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A Milano la prima statua di donna a Margherita Hack, Giacomini: “Ce ne vorrebbe una anche nelle valli trentine per sostenere le battaglie sociali”

Da sempre in prima linea per le battaglie sociali “dirette soprattutto al riconoscimento dei diritti di persone non eterosessuali e per la parità delle donne” secondo l'amico dell'astrofisica Alessandro Giacomini ci vorrebbe una statua di 'Marga' anche qui in Provincia di Trento: “Facile esporsi a Milano, ma le valli trentine ne avrebbero più bisogno”

Di Sabina Boscaro - 16 luglio 2021 - 18:15

TRENTO. Sarà dedicata a Margherita Hack la prima statua raffigurante una donna a Milano: l’inaugurazione sarà nel 2022 e coinciderà con il centenario dalla nascita della candidata al premio Nobel.

 

“Era trasandata, spettinata e con le mani arcuate per l’artrite reumatoide - racconta Alessandro Giacomini, ricordando l’amica scomparsa nel 2013 - Marga, come ero solito chiamarla, spesso veniva fatta passare per persona acida, ma era solo bellissima, sensibile e sempre disponibile”.

 

Astrofisica, accademica e divulgatrice scientifica, Margherita Hack è nata a Firenze nel 1922. Con le chiavi dell’Osservatorio astronomico di Trieste, dove aveva anche una cattedra in astronomia, si espose e scese in campo anche per farsi promotrice di battaglie sociali, “dirette soprattutto al riconoscimento di persone non eterosessuali e alla parità delle donne” dichiara Giacomini, ex presidente dei laici per i diritti civili.

 

A lei sarà quindi dedicata la prima statua rappresentante una figura femminile nella città di Milano. “Ne sarebbe rimasta sorpresa e contenta - prosegue l’amico - non sarebbe stata tanto orgogliosa per sé stessa, ma per il traguardo raggiunto”.

 

“Anche in Trentino, che lei amava, farebbe bene una statua dedicata a Marga. Il Trentino ne avrebbe anzi più bisogno della Lombardia - continua Giacomini - ho fatto anche io moltissime battaglie per i diritti civili e abbiamo avuto tante difficoltà. È più facile esporsi a Milano, Trento e Rovereto che nelle valli, come Pinzolo, Val di Fiemme e Val di Chiese”.

 

“Forse al giorno d’oggi sarebbe stata più compresa, era una donna libera, ha accelerato i tempi delle sue battaglie - conclude Giacomini, fiduciario testamentario dell’astrofisica – oggi abbiamo un’altra pandemia ancora più difficile da sradicare, quella sociale”.

 

L'iniziativa è sostenuta dal Comune di Milano e ideata e promossa da Fondazione Deloitte, in co-progettazione con Casa degli Artisti, che invita le artiste italiane e internazionali a partecipare ad un concorso che premierà la migliore delle idee presentate (ed esposte al pubblico), proprio negli spazi della Casa degli Artisti. Il progetto vincitore verrà poi selezionato da un’attenta giuria di esperti nel corso del prossimo autunno.

 

“La prima scultura sul suolo pubblico di Milano nel nome di una figura femminile di straordinario rilievo rappresenta un traguardo, ma allo stesso tempo anche un punto di partenza. Con l’auspicio che sia la prima di una lunga serie di opere destinate a colmare finalmente una lacuna nei confronti delle donne, in particolare quelle impegnate nel settore scientifico-tecnologico, poco o quasi mai rappresentate in monumenti di questo genere. Non solo a Milano, ma anche in Italia così come in tutto il mondo – sostiene infine Paolo Gibello, Presidente di Fondazione Deloitte - la testimonianza e il riscatto di vita di Margherita Hack devono essere un modello per tutte le donne Stem del futuro perché bisogna spingere sempre di più per attrarre e formare talenti femminili e farne un pilastro della nostra crescita”.

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