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VIDEO. Il flashmob dei ballerini di Trento contro la chiusura degli spettacoli: "Con la danza facciamo sentire la nostra voce"

Piazza Duomo ha visto nel pomeriggio di oggi, 28 ottobre, ballerini e ballerine di tutte le età riunirsi per un flashmob di "danza sul silenzio". Per quindici minuti, infatti, ognuno ha ballato individualmente il proprio genere: dalla danza classica, alla moderna, dall'hip hop alla break dance

Di L.B. - 28 ottobre 2020 - 15:38

TRENTO. Hip hop, danza classica, moderna, contemporanea. Balletto e break dance. Questi alcuni dei generi che oggi una cinquantina di ballerini e ballerine trentine hanno danzato in Piazza Duomo in quello che è stato un flashmob di protesta all'ultimo dpcm, che ha previsto la sospensione di spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.

 

Così come in altre città italiane, anche Trento non ha voluto rimanere con le mani in mano e, nel rispetto del distanziamento e dell'uso delle mascherine, uno dei cuori culturali della città ha dato vita ad un significativo momento di unione in quella che è stata definita una "danza sul silenzio".

Per 15 minuti, dalle 14.30 alle 14.45, persone di tutte le età hanno danzato senza alcuna base musicale. "Abbiamo voluto far sentire la nostra voce riguardo l'ultimo Dpcm, e per farlo abbiamo scelto il modo che noi troviamo più facile per esprimerci: la danza".

 

Al tempo stesso è stata lanciata una raccolta firme per chiedere alla Provincia di consentire le aperture di cinema e teatri, nonché lo svolgimento di altri spettacoli.


"Visto il successo dell’applicazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio in Provincia di Trento da parte di gestori, organizzatori, aziende e lavoratori dello spettacolo, unitamente alla collaborazione del pubblico, durante tutto il periodo successivo alla riapertura delle attività di spettacolo", inizia il testo della petizione rivolta al presidente della giunta, Maurizio Fugatti, all'assessore alla cultura Mirko Bisesti e al dirigente del servizio cultura Claudio Martinelli.

 

"Chiediamo - continua - che la Giunta si impegni nel prevedere norme meno restrittive del dpcm di cui in oggetto, come già ipotizzato per bar e ristoranti, anche per le attività di spettacolo aperte al pubblico, data la dimostrata efficienza nell’applicazione dei rigidi protocolli finora in vigore".

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