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Terremoto, ecco la classificazione sismica dal Trentino. Dalla Provincia in 5 anni 150 milioni di euro per la sicurezza nelle scuole

Gli esperti: "L'aspetto fondamentale non è come sono stati realizzati gli edifici ma come questi vengono mantenuti oppure trasformati nel tempo"

Di gf - 05 novembre 2016 - 08:28

TRENTO. L'intero territorio italiano è sismico e la pericolosità, descritta in una mappa prodotta dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, viene suddivisa in quattro livelli che vanno da un massimo di uno ad un minimo di quattro.

 

Per quanto riguarda il Trentino, “l'area meridionale è classificata con livello tre mentre l'aria settentrionale con il livello quattro”. A spiegarcelo è Andrea Franceschini, geologo Responsabile dei settori Sismologia e Geotecnica della Provincia di Trento.

 

“Il nostro territorio – ha spiegato Franceschini – se guardiamo le carte fornite dall'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, si trova in una situazione abbastanza tranquilla classificandosi tra il terzo e il quarto livello. La pericolosità sismica aumenta nelle zone più a sud senza comunque comportare alcuna preoccupazione”.

Quanto è sicuro il patrimonio pubblico immobiliare trentino in caso di terremoto? Per gli edifici pubblici costruiti dopo il 2003 sono state seguite delle normative molto rigide. Prima di quella data, l'indicazione, se pur non obbligatoria, era quella di seguire le direttive antisismiche.

 

A rispondere alla domanda riguardante il patrimonio immobiliare presente sul nostro territorio è Francesco Misdaris, dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento.

 

“Il patrimonio immobiliare storico – ci ha spiegato – quello presente nel centro di Trento se ben tenuto, rinnovato o comunque adeguato rispettando alcuni aspetti fondamentali non dovrebbe avere alcun problema. L'aspetto fondamentale non è come sono stati realizzati gli edifici ma come questi vengono mantenuti oppure trasformati nel tempo”.

 

Per quanto riguarda le scuole, dal 2012 ad oggi la Provincia di Trento ha investito 150 milioni di euro. “Gli ultimi 27 milioni di euro – ha spiegato l'assessore provinciale all'urbanistica e agli enti enti locali Carlo Dalsoss – si stanno assegnando proprio in queste settimane. Stiamo parlando di sistemazioni, adeguamenti anche nel rispetto delle normative sismiche”.  

 

Sempre per quanto riguarda gli edifici pubblici, comprese le scuole, il Comune di Trento ha già preventivato in bilancio, in una prima fase, 40 mila euro per la verifica e manutenzione dei plessi scolastici.

 

“Gli edifici della nostra città – ha spiegato il dirigente del Servizio lavori Pubblici, Giorgio Bailoni – sono per la maggior parte ristrutturati di recente e anche verificati dal punto di vista sismico”.

 

A confermare la qualità (e solidità) degli edifici trentini e l'impegno messo dal Lavori Pubblici del Comune, però, è anche il “XVI Rapporto Ecosistema Scuola” sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi scolastici, promosso da Legambiente. L'indagine prende in considerazione i certificati di agibilità, di prevenzione antincendi, l'adeguamento antisismico delle strutture, l’eliminazione delle barriere architettoniche e i servizi offerti.

 

Nell'ultima edizione, illustrata lo scorso dicembre, al primo posto si è classificata la città di Trento, seguita da Reggio Emilia (2º) e Forlì (3º). Ci sono poi Verbania (4º), Piacenza (5º), Biella (6º), Bolzano (7º), Pordenone (8º), Brescia (9º) e Gorizia (10º)

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