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Trento
13 agosto | 18:29

"Corda Doppia", in scena lo spettacolo che celebra i 10 anni del progetto "Brenta Open". La regista Pettoruso: "Attorno al Campanile Basso imprese e storie di vita"

Lo spettacolo è in programma il 14 agosto alle 21 a Molveno nell'ambito del Mountain Future Festival ed è nato per celebrare i dieci anni del progetto "Brenta Open" che ogni anno rende accessibili alle persone con disabilità le Dolomiti 

"Corda Doppia", in scena lo spettacolo che celebra i 10 anni del progetto "Brenta Open"

MOLVENO. "Lo spettacolo ci dice che alcune imprese spesso ci possono sembrare impossibili, ma solo fino al momento in cui qualcuno ci dimostra il contrario, aprendo una via e trasformando l'impossibile in possibile".

 

Questo le prime parole con cui la drammaturga e regista Maura Pettoruso inizia a raccontare il suo spettacolo "Corda Doppia", scritto per celebrare il decennale del progetto "Brenta Open" – , l'evento dell'associazione Dolomiti Open dedicato alla montagna, allo sport e all'inclusività che ogni anno permette a persone con disabilità di vivere in modo accessibile le Dolomiti grazie anche al contributo di alpinisti e alpiniste di grande esperienza – e in programma mercoledì 14 agosto (ore 21), in Piazza della Chiesa a Molveno nell'ambito del Mountain Future Festival.

 

Lo spettacolo, spiega Pettoruso, è nato partendo proprio dalle testimonianze di alcuni alpinisti con disabilità che hanno affrontato cime impegnative come ad esempio il Campanile Basso, sulle Dolomiti di Brenta: "Dai loro racconti la genesi del testo e dello spettacolo che si delinea come un excursus storico che mette al centro molte prime volte, come la prima ascesa della vetta o la prima storica scalata in notturna compiuta da Bruno Detassis e Nello Mantovani, fino ad arrivare appunto alla prima volta di Brenta Open dieci anni fa".

 

Ad essere portata sul palcoscenico sarà quindi una storia che si innesta nel solco di una cornice molto più ampia, con al centro una delle cime iconiche delle Dolomiti, e che vedrà in scena i due attori Maria Vittoria Barrella e Stefano Pietro Detassis nei panni di due alpinisti pronti a tentare l'ascesa.

 

"Mentre stanno preparando la loro impresa, ad entrare in gioco sono le storie di tutte le prime volte di cui parlavamo poc'anzi – spiega Maura Pettoruso – e i due personaggi diventano veri e propri portatori di queste voci. Il risultato è uno spettacolo molto evocativo in cui i due protagonisti sono uniti da una corda da arrampicata, e l'intenzione è di evocare la montagna non solo da un punto di vista sportivo, bensì in quanto ambiente che ci mette nelle condizioni di provare sempre a superare i nostri limiti".

 

Centrale, spiega la regista, è poi il concetto di volontà che permea tutto il percorso dello spettacolo, dall'ideazione, alla scrittura, fino al palcoscenico: "Fin dalle prime interviste è emerso come il concetto centrale sia il desiderio di raggiungere un obiettivo facendo leva sui propri mezzi, ed il messaggio di fondo è significativo: c'è sempre bisogno, nella vita, di credere che le le cose, anche quelle che sembrano inarrivabili, siano invece possibili grazie alla volontà ma soprattutto all'unione tra le persone".

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