Da Andy Warhol a Tullio Crali: all'asta 500 lotti. A Bolzano va in scena l'arte tra scarpe pop, dadi minimalisti e aerei futuristi
Il 26 maggio la 49esima edizione della Bozner Kunstauktionen con 500 lotti all'asta. Tra avanguardie e tradizione tirolese, riflettori puntati sulle sessioni di Modernismo e Design

BOLZANO. Ci siamo: l’arte che conta torna a darsi appuntamento all'ombra di Castel Mareccio. Martedì 26 maggio scatta infatti la 49esima edizione della Bozner Kunstauktionen, un appuntamento che quest'anno promette di far brillare gli occhi a parecchi collezionisti e semplici appassionati. In ballo ci sono infatti ben 500 lotti , divisi in due grandi blocchi che mettono insieme il meglio delle avanguardie internazionali e la solida tradizione locale.
Si parte alle 15.00 con i motori caldi del Modernismo, del Design e del Futurismo. Tra i pezzi forti c'è "Pattuglia Aerea", un’opera del 1933 di Tullio Crali che ci riporta dritti al cuore dell'aeropittura, con quella sintesi delle forme che ricorda lo stile di Gerardo Dottori (si parte da una base d’asta di 40mila euro). Rimanendo in scia, spuntano anche i nomi di Depero e di Ivanhoe Gambini del quale viene battuto “Il giocatore di Hockey” (base 18.500 euro) , un autore che a Bolzano si è già fatto notare di recente, visto che i suoi lavori erano inseriti nella mostra “Giochi Olimpici nell’arte” allestita lo scorso febbraio proprio durante i Giochi di Milano-Cortina.
C’è poi un'attesa quasi febbrile per "Meta VI", un’esplosione di colori firmata da Piero Dorazio che parte da ben 50mila euro. Un artista che ha sempre difeso la propria libertà espressiva con le unghie e con i denti, tanto da confessare all'amico Marcello Bizzarri, nel chiuso del suo studio, di essere riuscito a sopravvivere e a difendere l’integrità delle sue aspirazioni contro le imposizioni di "Supercritici" e Sovrintendenze, rivendicando il fatto di non fare una "nuova" pittura, ma di continuare a esprimersi semplicemente attraverso il colore.
Il catalogo internazionale è un bel viaggio tra icone globali. C'è Andy Warhol, il re del Pop, presente con due litografie tratte dalla serie “A la recherche du shoe perdu”, un ironico omaggio nel titolo al capolavoro di Proust. I collezionisti sanno bene che queste stampe fanno parte di un lavoro popolarissimo dedicato alle calzature femminili delle celebrità (alcune sono attualmente esposte a Napoli nella mostra “Bansky vs Warhol” a Villa Pignatelli), ma a Bolzano ne arrivano due con una base d'asta di 4mila euro. Per chi ama la fotografia, da non perdere uno scatto all'aperto di Robert Mapplethorpe (base 15mila euro) , celebre per i suoi nudi e legato all'Italia fin dalle storiche mostre degli anni '80 nella galleria di Lucio Amelio. E ancora, ecco l'arte minimalista di Sol LeWitt con l'opera "Cubo" del 1982 (base 5mila euro) – artista che con l'Umbria e Spoleto creò un legame strettissimo , tanto da regalare disegni e serigrafie persino agli artigiani locali, come il falegname Pier Luigi De Angelis, che lo aiutarono a dare forma alle sue intuizioni geometriche.
Il panorama scultoreo si difende alla grande con il "Fuori serie in grigio rosso" di Nino Franchina (anno 1951, base 6mila euro) – di lui Piero Siena scriveva che, come molti scultori della sua generazione, guardava a Brancusi con il desiderio quasi sensuale di accarezzare il marmo e renderlo liscio e ideale – e con il "Gravoure noire" del 1994 di Pierpaolo Calzolari, che parte da una quotazione di 50mila euro.
Il secondo round della giornata scatta alle 17.30 e cambia decisamente scenario, accendendo i riflettori sull'arte tirolese e regionale, con una panoramica che va dal Settecento ai giorni nostri abbracciando Alto Adige, Trentino, Tirolo e l'orbita viennese. Qui si gioca in casa tra i paesaggi del territorio, una "Contadina" di Franz von Defregger, le suggestioni brasiliane del "Paesaggio Caieiras" di Leo Putz, le xilografie di Carl Moser e le storiche stampe di Oskar Kokoschka. Molto ricco anche il focus sul secondo dopoguerra , dove spicca una vera e propria chicca: un bracciale in oro e pietre semipreziose realizzato nel 1960 su disegno di Max Weiler, un pezzo d'autore stimato con una base d'asta di 13mila euro.
I cataloghi completi e i dettagli per partecipare sono già disponibili sul sito ufficiale della casa d'aste che si trova a QUESTO LINK.












