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Profughi, M5S: "Anche in Trentino immigrazione fuori controllo", Cinformi: "Nessun business ma sono aumentate le persone accolte e i giorni di attività"

Le attività di accoglienza straordinaria hanno portato nel 2014 ad una liquidazione a associazioni, aziende e cooperative  di circa 1 milione 346 mila euro, nel 2015 questo importo è salito fino a toccare 5 milioni 408 mila euro​

Di G.Fin - 16 aprile 2017 - 15:33

TRENTO. “Nessun business e nessuna immigrazione fuori controllo in Trentino” ma gli aumenti di spese tra il 2014 e il 2015 riguardanti l'accoglienza straordinaria, sono stati causati da un incremento delle persone ospitate e un incremento dei giorni di accoglienza.

 

Questa la risposta arrivata da Cinformi, il Centro informativo per l'immigrazione che gestisce l'accoglienza per contro della Provincia di Trento, in merito alle dichiarazioni del consigliere provinciale del M5S Filippo Degasperi. Quest'ultimo, in una interrogazione, aveva richiesto di conoscere il resoconto dettagliato delle spese dell’accoglienza dei richiedenti asilo fino al 2016.

 

Alla risposta dell'assessore provinciale Luca Zeni, sono state allegate le tabelle sulle liquidazioni inerenti le attività di accoglienza straordinaria per l'anno 2014 e 2015 dalle quali si nota come, se nel 2014 l'importo complessivo liquidato ad associazioni, enti e cooperative, è stato di circa 1 milione 346 mila euro, nel 2015 questo importo è salito fino a toccare i circa 5 milioni 408 mila euro.

 

Un salto che ha fatto supporre al consigliere provinciale Degasperi di essere davanti anche in Trentino a quello che già in altre parti d'Italia è stato denunciato come un “Business dell'immigrazione”.

 

“La Storia insegna che anche le grandi tragedie sono momenti che consentono a molti di arricchirsi e di trarre vantaggio (lecitamente, sia chiaro)” spiega in un comunicato Filippo Degasperi. “Anche il dramma dell'emigrazione fuori da qualsiasi regola o forma di controllo che l'Italia sta subendo ormai da anni non sfugge a questo paradigma. La conferma arriva dai dati allegati in risposta alla mia interrogazione”.

 

All'interno delle tabelle riepilogative relative le spese sull'accoglienza straordinaria, si trovano come già detto associazioni, aziende e cooperative. Tra gli importi liquidati più rilevanti troviamo quello a Eleonora Fait (Ostello della Gioventù) che nel 2014 ha ricevuto 379 mila 182 euro, mentre nel 2015 162 mila e 72 euro. Tra gli altri importi del 2015, oltre un milione di euro è andato a Infusione, associazione di promozione sociale, che si è occupata di accoglienza in strutture periferiche come quelle presenti alle Viote e dei vari interventi di integrazione.

Ci sono poi liquidazioni a famiglie cooperative dai 2 ai 10 mila euro, a cooperative per la pulizia e sanificazione e a società, come la Dussman Service (somministrazione pasti) alla quale nel 2015 sono stati liquidati 231 mila 986 euro.

 

 

 

 

Importi che hanno portato da una liquidazione di 1 milione 346 mila euro nel 2014 a 5 milioni 408 mila euro nel 2015.

 

“L'aumento degli importi liquidati – è stato spiegato da Cinformi – è da imputare dall'aumento dei migranti accolti e dalle giornate di accoglienza. In entrambi abbiamo avuto un incremento e non è stata in nessun modo aumentata la spesa massima giornaliera”.

 

Al 31 dicembre 2014 in Trentino erano accolti 241 migranti e il periodo di accoglienza, per i quale è stato liquidato 1 milione 346 mila euro, è stato di 8 mesi. Nel 2015, invece, l'accoglienza è stata di 12 mesi e al 31 dicembre i migranti accolti sono stati 694.

 

Nella propria nota, il consigliere del M5S afferma anche che “presso alcuni fornitori la Provincia, anziché acquistare quanto necessario, apre un credito a favore del richiedente asilo che può "acquistare" (a spese dei trentini) non meglio precisati beni extra alimentari per cifre anche degne di nota”.

 

Per Cinformi, in questo caso, si tratterebbe di richiedenti protezione internazionale che sono accolti in alloggi esterni dai centri di accoglienza e per i quali viene dato un importo giornaliero da usare per i propri bisogni alimentari. “Queste persone – viene spiegato – si gestiscono il mangiare e quindi viene dato loro un importo di 5 – 6 euro per la spesa. Ovviamente nei supermercati e nei negozi alimentari convenzionati, oltre a beni alimentari ci sono anche prodotti per la pulizia personale oppure calzini e altri indumenti intimi. L'importo, comunque, rientra sempre nella spesa massima per l'accoglienza del richiedente protezione internazionale e riconosciuta poi dallo Stato con un valore di circa 30 euro rimborsato poi alla Provincia”

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