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Al Teatro di Meano arriva lo spettacolo vincitore del Premio Ubu 2021, ecco Doppelgänger

Lo spettacolo firmato Abbondanza/Bertoni, premiato lo scorso anno con l’Oscar del teatro italiano, arriva al Teatro di Meano nell’ambito della Piattaforma per la Circuitazione dello spettacolo professionale in Trentino-Alto Adige

Pubblicato il - 02 dicembre 2022 - 20:50

TRENTO. Il doppio, la dualità come differenza, l’opposto che dà origine al mistero: Doppelgänger - lavoro della Compagnia Abbondanza/Bertoni, in una co-produzione con Nerval Teatro e Armunia Festival InEquilibrio - porta in scena l’incontro tra i corpi dei due interpreti, Francesco Mastrocinque, attore con disabilità, appartenente all'esperienza del Laboratorio Permanente di Nerval Teatro e Filippo Porro, danzatore (Qui info).

 

Vincitore del Premio Ubu 2021 come miglior spettacolo di danza, il lavoro firmato da Michele Abbondanza, Antonella Bertoni e Maurizio Lupinelli torna in Trentino mercoledì 7 dicembre (ore 20.45) nell’ambito della Piattaforma per la Circuitazione dello spettacolo professionale in Trentino-Alto Adige, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra Teatro Stabile di BolzanoCentro servizi culturali S. Chiara di Trento e Coordinamento Teatrale Trentino, e sostenuta dalla Regione Trentino-Alto Adige, con l’obiettivo di rilevare e mappare le compagnie professionali sul territorio attraverso le loro proposte artistiche. Doppelgänger rappresenta l’appuntamento conclusivo di una tournée regionale che ha visto protagonisti gli otto spettacoli selezionati attraverso la Piattaforma.

 

Doppelgänger rappresenta la “prima volta” di una collaborazione tra due nuclei artistici differenti, che si incontrano nel solco tra arte e diversità e si fonda su una forte relazione tra i due straordinari interpreti: "Fin dai primi giorni - raccontano gli autori - abbiamo cercato di cogliere nello sguardo dei due interpreti il loro riconoscersi, restando in ascolto di questo rapporto germinale. In maniera naturale l’azione scenica ha preso vita attraverso un processo di relazione quasi esclusivamente mediato dai loro corpi".

 

Mastrocinque e Porro portano in scena un ossimoro in danza: due corpi allo stesso tempo uguali e diversi che cercano sulla scena l'origine dell’esistenza, si riconoscono, si abbracciano, cercando la cellula che li lega. Due esseri primati, ai loro primi passi che scelgono di stare vicini in un percorso tra gesti e sguardi, tra piccole e grandi tenerezze, tra beffardi e spietati tradimenti. Due funamboli tra la vita e la morte, tra la caduta e il volo, abitano le loro forme nella fragilità della sospensione.

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