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Al Teatro Sociale va in scena “La Madre” di Florian Zeller con Lunetta Savino

Opera teatrale del 2010 del drammaturgo francese, “La Madre” indaga con estrema acutezza il tema dell’amore materno e le possibili derive patologiche a cui può condurre. L'appuntamento rientra nel calendario della Stagione del Teatro Sociale del Centro servizi culturali Santa Chiara

Pubblicato il - 27 febbraio 2024 - 11:34

TRENTO. Nuovo appuntamento all’interno della ricca Stagione del Teatro Sociale programmata dal Centro servizi culturali S. Chiara, che da giovedì 29 febbraio a domenica 3 marzo vedrà salire sul palco del Sociale la nota attrice Lunetta Savino con La Madre di Florian Zeller, primo capitolo di una trilogia che il drammaturgo francese ha dedicato al tema della famiglia, e a cui ha fatto seguito Il padre (2012) e Il figlio (2016).

 

Insieme a Lunetta Savino, sul palco saliranno Andrea RenziNiccolò Ferrero e Chiarastella Sorrentino, per la regia di Marcello Cotugno. Una produzione Compagnia Moliere, in coproduzione con Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e Accademia Perduta Romagna Teatri.

 

Con La Madre, opera teatrale del 2010, il drammaturgo francese Florian Zeller indaga con estrema acutezza il tema dell’amore materno e le possibili derive patologiche a cui può condurre. La partenza del figlio, ormai adulto, viene vissuta dalla donna come un vero e proprio tradimento, come abbandono del nido, a cui si aggiunge una decadenza dell’amore coniugale in atto da tempo.

 

Il tono da black comedy iniziale lascia scappare più di un sorriso, per le situazioni descritte e il meccanismo delle ripetizioni che Zeller instaura nel testo, ma l’opera si trasforma lentamente in un dramma spietato che non sembra essere né un vero sogno, né la banale realtà del presente, ma una vertigine ipnotica e crudele dalla quale risvegliarsi è impossibile.

 

Il mondo di Anna, intrepretata da Lunetta Savino, è un luogo in cui lei non si riconosce più, isolata da un ménage familiare che l’ha espulsa. Ma la responsabilità di questa solitudine non sta forse anche nell’aver rinunciato alla vita? Abdicare ai sogni, alle speranze e ai desideri unicamente per dedicarsi al proprio unico figlio maschio su cui riversare frustrazioni, rimorsi e ideali d’amore non è forse un cammino che inclina pericolosamente verso la disperazione?

 

Anna, la madre, è ossessionata da una realtà multipla, una sorta di multiverso della mente, in cui le realtà si sdoppiano creando un’illusione di autenticità costante in tutti i piani narrativi. Ma dai ricordi di Anna si può immaginare un risveglio? Nella sua mente di madre si affastellano ora sequenze oniriche ora situazioni iperrealistiche.

 

Nella società liquida e levigata di Zygmunt Baumann e Byung Chul Han, il senso di colpa non basta più a tenere vicini i figli. Nel dolore del lasciarli andare, per una madre c’è tutta l’accettazione della vita nel suo divenire, c’è del lasciar andare una parte di sé per rinascere nel distacco.

 

Foyer del Teatro. Tornano gli appuntamenti dedicati agli approfondimenti con i protagonisti della Stagione 23-24, realizzati in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento e la Fondazione Museo storico del Trentino. Per il nuovo incontro in calendario, previsto al Teatro Sociale venerdì 1 marzo alle 17.30, il professore Paolo Tamassia (Università di Trento) incontrerà il cast dello spettacolo.

I biglietti sono acquistabili online sulla piattaforma del Centro servizi culturali Santa Chiara (Qui info) oppure alle casse del Teatro Sociale e dell’Auditorium S. Chiara.

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