, grazie ai suoi 10 chilometri di scaffali, la maggior parte dei quali "aperti". E' stata inaugurata questa mattina la nuova Biblioteca centrale dell'Università di Trento (Buc) nel quartiere Le Albere. Presente, oltre a tantissima gente, curiosi, e autorità, ovviamente, l'architetto Renzo Piano che ha voluto ricordare come gli scaffali aperti siano stati una precisa scelta filosofica, per fra vivere la struttura. "Penso che prima del Centro Pompidou (che ha realizzato sempre Piano ndr) non esistesse il concetto di scaffale aperto - ha detto il grande architetto - perché i libri erano custoditi dietro a funzionari e per averli si doveva portare il formulario. Lo scaffale aperto, invece, permette di vivere la biblioteca, di condividere la ricerca dei libri e quindi di stare assieme ad altri che fanno la stessa cosa. La funzione dei libri, in futuro, magari cambierà, ma non cambierà il ruolo di strutture come questa che è quella di fare comunità. E non c'è niente di più bello di progettare una biblioteca e, più in generale, gli edifici per il pubblico. Perché sono questi che fanno le città".

 

Piano, ha quindi sottolineato il concetto di bellezza che, da sempre, insegue utilizzando la luce. Ed ecco allora le ampie vetrate che caratterizzano la nuova biblioteca come caratterizzano anche il Muse (struttura gemella e molto simile) che dista solo 300 metri in linea d'aria. L'edificio gioca sugli sbalzi prospettici delle scalinate, su un passatoio, sulle trasparenze dei vetri e sui giochi di luce. Scaffali, scalinate, corrimano e circa 9 mila metri quadri di pavimenti sono fatti in bambù, legno scelto perché il colore facilita la lettura. Il riscaldamento è a trigenerazione e produce energia elettrica, calore e climatizzazione. 

 

Al taglio del nastro è stato il rettore, il primo a intervenire. "Qualsiasi cosa lo sviluppo tecnologico faccia dei libri - ha detto Paolo Collini - questa biblioteca è destinata, per la bellezza e la gioia che si prova nel frequentarla, a rimanere un luogo di aggregazione, come edificio proiettato nel futuro indipendentemente dalla sua funzione originaria. Un progetto che non è nato come biblioteca, ma che grazie ad una geniale intuizione e a un grande impulso della Provincia autonoma si è trasformata. Oggi diamo alla comunità tutta un grande regalo. Una biblioteca in cui ci sarà gusto a venire, un luogo vivace, una parte importante della nostra città". 

 

Ed è proprio questa la grande scommessa della nuova biblioteca universitaria. Mettere al centro della vita cittadina un quartiere, al momento, ancora ritenuto periferico. E lo sa bene Ugo Rossi che nel suo intervento ha sottolineato che "l'opera è costata 44 milioni di euro. Ma non è completata. Siamo a metà. Adesso deve essere vissuta dagli studenti. Il nostro è un investimento in conoscenza e quindi in democrazia". Un discorso, quello del presidente della Provincia che è stato interrotto da una pioggia di coriandoli e banconote finte da 100 euro lanciate sulla testa dei presenti dal collettivo Refresh lì per contestare la nascita della nuova biblioteca a fronte dei tagli alle borse di studio. Ma il gruppetto è stato immediatamente allontanato e la cerimonia, molto partecipata, è potuta proseguire. 

 

 

Rossi ha quindi aggiunto che la biblioteca rappresenta un tassello: "La Provincia e l'Università hanno individuato infatti come azione strategica la messa a disposizione a favore dell'Ateneo del compendio dell'ex Cte. Questo nuovo intervento creerà un passaggio tra la zona universitaria di via Verdi, il Muse, il quartiere e il parco delle Albere e consentirà, entro il 2018, di insediare nell'area Cte la nuova mensa universitaria e quindi di realizzare nuove aule-studio. Ce n'è abbastanza per rilanciare il ruolo di Trento capitale della cultura, aperta agli studenti, agli studiosi, ai ricercatori del territorio e di tutto il mondo. Un capoluogo in rete con gli altri poli culturali del Trentino, orgoglioso del passato e proiettato senza timidezze verso il futuro".

 

E dopo gli interventi del sindaco di Trento Andreatta e il presidente dell'Università Cipolletta è toccato al presidente del Consiglio di biblioteca di Ateneo Massimo Miglietta che ha espresso "un ringraziamento al personale tutto del Sistema Bibliotecario di Ateneo, compresi gli studenti che hanno collaborato al trasferimento del materiale bibliografico, per l'enorme lavoro che ha sostenuto in questi mesi".

La biblioteca sarà funzionante in maniera ufficiale da metà dicembre. da lunedì a sabato dalle 8 alle 23.45 e la domenica dalle 14 alle 21.

La nuova biblioteca universitaria

 

I NUMERI DELLA BIBLIOTECA

430 postazioni studio

480.000 i volumi 

10 mila chilometri di scaffali

24 bagni, 10 per disabili

15 grandi aule

A scaffale aperto 240.000 monografie, 80 periodici di diritto, 1.500 periodici correnti

Nei depositi 160.000 monografie, 8.500 periodici

Collezione digitale 10.000 periodici elettronici, 140.000 libri elettronici

Costo dell'opera 44 milioni di euro (quella di Botta era stimata in 65 milioni di euro)

 

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