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| 08 lug 2022 | 12:39

Quasi 1.500 spettatori, 251 artisti e la scoperta del territorio: si è chiusa la sesta edizione di Settenovecento, il festival dedicato alla musica classica

Il festival è stato organizzato da Associazione Filarmonica di Rovereto come capofila, affiancata dai partner Wam Festival Internazionale W. A. Mozart a Rovereto, Centro Internazionale di Studi Riccardo Zandonai, Coro Sant’Ilario e Rovereto Wind Orchestra e Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo

Quasi 1.500 spettatori, 251 artisti e la scoperta del territorio
di Redazione

ROVERETO. Si è chiusa la sesta edizione di Settenovecento, il festival trentino dedicato alla musica classica. Un modello di collaborazione artistica unico nel suo genere, che quest’anno ha portato alla scoperta e alla valorizzazione del territorio, coinvolgendo Rovereto e i borghi della Vallagarina.

 

Il festival è stato quindi un’occasione per scoprire luoghi ancora nascosti della Vallagarina, in un anfiteatro diffuso che ha ospitato ben 23 concerti nell’arco di 7 settimane di attività.

 

Ai concerti sono state abbinate 15 esperienze tra trekking, passeggiate, visite guidate e degustazioni eno-gastronomiche. Al festival sono intervenuti 251 artisti tra solisti, ensemble, orchestre e cori. La massima parte di loro era composta da giovani under 30, affiancati da artisti di esperienza e provenienza nazionale e internazionale. Il pubblico, nonostante il periodo non ancora semplice, ha dato una risposta molto positiva: sono intervenuti complessivamente 1.475 spettatori.

 

Il festival trentino è stato organizzato da Associazione Filarmonica di Rovereto come capofila, affiancata dai partner Wam Festival Internazionale W. A. Mozart a Rovereto, Centro Internazionale di Studi Riccardo Zandonai, Coro Sant’Ilario e Rovereto Wind Orchestra

 

Novità del 2022 è stata la stretta collaborazione con Apt Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo che è diventata a tutti gli effetti co-organizzatore della manifestazione e ha curato le esperienze di scoperta dei luoghi, accompagnando gli appuntamenti con degustazioni di vino e prodotti locali, creando così un connubio tra musica e territorio, in un format che guarda a turisti e residenti, combinando le tre principali vocazioni della valle: la cultura, un patrimonio naturalistico-ambientale unico e il comparto agroalimentare.

 

La direzione artistica, condivisa da Federica Fortunato (Centro Studi Zandonai), Klaus Manfrini (Associazione Filarmonica di Rovereto) e Angela Romagnoli (Wam Festival Mozart), ha ideato un suggestivo cartellone composto da 23 appuntamenti che hanno coinvolto 251 artisti tra solisti, ensemble, cori e orchestre, in massima parte giovani under 30.

 

Sono stati coinvolti nove Comuni e 22 location tra Rovereto (Teatro Zandonai, Giardino di Palazzo Betta Grillo, Giardino delle Sculture del Mart, Giardino Bridi de Probizer, Giardino di San Marco, Sala Filarmonica, Campana dei Caduti, Giardino di S. Osvaldo, Monte Zugna, Giardino di Palazzo Fedrigotti, piazza del Mart, Vanezon al Bosco della Città, Giardino del B&B Vista Castello), Ala (Fucina Cortiana), Nogaredo (Palazzo Lodron), Isera (Cortile di Palazzo Liechtenstein Fedrigotti) e Pomarolo (Tenuta di S. Antonio). 

 

E ancora Besenello (Teatro dell’Oratorio), Volano (Aula Magna della Scuola Primaria), Daiano a Villa Lagarina (Giardino di Villa Marzani Amonn), Calliano (Prato sul Rio Cavallo) e Borgo Sacco (Giardino di Palazzo Bossi Fedrigotti).

 

Il festival si è aperto quest’anno a metà maggio con “Settenovecento Off – il festival nei borghi”, proponendo nove giornate alla scoperta di buona musica e luoghi suggestivi della Vallagarina. Appuntamenti dedicati all’esibizione di giovani professionisti, grazie alle collaborazioni con il Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento e Riva del Garda, con il Conservatorio “C. Monteverdi” di Bolzano e con il Conservatorio “E.F. Dall’Abaco” di Verona.

 

Un cartellone impreziosito dalla Festa della musica: quest’anno, grandi e piccini sono stati invitati alla scoperta delle Quattro Stagioni di Vivaldi, assieme alla voce, alle immagini e alle coreografie dell’Atelier Elisabetta Garilli e alla musica eseguita dagli strumentisti dell’Ensemble dell’Orchestra Filarmonica Settenovecento. Lo spettacolo è stato preceduto da un’inedita collaborazione con Setàp – Orto San Marco, che ha proposto un laboratorio esperienziale proprio sulle stagioni.

 

Musica e pace, un connubio quanto mai sentito in questo particolare momento storico: dopo il trekking della pace, appuntamento in notturna alla Campana dei Caduti con il violoncello di Michele Marco Rossi e il programma “Naviganti”, percorso da musiche, tra gli altri, di Xenakis, Hindemith, Bach, Sollima.

 

Il concerto conclusivo è stato affidato alla Rovereto Wind Orchestra diretta da Andrea Loss con “Musica delle Sfere” sotto le stelle della Terrazza delle Sculture del Mart. E con la tisana della buonanotte con un saluto all'edizione 2023.

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