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Trento
08 ottobre | 13:32

"Concerti in quota, migliaia di spettatori e 2 milioni di utenti raggiunti", si chiude la 30esima edizione de I Suoni delle Dolomiti: "Nel segno di accessibilità e sostenibilità"

Si è chiuso nei giorni scorsi il festival I Suoni delle Dolomiti, ecco il bilancio della 30esima edizione: "In poco più di un mese 17 concerti, decine di artisti internazionali, confermato l’impegno verso un modello culturale che valorizzi l’ambiente e promuova un turismo consapevole"

TRENTO. Si è chiuso da pochi giorni il festival i Suoni Delle Dolomiti che, dal 27 agosto al 4 ottobre, ha portato in quota 17 concerti: sotto la direzione artistica di Mario Brunello, l'evento ha coinvolto decine di artisti internazionali, portando nella splendida cornice naturale delle Dolomiti migliaia di spettatori e raggiungendo milioni di persone su web e social. A spiccare sono stati eventi "cardinali" come l’Alba delle Dolomiti e il suggestivo Trekking dei Suoni, ma anche il gran finale con l’esecuzione della maestosa Sinfonia Pastorale di Beethoven a oltre 2mila metri di altitudine.

 

"Ogni anno, la promessa del Festival è quella di portare la musica sui prati di montagna, ai piedi di vette e ghiacciai – spiegano gli organizzatori – tra foreste secolari e scenari maestosi, dove le note si armonizzano con i suoni della natura, il silenzio e il vento. Anche questa edizione ha mantenuto fede a questa missione, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali all’aperto più significativi a livello europeo".

 

A confermare il successo di "una formula ormai consolidata", viene specificato, anche i dati social e web: oltre 2 milioni le persone raggiunte grazie anche alle collaborazioni con diversi content creator che hanno raccontato il festival attraverso i propri canali.

 

Ripercorrendo le principale tappe, il festival questo ha tagliato il nastro con un’anteprima d’eccezione: protagonista Alessandro Baricco, al rifugio Fuciade, che accompagnato dal gruppo Diabolus in Musica, ha dato vita a "un incontro unico tra letteratura e musica antica". L’apertura ufficiale si è poi tenuta a Malga Tassulla con il Theophil Ensemble Wien, mentre la chiusura ha visto protagonista la EUYO&Stauffer European Orchestra, diretta da Jean-Christophe Spinosi, con l’esecuzione della maestosa Sinfonia Pastorale di Beethoven. Tra i protagonisti anche anche artisti del calibro di Paolo Fresu, Marco Paolini, Ana Carla Maza ed Elio.

 

Ad essere rafforzata anche la "vocazione europea" del festival. "In Val di Fassa – viene sottolineato – una residenza musicale ha riunito giovani musicisti provenienti da tutta l’Unione Europea e che hanno dato vita a tre concerti simbolici per la cooperazione culturale, ospitati presso il Rifugio Vajolet, il Rifugio Contrin e il Rifugio Fuciade: un’esperienza che ha concretizzato l’idea di un’Europa unita attraverso il linguaggio universale della musica".

 

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata all’accessibilità grazie a 4 eventi resi fruibili da pubblici con disabilità motoria e uditiva mentre, sul fronte della sostenibilità, viene messo in evidenza come I Suoni delle Dolomiti "hanno confermato l’impegno verso un modello culturale che valorizzi l’ambiente e promuova un turismo consapevole": dalla totale assenza di palchi e generatori al pubblico che ha raggiunto le location a piedi o in bici, impegnandosi a non abbandonare rifiuti.

 

Novità dell’edizione 2025 è stata poi il concorso musicale dedicato a Paolo Manfrini, ideatore del festival, per scoprire e valorizzare nuovi talenti emergenti nel panorama della musica classica e contemporanea: ad aggiudicarsi il primo premio Le Scat Noir, trio vocale tutto al femminile che avrà l’opportunità di partecipare a un concerto con La Società Filarmonica Trentina durante la stagione 2025/2026. Ad impreziosire il festival un programma di eventi ideato dal Muse di Trento con laboratori, passeggiate guidate e focus sui ghiacciai, con uno sguardo anche ai più giovani.

 

"I Suoni delle Dolomiti resta l’unico festival storico sulle Dolomiti patrimonio mondiale Unesco – spiegano gli organizzatori – che coinvolge attivamente il pubblico nelle attività culturali, sociali e turistiche, stimolando riflessioni sul rispetto dell’ambiente e sull’importanza di un futuro sostenibile e accessibile, promuovendo un turismo consapevole. Un’esperienza immersiva dove il silenzio diventa ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente".

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