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Dal Mart alla cima del Monte Zugna, ecco l'ultimo week end del Festival Settenovecento con un suggestivo spettacolo attorno al fuoco

Tre proposte musicali fino alla buonanotte, dal centro della città alla cima del Monte Zugna, accompagnate da visite guidate alla scoperta di angoli nascosti. Ultimo week end del Festival Settenovecento con l’Associazione Filarmonica di Rovereto con il supporto di Wam Festival Internazionale W. A. Mozart a Rovereto, Centro internazionale di studi Riccardo Zandonai, Coro Sant’Ilario e Rovereto Wind Orchestra e Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo

Pubblicato il - 23 giugno 2022 - 16:57

ROVERETO. Tre proposte musicali dal centro di Rovereto alla cima del monte Zugna, una serie di appuntamenti accompagnati da visite guidate per scoprire il territorio. Protagonisti l’Ensemble Aquafelix con un programma dedicato a Vivaldi, l’Orchestra Filarmonica Settenovecento con i solisti Achille Fait e Leonardo De Lisi e il Coro S. Ilario che propone un suggestivo spettacolo attorno al fuoco.

 

Ecco l'ultimo week end del Festival Settenovecento con l’Associazione Filarmonica di Rovereto con il supporto di Wam Festival Internazionale W. A. Mozart a Rovereto, Centro internazionale di studi Riccardo Zandonai, Coro Sant’Ilario e Rovereto Wind Orchestra e Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo.

 

Si parte venerdì 24 giugno si apre il fine settimana conclusivo della sesta edizione del festival, ambientato a Rovereto. Nel pomeriggio il focus su una delle tematiche più caratteristiche della città, quella della seta. La passeggiata “Seguendo un filo di seta”, in collaborazione con la Fondazione museo civico di Rovereto, ci racconta la storia dell’industria della seta nella città della quercia, esplorando l’antico Borgo S. Tomaso, dove il filatoio Colle Masotti apre le sue porte per svelare le più antiche tradizioni di questa lavorazione. 

 

Alle 18 al Giardino di S. Osvaldo, primo appuntamento musicale dedicato alla Natura di Vivaldi, in un programma completamente dedicato al “prete rosso”, protagonista l’Ensemble Aquafelix: Maria de Martini al flauto dolce, Rebeca Ferri al violoncello, Marco Silvi al clavicembalo, Paolo Perrone e Flavia Truppa ai violini, Ottavia Rausa alla viola e Matteo Coticoni al contrabbasso propongono su strumenti originali una serie di brani interamente ispirati alla natura, dal “Cardellino” alla “Tempesta di mare”.

 

Serata in grande spolvero al Teatro Zandonai per l’Orchestra Filarmonica Settenovecento: il progetto di avviamento alla professione orchestrale per strumentisti under 30, giunto al suo quarto anno di attività, presenta sul palco ben 47 giovani artisti ed è guidato all’altrettanto giovane Nicolò Jacopo Suppa, promettente direttore ventitreenne formatosi all’Accademia della Scala. Il programma è dedicato alla Natura Romantica con l’ouverture Le Ebridi di Mendelssohn, la sinfonia “La primavera” di Schumann e la Serenata di Britten, in cui spiccano le parti soliste di tenore (Leonardo De Lisi) e corno (Achille Fait, giovane roveretano lanciato verso una carriera internazionale).

 

La prima giornata si conclude con un’avventura notturna per augurarsi la buonanotte: si sale infatti al Monte Zugna, dove in zona Osservatorio ci aspetta attorno al fuoco il Coro S. Ilario diretto da Federico Mozzi e accompagnato dalla voce recitante di Fosca Leoni. Lo spettacolo “L’uomo che piantava gli alberi” è ispirato all’omonimo racconto di Jean Giono. Il libro racconta di un pastore che nel suo camminare, mentre il gregge pascola, pianta semi di quercia consapevole del tempo necessario perché le piante crescano e del fatto che non tutti i semi attecchiranno. Alla fine, la sua perseveranza verrà premiata e quella valle arida diventerà un grande bosco.

 

Oggi anche il Monte Zugna è una montagna ricca di prati e boschi ma, cento anni fa, dopo la Grande Guerra era un monte privo di alberi e pieno di crateri. Lo spettacolo si snoda tra canti e letture che richiamano alle tematiche della montagna, della natura, della guerra e del difficile vivere in montagna.

