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Sparite le corone in ricordo dei soldati trentini. L'Anpi: "Un bruttissimo segnale"

In via Belenzani restano appese solo quelle in ricordo dei caduti austro-ungarici. Erano state messe il 2 novembre per ricordare i caduti di tutte le guerre. Schmid: "La cittadinanza isoli queste spinte settarie"

Di G. Fin - 05 novembre 2016 - 16:52

TRENTO. Le corone deposte in via Belenzani ai piedi delle due targhe commemorative ai caduti trentini morti per la patria nel corso dei due conflitti mondiali sono sparite.

 

Durante la scorsa notte, infatti, ignoti avrebbero tolto le corone deposte durante le celebrazioni avvenute il 2 novembre senza invece toccare quelle presenti ai piedi della targa commemorativa dei caduti dell'esercito austro ungarico durante il primo conflitto mondiale.

Corone presenti accanto alla targa commemorativa dei soldati dell'esercito austro - ungarico 

“Le corone – ci ha spiegato la presidente del Consiglio comunale Lucia Coppola – sarebbero dovute rimanere e il fatto che qualcuno le abbia tolte è un bruttissimo segnale da qualsiasi parte provenga”.

 

Per la presidente del Consiglio “c'è la necessità di una memoria condivisa di tutti i morti e la commemorazione alla Portela è stata fatta in nome di tutti i caduti. Al cimitero è stata deposta una corona anche al monumento ai caduti austro-ungarici”. E invece questa mattina le corone con il tricolore e quella con la fascia gialloblù di Trento sono scomparse mentre quelle con le fasce biancorossa e biancoverde sono rimaste ben appese. 

Un momento della commemorazione del 2 novembre con la deposizione delle corone

Una dura condanna per quello che è successo arriva anche dal presidente dell'Anpi, Sandro Schmid che parla di “bruttissimo segnale”.

 

“Purtroppo – ha affermato Schmid – vedo un ritorno di un certo fanatismo e francamente non pensavo potesse trovare ancora spazio attraverso questi gesti di pura provocazione”.

 

Le corone appese alle due targhe in ritorno dei trentini morti durante le due guerre mondiali rappresentano anche un simbolo di pace. “Questo era il segno – ha spiegato Schmid – sotto il quale è stata promossa la commemorazione del 2 novembre. Le corone erano state consegnate senza alcuna discriminazione per dire 'no' alle guerre”. Poi il giorno dopo c'è stata la ricorrenza dell'ingresso delle truppe italiane a Trento del 3 novembre 1918 e il 4 quella dell'armistizio e dell'unità dell'Italia.

 

L'auspicio, adesso, dell'Anpi è che “la cittadinanza possa isolare questo spirito settario e guardare verso il futuro come una comunità unita”.

 

 

 

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