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| 30 ott 2020 | 13:28

“Basta essere considerati di serie B”, a Trento la protesta silenziosa dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo

Questa mattina molti lavoratori e molte lavoratrici si sono ritrovati davanti al Commissariato del Governo a Trento per protestare contro il "silenzio" che è caduto sulle attività culturali del paese colpite dalla crisi arrivata con la pandemia

“Basta essere considerati di serie B”, a Trento la protesta silenziosa dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo
di Redazione

TRENTO. “I teatri sono luoghi sicuri” e “chiediamo che le istituzioni ci ascoltino”, sono due delle tante frasi che questa mattina erano imprese nei cartelli rossi che tenevano in mano i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo nel presidio che si è tenuto davanti al Commissariato del Governo.

 

Tante persone unite, però, da un denominatore comune. Quello della precarietà che colpisce artisti, scenografici, danzatori, musicisti, attori e registri, tecnici, cantanti, presentatori, disc-jockey, tecnici, solo per citarne alcuni.


Da marzo ad oggi sono migliaia le persone che si trovano in quella che è stata definita una vera e propria emergenza lavorativa, spesso silenziosa come gran parte del presidio di Trento per rappresentare il silenzio che è caduto sulle attività culturali in tutto il Paese.


I lavoratori e le lavoratrici del settore chiedono un sostegno certo che copra tutto il 2021, ma anche un sistema di regole e tutele strutturali per tutti i lavoratori atipici e discontinui. Alcuni di questi professionisti non hanno ancora ricevuto il bonus Inps e anche i mille euro previsti nel nuovo “decreto Ristoro” potrebbero essere difficili da ottenere a causa della molteplicità di tipologie contrattuali che caratterizzano il comparto.


Ma tra le richieste c'è anche quella di individuare una continuità di reddito che riconosca tutti i periodi di lavoro, preparazione e formazione, e non solo quelli in cui si va in scena; adottare drastiche misure di contrasto al lavoro nero nello spettacolo come la semplificazione delle procedure e agevolazioni fiscali a sostegno della produzione e programmazione; riconoscere la Naspi e la copertura Inail anche ai lavoratori autonomi dello spettacolo e individuare requisiti per l’accesso che tengano conto della discontinuità lavorative di artisti e tecnici e professionisti dello spettacolo; includere nel bacino Ex Enpals anche l’insegnamento di mestieri e professioni dello spettacolo; rinnovare il contratto nazionale fermo ormai dal 2006 garantendo i diritti anche ai lavoratori atipici e stabilizzare i lavoratori precari che, senza tutele e certezze occupazionale, hanno subito maggiormente il blocco delle attività.


Maggiore attenzione e impegni concreti sono stati chiesti anche alla politica provinciale e nazionale nella consapevolezza che servono oggi più che mai misure che guardino anche oltre la fase di emergenza, investimenti per una vera ripartenza.

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