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Trento Film Festival, il premio "Muse Videonatura" a Nicolò Bongiorno, figlio di Mike . Oggi al Modena la proiezione alle 19 e 45

Ad aggiudicarsi uno dei dieci riconoscimenti speciali all'interno della kermesse trentina dedicata alla Settima arte Nicolò Bongiorno (figlio del famoso conduttore televisivo Mike) con "Songs of the Water Spirits", in proiezione questa sera alle 19 e 45 in sala 2 del cinema Modena

Di Filippo Schwachtje - 01 maggio 2021 - 12:45

TRENTO. E' Nicolò Bongiorno il primo premiato dalle giurie indipendenti del Trento Film Festival: il suo "Songs of the Water Spirits" ha ricevuto il premio Muse Videonatura, che viene assegnato all'opera più originale nel racconto di temi legati alla natura, all'ambiente, alla sostenibilità e ai cambiamenti climatici. Il film verrà proiettato questa sera, primo maggio, alle 19 e 45 al Multisala Modena (sala 2), in occasione della consegna del premio che verrà consegnato al regista (figlio del famoso conduttore televisivo Mike Bongiorno) da Fabio Pupin, dell'Unità audiovisivi e multimediali del Muse

 

Oltre ai premi e ai riconoscimenti della giuria internazionale infatti, alle pellicole che concorrono al Trento Film Festival possono essere assegnati dieci premi speciali, offerti dalle associazioni o enti partner del festival e attribuiti da giurie indipendenti. In questo caso, la giuria che ha deciso all'unanimità di assegnare a Bongiorno il premio Muse Videonatura era composta dal presidente del museo trentino Stefano Zecchi, Michele Lanzinger, Davide Dalpiaz e Fabio Pupin.

"Songs of the Water Spirits" indaga le sfide che le comunità del Ladakh, nel cuore dell'Himalaya in India, affrontano nel relazionarsi con un mondo in rapido cambiamento. Da una parte un territorio ricco di tradizioni millenarie, ancora legato ad un rapporto intimo con la propria terra dove la vita semplice delle genti di montagna si intreccia con una forte spiritualità.

Dall'altra l'invasione di chi cerca unicamente una risorsa turistica da sfruttare, incurante della sua fragilità, dell'impoverimento culturale e dei cambiamenti climatici che colpiscono in maniera evidente proprio gli ambienti di alta quota.

In mezzo i mediatori che quotidianamente tentano di superare il divario tra questi due mondi ed evitare il conflitto preservando il ricco retaggio culturale, investendo sull'educazione delle nuove generazioni e proponendo soluzioni calate nel contesto locale per affrontare il cambiamento climatico.

 

"Un approccio a tutto tondo - fa sapere la giuria - in cui conservazione, consapevolezza e innovazione diventano armi cruciali nella quali il Muse ritrova il suo stesso agire e che dunque non può che premiare". 

 

 

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