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Voucher, la reintroduzione in agricoltura non piace ai sindacati: ''Rendono più precario il lavoro''

Per i sindacati c'è la volontà di depotenziare la Legge 199 del 2016 contro il Caporalato, facendola passare come un orpello burocratico; allo stesso tempo si rilancia la retorica dei voucher come unici strumenti per contrastare disoccupazione e illegalità in agricoltura. Ci sarà anche una delegazione trentino alla manifestazione che si terrà a Roma il 24, 25 e 26 luglio

Pubblicato il - 19 luglio 2018 - 14:24

TRENTO. Si avvicina sempre di più la reintroduzione dei voucher in agricoltura. A farlo capire è stato il ministro dell'Agricoltura e del turismo Gian Marco Centinaio (Lega) che in tv ha spiegato come l'intervento, condiviso con il Ministro Di Maio, sarebbe quello di introdurre nuovamente questo strumento ma con modalità diverse rispetto al passato.

 

Se da un lato il Cna ha dichiarato di vedere di buon occhio la reintroduzione, anche nel settore dell'agricoltura, dei voucher, dall'altro non a tutti questa ipotesi piace. Da parte dei sindacati il 24, 25 e 26 luglio è stata indetta una manifestazione durante la quale lavoratori e delegati provenienti da tutta Italia presidieranno la Camera dei deputati mentre sarà in corso la discussione del decreto dignità.

 

A Roma scenderà anche una delegazione trentina. Per i sindacati la proposta ripresa a più voci di rimettere mano al sistema dei voucher in agricoltura è inaccettabile e incomprensibile rispetto a quelle che sono le motivazioni politiche che hanno portato alla emanazione del Decreto Dignità perché prefigura un'ulteriore deregolamentazione a danno dei lavoratori occupati nel settore. “Non è accettabile pensare di ridurre la precarietà con norme ad hoc sul lavoro a tempo determinato e sul lavoro somministrato e, contemporaneamente, ampliare l’utilizzo dei voucher rispetto a quanto già previsto dalla normativa, in un settore nel quale il 90% dell’occupazione è stagionale e a chiamata”. Il lavoro in agricoltura è soprattutto legato a campagne di raccolta programmabili e che permettono alle aziende agricole di organizzarsi. “La legge permette già ora di assumere i lavoratori giornalieri come una sorta di assunzione a chiamata se necessario. Riteniamo che questa modalità di assunzione sia già abbastanza precaria – chiariscono Lorenzo Gramola (Flai Trentino), Fulvio Bastiani (Fai Trentino) e Fulvio Giaimo (Uila Trentino) -. Il problema andrebbe risolto migliorando e implementato l'organizzazione del lavoro nelle aziende agricole e non rendendo ancor più precaria l'attività lavorativa del bracciante agricolo”.

 

I voucher nel settore agricolo, ricordano le tre sigle, sono già disciplinati dalla legge n. 96 del 2017 che individua le aziende che possono utilizzarli e i prestatori d’opera che possono fruirne, indica gli importi orari e le modalità con le quali agricoltori e aziende possono accendere questo rapporto di lavoro a chiamata. Da quando la legge ha introdotto trasparenza attraverso un sistema telematico di gestione, l’utilizzo dei voucher è sceso in maniera drastica e, guarda caso, sono aumentate le giornate di lavoro dipendente retribuite regolarmente dalle aziende.

“Dietro l’iniziativa portata avanti dal Governo, caldeggiata dalle Organizzazioni Datoriali – spiegano i sindacati - si può leggere anche la volontà di depotenziare la Legge 199 del 2016 contro il Caporalato, facendola passare come un orpello burocratico; allo stesso tempo si rilancia la retorica dei voucher come unici strumenti per contrastare disoccupazione e illegalità in agricoltura”.

 

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