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Profughi, un Consiglio comunale straordinario. Tante mozioni, poche decisioni

Si è svolta ieri a Trento una seduta dedicata totalmente alla situazione dei migranti. “La quota su Trento è stata ampiamente superata e stiamo facendo più del dovuto” ha affermato l'assessora comunale Mariachiara Franzoia

Di Giuseppe Fin - 02 June 2017 - 06:48

TRENTO. Ad oggi in nella nostra provincia ci sono 1.597 richiedenti protezione internazionale a fronte di una richiesta dello Stato di 1.781 posti quale quota spettante al Trentino.

 

Dei richiedenti accolti, 671 sono a Trento che invece ne dovrebbe accogliere 388. “La quota su Trento è stata ampiamente superata e stiamo facendo più del dovuto” ha affermato l'assessora comunale Mariachiara Franzoia che ieri sera ha risposto colpo su colpo agli attacchi arrivati dall'opposizione durante il consiglio comunale straordinario richiesto dalla Lega Nord proprio per parlare di immigrazione.

 

Un consiglio che è durato quattro ore e mezza durante il quale sono stati presentati e discussi 7 ordini del giorno (uno successivamente ritirato e rinviato in commissione) presentati dai diversi gruppi politici.

 

Gli ultimi dati sull'accoglienza riguardanti la città di Trento indicano 69 presenze nell'hub di smistamento, 297 nelle strutture di prima accoglienza, 257 nelle strutture di seconda accoglienza, 48 in strutture protette.

 

Per quanto riguarda i flussi, nel 2017, fino ad oggi, 481 persone sono arrivate sul territorio e oltre la metà (273) se ne sono andate dirigendosi soprattutto verso il nord Europa.

 

Il modello trentino – ha spiegato l'assessore Mariachiara Franzoia - ci ha permesso di governare questo fenomeno sul territorio e il modello di gestione in piccoli gruppi ci ha consentito una migliore integrazione”.

 

Un elemento che preoccupa e sul quale occorre puntare l'attenzione è quello sulla post accoglienza. “Ad oggi – ha affermato Franzoia – c'è ancora poco investimento e il peso ricade soprattutto sul volontariato. Occorrerebbe maggiore attenzione per gestire le persone che escono dai percorsi di accoglienza”.

 

Il Consiglio comunale ha analizzato singolarmente i 7 ordini del giorno, il primo è quello presentato dalla Lega Nord. “Dispiace – ha spiegato in premessa il consigliere Gianni Festini Brosa - essere arrivati al punto di dover chiedere un Consiglio straordinario ma le condizioni che i cittadini sono costretti a sopportare ci hanno portato a questa decisione”.

 

L'ordine del giorno leghista è stato considerato non condivisibile dalla Giunta comunale per le premesse politiche e per alcuni punti. Solo dopo un confronto si è riusciti ad arrivare ad un compromesso che ha previsto la cancellazione dal documento delle premesse politiche, e l'approvazione di soli due punti.

 

Si chiede di mantenere monitorata la situazione e di informare le commissioni competenti sulla situazione dei richiedenti asili presenti sul territorio e di predisporre eventuali attività concordate con la popolazione in modo interattivo al fine di renderle utili sia per gli italiani che per i richiedenti asilo. Una mediazione, questa, accettata dalla Lega Nord.

 

Non è stato approvato l'ordine del giorno sul “Riconoscimento dello status di rifugiato/a ambientale” che aveva come prima firmataria la consigliera Antonia Romano dell'Altra Trento a Sinistra. In questo caso, pur essendoci il parere favorevole della Giunta, i voti della maggioranza non sono bastati.

 

Sono stati tre gli ordini del giorno presentati dal Movimento 5 Stelle. “Occorre prendere in considerazione il clima che sta vivendo la nostra città – hanno spiegato i tre consiglieri comunali del M5S – noi abbiamo portato in consiglio le richieste che ci arrivano dalla gente ed è arrivato il momento per il Comune di prendere una chiara posizione”

 

Nel primo ordine del giorno la richiesta di predisporre corsi sul regolamento di polizia urbana ai richiedenti e alla realizzazione di un accordo con i magistrati di Trento per trasformare le pene in lavori utili alla comunità. Le modifiche accettate dai pentastellati non sono state sufficiente, però, per l'approvazione.

 

Un secondo ordine del giorno è stato approvato solo in parte. L'ok è arrivato solo per la richiesta di sollecitare la Provincia di Trento e gli altri gestori dei centri d'accoglienza presenti sul territorio comunale al fine di coinvolgere gli ospiti dei centri ad utilizzare le cucine ed attivare un percorso formativo agricolo.

 

Non è invece passato il punto riguarda la richiesta alla Provincia di sospendere qualsiasi finanziamento ai Comuni ed alle Comunità che, in disaccordo con quanto pattuito non danno, in maniera immotivata, disponibilità di accoglienza ai migranti.

 

E' stato poi ritirato un terzo ordine del giorno presentato sempre dal M5S che richiedeva di prevedere, nell'accedere a finanziamento pubblico, che siano favorite nel punteggio o nell'elargizione economica quelle società sportive e associazioni di volontariato che si prendono carico di almeno un richiedente asilo.

 

Quello dei migranti è un tema che deve essere affrontato con un po' di rispetto perchè stiamo parlando di vita umane. Persone che creano complessità e difficoltà che devono essere gestite in maniera migliore e in maniera diversa” ha affermato Andrea Merler di Civica Trentina nel presentare il proprio ordine del giorno che è stato approvato dopo alcune modifiche proposte dall'assessore Franzoia.

 

In questo caso è stato richiesto di attivarsi formalmente nei confronti della Pat al fine di coordinarsi per definire luogo e modalità di accoglienza. Altri due punti del dispositivo, invece, hanno recepito il recente decreto Minniti.

 

E' stata infine approvato l'ordine del giorno di Robertà Calà, Alberto Pattini, Renato Tomasi e Lucia Coppola dei Verdi. In questo caso il documento chiedeva  al sindaco e alla Giunta di impegnare la Provincia a sollecitare il Governo a produrre leggi chiare ed efficaci sul tema dei rimpatri, del controllo di tutte quelle persone e che non ricevono lo status di rifugiato o che si rendano responsabili di comportamenti scorretti.

 

Si chiede inoltre di proseguire il modello di accoglienza diffusa impegnando maggiormente le comunità periferiche e di intervenire in maniera severa in caso di situazioni di illegalità.

 

Se la maggioranza è andata avanti pressoché compatta, da parte dell'opposizione al termine del Consiglio si sono visti diversi malumori soprattutto tra gli esponenti del M5S e della Lega Nord.

 

“Prendiamo atto – ha affermato Paolo Negroni – che la Lega Nord ha votato contro la predisposizione di bagni pubblici in città per evitare che ci siano persone che orinano nei giardini e ha votato contrario anche alla richiesta di sospendere i finanziamenti provinciali ai comuni che non accolgono i migranti".

 

"Così facendo - conclude -  dimostrano che a loro sta bene che i richiedenti pesino sempre di più su Trento”.  

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