Parola alla montagna: protagonisti della rassegna DolomitIncontri lo scrittore Matteo Righetto e la leggenda dell'alpinismo Krzysztof Wielicki
Nei due appuntamenti, in programma rispettivamente il 13 e il 15 agosto, Righetto o presenterà il suo ultimo romanzo "Il sentiero selvatico" e Wielicki, primo uomo a salire un Ottomila in inverno, racconterà la sua esperienza alpinistica

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. Montagna e libertà. Saranno questi i temi affrontati dallo scrittore padovano Matteo Righetto e dall'alpinista di fama internazionale Krzysztof Wielicki che saranno protagonisti dei due incontri a cavallo di Ferragosto della 38esima edizione della rassegna culturale DolomitIncontri di San Martino di Castrozza.
Martedì 13 agosto, alle 18 alla sala congressi del Palazzo Sass Maor, sarà la volta di Righetto che presenterà il suo più recente romanzo “Il sentiero selvatico”, un appassionante racconto che porta il lettore nei luoghi tanto cari all'autore, le valli ladine del Fodom, dove si scopre la storia di uno dei personaggi, forse, più misteriosi e intriganti della letteratura dello scrittore.
Si tratta di Katharina Thaler, figura già abbozzata nel suo precedente romanzo “La stanza delle mele” e della quale in questo nuovo libro si conoscono le origini e l’intensa storia personale: il racconto prende vita a Larcionèi, un paesino ai piedi delle Dolomiti, dove da più di un mese piove ininterrottamente. E sotto l’acqua gli abitanti del villaggio si riuniscono il 2 novembre del 1913 per la messa del giorno dei morti: ci sono tutte le famiglie della zona, anche i Thaler, con la loro unica figlia di dieci anni Katharina che, nel mezzo della liturgia, sparisce nel nulla.
Dopo un'incessante ricerca, la piccola Tina riappare da sola il giorno dopo quando finalmente cessa la pioggia. Sta bene, ma non ricorda nulla di quel che le è accaduto, e tra i paesani cominciano a correre strane e malevole voci: presto per tutti "Tina" diventa la "strìa", la strega che è stata rapita dai morti e che ha conosciuto il diavolo.
Per lei l’unico rifugio, il luogo dove trova pace e sicurezza, è il monte Pore con i suoi boschi, i torrenti e gli animali selvatici: la sua è una vita di misteri e scelte coraggiose, che la porteranno da adulta a diventare una leggenda, la guardiana della natura dolomitica, uno spirito antico che, proprio come gli animali selvatici, si lascia vedere solo se è lei a deciderlo. In un intreccio di magia e arcaiche tradizioni locali, il romanzo celebra la potente connessione tra piante, animali, donne e uomini.
Giovedì 15 agosto, sempre alle 18 alla sala congressi del Palazzo Sass Maor e a coronamento della tradizionale Festa delle Guide Alpine (le Aquile di San Martino di Castrozza e Primiero), protagonista sarà invece Krzysztof Wielicki.
Il celebre alpinista polacco, primo uomo al mondo a salire un Ottomila (l'Everest) in inverno nel 1989 con Leszek Cichy, racconterà la sua esperienza alpinistica venendo presentato dalle guide alpine Mariano Lott, presidente del gruppo Aquile San Martino di Castrozza e Primiero, e Narciso Simon, con la moderazione dello scrittore e alpinista trentino Mario Corradini.
Nato il 5 gennaio 1950 a Szklarka Przygodzicka, un piccolo villaggio nel Sud Ovest della Polonia, ha cominciato a praticare l'alpinismo e a frequentare il club alpino polacco dopo essersi trasferito a Breslavia per seguire la facoltà di ingegneria elettronica.
Nel 1972, grazie a uno scambio con gli studenti della Union nationale des centres sportifs de plein air di Chamonix, ha l'occasione di compiere diverse ascensioni in alta montagna e questo gli permette di ottenere meriti all'interno del club alpino e di essere assegnato a spedizioni all'estero, nel Caucaso, nell'Hindu Kush afgano, nel Pamir sovietico.
Ben presto Krzysztof si rivela essere un alpinista fenomenale e uomo da primato: nel 1980, come detto, sale l’Everest in un’epica invernale con il compagno di cordata Leszek Cichy: saranno i primi alpinisti al mondo a compiere una tale impresa su un Ottomila, salendone in seguito addirittura tre in prima assoluta invernale, tra cui il Lhotse in solitaria. Nel 1996, inoltre, con la salita del Nanga Parbat è divenuto inoltre il quinto uomo a completare la collezione dei 14 Ottomila: insignito nel settembre 2019 del Piolets d'Or alla Carriera, Krzysztof Wielicki è quindi a tutti gli effetti una leggenda vivente dell’himalaysmo invernale.
Per tutti i successivi appuntamenti della rassegna - che proseguirà fino al 30 agosto e realizzata dall’Azienda per il Turismo di San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi - è possibile consultare sul sito il programma completo e aggiornato.














