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| 04 nov 2025 | 11:38

Ecco un'Iliade Inaspettata con quel gioco degli dei ironico e divertente

Apre giovedì 6 - con repliche fino a domenica - la ricca (e già premiata dagli abbonamenti) stagione di prosa del Centro Santa Chiara al Teatro Sociale. In scena la coppia Alessio Boni e Antonella Attili con una versione intrigante dell'opera di Omero che nella tragedia di potere e guerre evidenzia inserisce sorprendenti elementi comici

di Redazione

TRENTO. Al via la nuova Stagione di prosa del Teatro Sociale programmata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento. Stagione ghiotta, sedici appuntamenti, per saziare tutti i palati con proposte classiche, contemporanee, di ricerca eccetera. Nello stile, ormai consolidato, di una programmazione che punta ad intrecciate diversi pubblici con risultati che anno dopo anno hanno visto una crescita esponenziale di abbonamenti  e di presenze. Come sempre ogni appuntamento si articolerà su quattro giornate di spettacolo - a partire da giovedì 6 - per finire con la pomeridiana della domenica.

Il compito di inaugurare la programmazione 2025/2026 spetterà quest’anno ad un volto noto come Alessio Boni, che insieme all’attrice Antonella Attili porteranno sul palco "Iliade. Il gioco degli dei", uno spettacolo liberamente ispirato all’Iliade di Omero, con il testo scritto da Francesco Niccolini.

 

 Dopo I Duellanti e Don Chisciotte, il Quadrivio - formato da Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer, - ha così riscritto e messo in scena l’Iliade per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e nella guerra di tutte le guerre. Iliade canta di un mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla, ma sono agiti dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. La coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani. In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura, dal desiderio di ricchezza, dall’ossessione del nemico, dai giochi di potere e da tutte le forze
distruttive che ci sprofondano nell’irrazionale e rendono possibile la guerra.

 

 Ecco una recensione dello spettacolo firmata da Pierluigi Patricola. "Che la sacralità sia bandita dall’opera classica! Un appello salvifico, grazie al quale Savinio poté dar vita – nel senso letterale del termine – a un capolavoro: Narrate, uomini, la vostra storia. A questa stessa chiamata, tutt’altro che venerante col rischio di diventare stinta e noiosa, hanno voluto rispondere gli autori del Quadrivio: Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer con Iliade. Il gioco degli dèi. Cerchiamo di capire. In che senso il poema di Omero sarebbe un gioco, e degli dèi per giunta? A memoria non si direbbe. Tutti la ricordiamo come l’opera della guerra, dell’ira funesta d’Achille, dalla quale ironia, leggerezza e giocosità sembrerebbero quanto mai distanti. Eppure, a ben leggere, così non è. Omero, o chi per lui sotto tale nome, badò ad inserire elementi comici nell’Iliade.

 

 In pochi, nel tempo, hanno saputo coglierli mettendoli in evidenza. Il Quadrivio è partito da questi impostando l’intera drammaturgia dello spettacolo che ha inaugurato la stagione di prosa del Teatro Donizetti di Bergamo. Ed ecco gli dèi dell’Olimpo, esseri eterni, soggetti allo scorrere del tempo. Appaiono stanchi, fuori forma, annoiati, dalla memoria un po’ labile – Giove soprattutto. Si ritrovano su una spiaggia e, non sapendo bene cosa fare, ricordano il periodo d’oro della guerra di Troia, da loro scatenata per capriccio, perché con gli esseri umani ci giocano come fossero marionette. Perché non rievocarla allora? Sennò che altro fare? E così, eccoli calarsi nei panni degli eroi omerici. Animeranno, cioè, delle armature vuote con maschere al posto del volto: come fossero burattini. E così vediamo i tratti salienti dell’Iliade svolgersi sotto i nostri occhi sotto le vesti di commedia. Perché è un gioco, quello della guerra. E poco conta se comporta uccisioni, sangue, dolore, perdite. Si sa, gli dèi sono capricciosi e si divertono come possono e vogliono. Metafora dolceamara non tanto del presente, quanto della storia dell’umanità, sempre caratterizzata dal volere di una schiera di potenti regnanti ai danni di sudditi inermi e inconsapevoli vittime di desideri esecrabili.

 

 Un’Iliade divertente, altamente teatrale, caratterizzata da una recitazione piena di ironia. Sorprendente Alessio Boni che, messi momentaneamente da parte i toni forti e passionali, si è abbandonato ad un’interpretazione più giocosa, leggera, ironica e, in virtù di ciò, divertentissima. Iaia Forte, col suo stile vezzoso, ha dato vita ad una recitazione brillante e dal bel ritmo. Marcello Prayer ha stemperato la sua austerità con atmosfere meno seriose. Un’Iliade, questa, vera Commedia dell’Arte degli dèi più che semplice gioco. Scelta stilistica in perfetto controcanto con la crudeltà di fondo, sebbene ironica e leggera, del poema. Solo con l’umorismo le maschere svaniscono mostrando le verità che nascondono. A quel punto che succede? Gli dèi, i potenti, continueranno a festeggiare, a danzare ed a divertirsi. E le loro marionette, cioè gli eroi, cosa faranno?"

 

Lo spettacolo è stato realizzato in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023. Foyer del Teatro:  Con "Iliade. Il gioco degli dei" tornano anche gli appuntamenti dedicati agli approfondimenti con i protagonisti della Stagione 25-26, proposti in collaborazione con l’Università di Trento – Dipartimento di Lettere e Filosofia e la Fondazione Museo storico del Trentino. Per il primo incontro in calendario, previsto al Teatro Sociale venerdì 7 novembre alle ore 17.30, il prof. Giorgio Ieranò incontrerà il cast dello spettacolo.

 

 

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