La Compagnia Fabula Saltica porta a Pergine Cenerentola. Una storia italiana…
Lo spettacolo, con inserti e richiami al titolo omonimo di Gioacchino Rossini e musiche appositamente composte, viene ambientato nell’Italia degli Anni ‘60

PERGINE VALSUGANA. Il Circuito Danza del Trentino-Alto Adige organizzato dal Centro servizi culturali S. Chiara prosegue il proprio percorso e fa tappa a Pergine (Qui info e biglietti).
L'appuntamento in agenda per giovedì 30 novembre, alle 20.45, è con la Compagnia Fabula Saltica che sarà sul palco del Teatro Comunale con Cenerentola. Una storia italiana…, spettacolo che richiama l’omonimo titolo di Gioacchino Rossini, ambientato però nell’Italia Anni ’60, con le coreografie di Claudio Ronda.
In sintonia con le scene e i costumi di Antonio Petris, il coreografo Claudio Ronda, direttore artistico della Compagnia Fabula Saltica, ha immaginato una sobria situazione fantastica, prosciugata da ogni eccesso, ambientata nell’Italia degli Anni 60.
Nel proprio allestimento, Claudio Ronda rovescia il concetto dell’affermazione raggiunta solo nella sofferenza e stabilisce invece una stretta relazione e una sintonia con la sensibilità e le conquiste personali, l’aria del nostro tempo. L’essenza della storia rimane, anche se la fata madrina diventa un’abile sarta, ma non ci sono le zucche né i topi disneyani, e invece della pantofola di vetro c’è una giovane più vicina al mondo reale, non più una vittima ma una donna consapevole protagonista delle proprie scelte.
Questa Cenerentola è una storia familiare contemporanea, dove una ragazza, vessata da matrigna e sorellastre a tratti buffe, lasciata in disparte dalla società laboriosa e arrivista, ricerca e trova una propria realizzazione personale con l’aiuto della danza e del vero amore.
Lo spettacolo, con inserti “da” e richiami “al” titolo omonimo di Gioacchino Rossini e musiche appositamente composte, è anche un sentito omaggio all’arte del compositore. Per la colonna sonora, Ronda utilizza pagine scelte da varie opere buffe, prive delle parti vocali ma piene dell’ironia e dello smalto che caratterizzano lo stile rossiniano, in contrappunto ad altre composizioni dello stesso autore e alternate a musiche originali di Simone Pizzardo.
















