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Vietato parlare con le prostitute e concordare prestazioni sessuali a pagamento. La proposta Merler arriva in commissione

Nella proposta multe per clienti e prostitute da 100 a 500 euro. Venerdì il primo incontro in commissione politiche sociali. Annunciati gli interventi dell'assessore comunale Maria Chiara Franzoia,  Ileana Olivo dirigente del Servizio politiche sociali della Pat, Pierluigi La Spada, coordinatore delle attività di Cinformi, Massimo D'Ambrosio questore di Trento e Lino Giacomoni, comandante del corpo di Polizia locale.

Di G.Fin - 05 July 2017 - 06:07

TRENTO. E' vietato a chiunque contrattare o concordare prestazioni sessuali a pagamento, oppure intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni con soggetti che esercitano l'attività di prostituzione.

 

Allo stesso tempo è vietato assumere atteggiamenti, modalità, comportamenti che manifestano l'intenzione di addescare o esercitare l'attività di prostituzione.

 

Questi alcuni dei contenuti presenti nella proposta di deliberazione presentata in Comune a Trento dal consigliere di Civica Trentina, Andrea Merler, e sulla quale prenderà avvio la discussione venerdì 7 luglio in Commissione politiche sociali.

 

Un primo incontro che servirà per inquadrare il fenomeno della prostituzione a Trento con l'intervento dell'assessore alle Politiche sociali Maria Chiara Franzoia, Ileana Olivo dirigente del Servizio politiche sociali della Pat, Pierluigi La Spada, coordinatore delle attività di Cinformi, Massimo D'Ambrosio questore di Trento e Lino Giacomoni, comandante del corpo di Polizia locale.

 

“La mia proposta – ha spiegato Merler – esula da ogni valutazione di tipo etico, relativamente alla prostituzione nella consapevolezza che l'eliminazione del fenomeno risulta impossibile in uno stato liberale perfino ingiusta”. La prostituzione, continua il consigliere di Civica Trentina, soprattutto quella su strada nella maggior parte dei casi non è una libera scelta del soggetto bensì frutto di costrizione ed inganno.

 

“Proprio per questo ritengo che gli interventi di contrasto alla prostituzione – continua Merler – debbano venire anche in ambito sociale per cercare di aiutare le persone ad uscire da una condizione di disumano sfruttamento”.

 

Il problema si è cercato di affrontare anche in altre zone d'Italia in alcuni casi con ordinanze dichiarate illegittime, in altre attraverso delle norme di contrasto inserite nel regolamento di Polizia urbana. Norme che, secondo quando riportato dal consigliere, hanno fatto registrare risultati molto positivi con la diminuzione del fenomeno.

 

La proposta di deliberazione prevede l'inserimento nel Regolamento di Polizia urbana di Trento, del divieto, come già detto, di concordare prestazioni sessuali a pagamento o anche solo intrattenersi con chi dichiaratamente esercita l'attività di prostituzione. In questo si prevede una sanzione che va dai 200 ai 500 euro. Per quanto riguarda il divieto di assumere atteggiamenti che manifestano l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di prostituzione, in questo caso la sanzione prevista potrebbe essere dai 100 ai 500 euro.   

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