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Trento si mobilita per la liberazione di Gabriele del Grande. L'autore del film "Io sto con la sposa" è stato fermato in Turchia

Il presidio si svolgerà giovedì 20 aprile alle ore 18, in contemporanea con la manifestazione milanese, davanti al Commissariato del Governo in corso 3 Novembre. 

Di db - 19 April 2017 - 17:05

TRENTO. Anche Trento si mobilita per chiedere che Gabriele del Grande, il giornalista italiano fermato e trattenuto in Turchia, sia subito rilasciato. Giovedì 20 aprile ore 18.00, in contemporanea alla manifestazione organizzata a Milano, si svolgerà un presidio davanti al commissariato del Governo. 

 

Gabriele Del Grande, blogger, giornalista e documentarista, ha raggiunto la notorietà soprattutto come co-regista di “Io sto con la sposa”, un film che ha avuto un successo internazionale presentato in anteprima fuori concorso alla sezione "Orizzonti" della 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. È stato proiettato anche in Trentino alla presenza dello stesso regista.

 

Del Grande si era recato in Turchia per il suo nuovo progetto “Un partigiano mi disse". L’obiettivo era la stesura di un libro che raccontasse la Siria e la nascita dell’ISIS “attraverso l'epica della gente comune in un intreccio di geopolitica e storytelling”, come spiega la presentazione.

 

Il regista è però stato fermato all'interno dello Stato turco mentre era vicino al confine siriano l'11 aprile scorso e incarcerato in un centro di detenzione. Ieri, in una breve telefonata ai familiari in Italia, il 35enne toscano ha raccontato di essere stato trasferito a Mugla dopo essere stato inizialmente trattenuto in un altro centro di detenzione nella provincia di Hatay, al confine turco-siriano.

 

Le parole di Del Grande sono state pubblicate in un messaggio sulla pagina Facebook di 'Io sto con la sposa': "Sto parlando con quattro poliziotti che mi guardano e ascoltano. Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione e di espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento. I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo".

 

"Sto bene - scrive Del Grande -  non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio telefono e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato. La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito ripetuti interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta. Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me. Da stasera entrerò in sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti".  

 

A Trento, la manifestazione è organizzata spontaneamente da un gruppo di cittadini. Tra gli organizzatori Jacopo Zannini e Arianna Bazzanella. In queste ore si aggiungono le prime adesioni tra cui quella del Forum per la Pace e i Diritti umani.


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