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Trento
02 ottobre | 11:07

Dal mediterraneo all'oriente, fino alla musica celtica. Al via la rassegna “Paesaggi Sonori", le musiche dal mondo arrivano in Valle dei Laghi: ecco tutti gli appuntamenti

La rassegna musicale propone sei appuntamenti, dal 3 ottobre al 7 marzo, dedicati alla musica internazionale dal mediterraneo alla cultura celtica, fino al Sudamerica: ecco tutte le date e i protagonisti

VALLELAGHI. Dopo la prima edizione “sperimentale e di successo” della scorsa primavera, torna a Vezzano, al Teatro Valle dei Laghi, la rassegna “Paesaggi Sonori: musiche dal mondo in Valle dei Laghi", e lo fa con una vera e propria stagione di concerti che, al via venerdì 3 marzo, proseguirà fino al 10 maggio.

 

Organizzata dall'associazione ArteLaghi, e con la direzione artistica di Lorenzo Bernardi e Mauro Odorizzi, la rassegna prevede sei appuntamenti all'insegna della musica nazionale e internazionale, e a non mancare saranno anche momenti didattici e di conoscenza per le scuole della Comunità, grazie alla collaborazione con l’Istituto comprensivo Valle dei Laghi Dro, e altre iniziative formative in corso di programmazione con le associazioni.

 

Fedele alla linea con cui è nata la rassegna – spiegano gli organizzatori – pur partendo dalla periferia, mantiene uno sguardo alto, verso orizzonti aperti, e il legame col suo territorio per promuovere accessibilità e inclusività alle varie componenti del progetto”.

 

Venendo al programma, si partirà venerdì 3 ottobre con una serata speciale – con concerto e balli folk – che vedrà protagonista il musicista ligure Filippo Gambetta e il suo trio “Maestrale”: considerato uno dei maggiori interpreti dell’organetto diatonico moderno, col suo trio introdurrà il pubblico alle meraviglie di questo strumento, con un viaggio che spazia dal folk nostrano ed europeo fino ad arrivare alle sonorità del choro brasiliano.

 

Il 31 ottobre sarà la volta dei “Surealistas”, un ensemble guidato dai fratelli argentini Jeremias e Joaquin Cornejo che porteranno sul palcoscenico trentino “il realismo del Sud del mondo, magico e surreale”: un live sospeso “tra  clavi afroamericane, cumbia, son, musica popolare brasiliana, bossanova, ma anche con un background musicale rock che abbraccia inoltre la psichedelia, il cantautorato, la poesia e la letteratura”.

 

Direttamente dalla Sicilia, il 29 novembre, arriverà in Valle dei Laghi gli “Unavantaluna”: quartetto di livello internazionale con vent’anni di carriera alle spalle, e “una ricchezza di suoni e voci con radici profonde nella tradizione sicula e una maestria strumentale di grande impatto dal vivo”, proporranno le loro canzoni in dialetto “che raccontano storie millenarie con arrangiamenti originali”, dove si ritrovano in perfetta armonia strumenti a corda, zampogna e gli arcaici friscaletti.

 

Il 15 dicembre la rassegna farà poi un “balzo a nord” nelle atmosfere della musica celtica: protagonisti i “The North Wind”, trio internazionale che fonde la maestria del flautista italiano Michel Balatti, l’intensità del violinista irlandese Tola Custy e la voce calda del cantautore scozzese Tom Stearn. Un progetto che fonde la musica tradizionale celtica - spaziando da Irlanda, Scozia, Inghilterra, Bretagna, Nord Italia, Scandinavia fino agli Stati Uniti - con un repertorio raffinato, emotivo e ricco di atmosfere contemporanee.

 

Il 2026 della rassegna si aprirà invece il 7 febbraio con un evento speciale dedicato alla musica e alla danza che guardano ad Oriente: Pèrgamos Project “Cafè Levante”. Si tratta di un racconto sospeso tra note e coreografie che unisce il rebetiko (il blues greco), melodie popolari elleniche e brani della tradizione ottomana e araba. Protagonisti quattro musicisti di straordinario virtuosismo e conoscenza - Kyriakos Gouventas (violino), Harris Lambrakis (ney), Vaghelis Paschalidis (santouri) e Takis Kunelis (voce, percussioni, bouzouki, chitarra) - e la danzatrice Yvonne Gorrara.

 

La rassegna si chiuderà il 7 marzo con un evento completamente dedicato alla voce: protagonista il quartetto tutto femminile "Faraualla". Nato nella Murgia barese circa trent’anni fa, il gruppo prende il nome dalle misteriose cavità carsiche del territorio pugliese – le faraualle, appunto – e come queste, la loro musica scende in profondità, esplorando le radici della vocalità umana dai repertori rinascimentali all’avanguardia, dall‘Ars nova al pop, dal folk al jazz.

Tutte i dettagli sul cartellone e sulla rassegna sono disponibili sul sito dedicato, per informazioni e biglietti è possibile contattare il numero 370 124 5353.

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