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| 11 giu 2020 | 19:59

Coronavirus, Cisl e Uil alla Pat: ''Basta alimentare divisione sociale. Dovrebbero difendere i dipendenti pubblici invece di attaccarli''

La Cisl Fp e la Uil Fpl sono uscite profondamente deluse dal vertice tra sindacati, il direttore generale della Provincia e il dirigente generale del Dipartimento per il personale. All'ordine del giorno l'organizzazione della Fase 2 dell'emergenza coronavirus con attenzione sulle modalità di rientro del personale negli uffici provinciali

Coronavirus, Cisl e Uil alla Pat: Basta alimentare divisione sociale
di Redazione

TRENTO. "La politica cerca di alimentare la divisione sociale", queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che aggiunge: "Il lavoro pubblico viene attaccato da un'istituzione che dovrebbe difenderlo in un momento così grave per la comunità e il Trentino". 

 

La Cisl Fp e la Uil Fpl sono uscite profondamente deluse dal vertice tra sindacati, il direttore generale della Provincia e il dirigente generale del Dipartimento per il personale. All'ordine del giorno l'organizzazione della Fase 2 dell'emergenza coronavirus con attenzione sulle modalità di rientro del personale negli uffici provinciali.

 

"Questo periodo - aggiunge Marcella Tomasi - ha messo in luce una pubblica amministrazione efficiente, che ha risposto con energia e celerità alla nuova organizzazione: in pochi giorni la maggior parte del personale ha modificato fortemente il proprio modo di lavorare per continuare a erogare tutti i servizi ai cittadini. Lavoratrici e lavoratori hanno garantito sicurezza e senso di responsabilità".

 

La Provincia non avrebbe proposto nessuna analisi dei dati, nessuna proposta di revisione degli accordi decentrati e nessuna idea per mantenere questa modalità operativa. "L'allentamento dell'emergenza - dicono Cisl Fp e Uil Fpl - doveva portarci tutti insieme a fare una valutazione puntuale sulle nuove metodologie di lavoro per implementare lo smart working e garantire l'attività. Sono evidenti i risultati positivi, anche dal punto di vista ambientale che di conciliazione dei tempi delle famiglie".

 

Le parti sociali chiedono un maggiore coinvolgimento per pianificare il futuro del comparto. "La proposta di orario presentata ai sindacati è fortemente penalizzante: anziché salvaguardare il personale, impone rientri giornalieri frammentati, una proposta inapplicabile e fortemente penalizzante in assenza di una vera condivisione. E' inaccettabile che il lavoro pubblico non venga considerato, ricordiamo il taglio delle risorse contrattuali dei dipendenti degli enti locali".

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