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Pecore sbranate, parlano i fratelli gemelli di 22 anni, titolari dell'azienda: "Un duro colpo, ma non ci arrendiamo"

Questa mattina Alessandro e Lorenzo Comai hanno trovato una brutta sorpresa, sette pecore sbranate. Le indagini condotte dalla Provincia sembrano confermare che l'atto sia opera dell'orso

Di Luca Andreazza - 11 April 2017 - 19:16

CAVEDINE.  E' primavera anche per gli orsi presenti nelle valli trentine. Da qualche settimana sono usciti dal letargo invernale, iniziano ad allontanarsi dalle loro tane per cercare cibo. E nella notte tra lunedì 10 e martedì 11 aprile l'orso ha fatto visita alle pecore dell'Azienda agricola Comai Alessandro a Cavedine, sbranandosi metà allevamento degli undici capi in pascolo a Brusino. Una brutta sorpresa per l'attività di Alessandro e Lorenzo, fratelli gemelli di 22 anni, quando hanno raggiunto l'ovile: "Abbiamo trovato - dice Alessandro - le pecore sbranate e ci siamo attivati immediatamente per cercare e riunire le altre che intanto erano riuscite a scappare".

 

Il bilancio parla di sette pecore morte, una in fin di vita e una ferita. E mentre l'Azienda forestale rileva in danni, "le indagini - spiega Alessandro - sono condotte dalla Provincia sono ancora in corso, ma sembra che ci sia una conferma che la razzia sia opera dell'orso". Il plantigrado è riuscito ad eludere la recinzione elettrica per scagliarsi sugli animali: "La protezione - spiega - è stata fatta a regola d'arte, seguendo per filo e per segno le disposizioni e le direttive impartite dall'amministrazione provinciale. Questo purtroppo non è bastato e abbiamo trovato proprio un'amara e inattesa irruzione questa mattina".

 

Dopo aver studiato all'Istituto agrario di San Michele, i fratelli hanno aperto la propria azienda circa 4 anni fa: "Abbiamo iniziato - aggiunge Alessandro - per passione, nessuno in famiglia lavora infatti la terra. Disponiamo di circa quattro ettari di vigne a Vigo Cavedine, per i quali abbiamo ottenuto un primo certificato di conversione biologica". Quindi l'anno scorso l'idea di allargare l'attività: "Pecore, galline e altri animali - commenta -. Siamo contenti e soddisfatti della nostra scelta, anche se questo evento ovviamente è un duro colpo".

 

E ora? "Non ci arrendiamo e non appena la Provincia ci liquida i soldi - ammette - acquisteremo subito le pecore per riprendere l'attività e continuare quanto iniziato. Intanto cerchiamo di curare gli animali che si sono salvati e probabilmente prenderemo anche un cane per tutelare il gregge e cercare di evitare che accadano ulteriori episodi".

 

La popolazione degli orsi trentini, a fine 2015, era composta da 48 esemplari23 adulti (8 maschi e 15 femmine), 14 giovani (10 maschi, 4 femmine) e 11 cuccioli (2 maschi, 2 femmine e 7 indeterminati). I numeri attuali non sono però certi e durante l'anno sono sicuramente aumentate le cucciolate, quelle del 2016 e quelle dell'inverno scorso. "Quella tra uomo e orso è una convivenza possibile - spiega il servizio Foreste e Faune della Provincia -  a patto che si rispettino alcune semplici regole di comportamento, come seguire la cartellonistica posizionata sul territorio, che segnala la presenza del plantigrado".

 

E' utile ed importante che turisti e residenti vengano informati sulle norme di comportamento da seguire, come "Non attirare l’orso in alcun modo - commentano - non lasciare mai cibo o rifiuti organici a disposizione dell'orso, in caso di avvistamento a distanza, non avvicinarsi, in caso di incontro ravvicinato, non correre o muoversi con concitazione, allontanarsi lentamente, segnalare per tempo la propria presenza facendo del rumore o parlando ad alta voce, nel caso un orso mostri chiari segni di aggressività rimanere fermi con atteggiamento passivo, tenere i cani al guinzaglio, comunicare eventuali segni di presenza chiamando il 335 7705966 e per le emergenze chiamare il numero 115".

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