 

Poi sabato 25 giugno con una giornata densa di appuntamenti, dalla mattina fino a tarda notte, nei più bei giardini della città. Le proposte musicali ruotano attorno alla musica da camera, variamente declinata, con un’incursione corale nelle risonanze esaltate dalla particolare architettura della piazza del Mart. Appuntamento della buonanotte con “Naturale”, spettacolo commissionato dal festival che ruota attorno al capolavoro di Luciano Berio.

 

Appuntamento alle 9.45 con “Benvenuti a Palazzo”, visita guidata al giardino e all’interno di Palazzo Betta Grillo, vero e proprio gioiello cittadino. Alle 10.30, nello stesso giardino, si esibiranno il soprano Giulia Zaniboni e la pianista giapponese Yuko Ito, in un programma dove la natura è protagonista assoluta: eseguiranno infatti le Histoires Naturelles di M. Ravel, Jeax d’Eau (Giochi d’acqua) sempre dello stesso autore e le Three early songs di G. Crumb. 

 

Al pomeriggio, ci accolgono sotto le fronde gli alberi secolari del Giardino di Palazzo Fedrigotti dell’Università, in corso Bettini: il suggestivo luogo settecentesco farà da cornice all’esibizione del Dauprat Hornquartett (Peter Bromig, Tristan Hertweck, Catherine Eisele, Daniel Lienhard, corni).

La curiosa e rara formazione presenta, tra l’altro, un omaggio a Jan Novák, uno dei compositori più significativi per Rovereto, eseguendo il brano “Strepitus Festivi”. Altra chicca del concerto è un’opera del compositore ceco M. Kabeláč, un ciclo per baritono (Quang Nguyen) e quattro corni.

 

Terzo splendido giardino che apre le porte per il festival Settenovecento: alle 18 lo storico Giardino Bridi de Probizer ospita le quattro giovani musiciste dell’Amai Quartet (Janela Nini e Chiara Siciliano ai violini, Michaela Kleinecke alla viola e Anna Tonini Bossi al violoncello), vincitore lo scorso autunno del Concorso per Quartetto d’Archi “Pietro Marzani”, che si cimenta con “La rana” di F.J. Haydn. Al termine del concerto, cena degustazione a cura della Locanda delle Tre Chiavi.

 

L’appuntamento serale ci conduce in piazza del Mart, dove ci attende il Coro della Schola San Rocco di Vicenza guidato da Francesco Erle con La risonanza del mondo. Gli artisti ci offrono un’esperienza letteralmente “a tutto tondo”, sfruttando appunto la rotondità dell’architettura della piazza. Il coro diventa quindi una speciale macchina di effetti speciali che fa risuonare, in modi diversi, capolavori  di grandi compositori dal Cinquecento alla contemporaneità. 

 

Si torna in giardino per l’ora della buonanotte. Il Giardino di San Marco ospita “Naturale”, un progetto artistico commissionato appositamente dal festival e che ruota attorno all’omonimo brano di Luciano Berio, con Klaus Manfrini alla viola e Christian Del Bianco alle percussioni. Un appuntamento con l’Atelier Elisabetta Garilli (Elisabetta Garilli, voce narrante | Giulia Carli, danza e coreografie | Serena Abagnato, immagini in tempo reale alla lavagna luminosa). 

 

“Naturale” mette in ascolto l'uomo con il suo intimo, va alla ricerca di radici profonde, radici che si esprimono nell’incontro con la natura e con il sapere. La tradizione orale si incontra solo abitando gli spazi, portando lo sguardo oltre noi. Seguendo questi propositi di indagine, l’Interpretazione diviene un’espressione visiva della partitura, che coinvolge nella creazione forme materiali, sequenze di movimento e pattern narrativi che dialogano fra loro. Va alla ricerca del cantastorie che è in noi e lo indaga trasversalmente, coinvolgendo diversi ambiti artistici.

 

Invece domenica 26 giugno primo appuntamento con la musica alle 10.30 all’area del Vanezon al Bosco della Città con Scene di Caccia, concerto per baritono e corni. 

 

Nel pomeriggio il ritrovo è alle 15.30 al giardino dell’Università con Reflets, concerto per soprano e pianoforte. Alle 18 il B&B Vista Castello apre le porte del suo giardino panoramico con vista sul castello di Rovereto per accogliere il Quartetto Amai ne La Rosa che no Canto. Al termine del concerto, cena degustazione a cura della Locanda delle Tre Chiavi di Isera

 

La serata prosegue sul palco del Teatro Zandonai con Pastorali d’Oltralpe, concerto sinfonico con l’Orchestra Filarmonica Settenovecento, diretta da Nicolò Jacopo Suppa. Il concerto della buonanotte è al Giardino delle sculture del Mart con la Rovereto Wind Orchestra diretta da Andrea Loss.

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