Referti medici dei figli oscurati sulla TreC, un padre al Dolomiti: "Compiuti i 14 anni è sparito tutto". Il caso che fa discutere, ecco cosa è successo
Un genitore si è trovato i referti della figlia completamente oscurati pochi giorni dopo il compimento dei 14 anni. Non un errore tecnico, ma una scelta legata alla tutela della privacy dei minori tra i 14 e i 18 anni, che limita la visibilità dei dati sanitari ai genitori. Due le strade da seguire per deoscurare i referti

TRENTO. Accede alla cartella della figlia quattordicenne e non trova più disponibili i referti della figlia. E' la 'sorpresa' inattesa che si è trovato davanti un genitore trentino nei giorni scorsi.
“Nella Trec mia e di mia moglie – ha spiegato il padre che ha contattato il giornale il Dolomiti - abbiamo la delega della trec di mia figlia. Da pochi giorni a questa parte nessuna prescrizione/referto risulta visibile. Lei ha da poco compiuto 14 anni”.
Non un errore tecnico, ma secondo quanto indicato nelle informazioni ufficiali una scelta legata alla tutela della privacy dei minori tra i 14 e i 18 anni, che limita la visibilità dei dati sanitari ai genitori in assenza di uno specifico consenso espresso del minore al momento delle singole prestazioni.
E' la stessa Azienda sanitaria che lo precisa nel proprio sito internet: “I minori tra i 14 e i 18 anni vengono tutelati per quanto riguarda particolari scelte di salute previste dalla legge”.
Il nodo della questione sta nel fatto che siamo di fronte alla privacy del minore e ad oggi non è ancora stata trovata una soluzione tecnicamente sostenibile per poter distinguere i referti “critici” dagli altri. Per questo motivo, al momento, tutti i referti dei minori in questa fascia d’età non sono visibili ai genitori senza il consenso rilasciato al momento della prestazione.
Da un lato c'è in gioco il diritto del minore adolescente ad avere uno spazio di riservatezza sanitaria dall'altro il diritto e anche dovere dei genitori di tutelarne la salute. Occorre quindi bilanciare due diritti.
Secondo quanto riportato dall'Asuit tramite consenso esplicito del minore è possibile deoscurare i referti affinché possano essere visti anche dai genitori. Ed è qui che il padre che ha contattato il Dolomiti spiega un'ulteriore problematica.
“Ho portato mia figlia ha fare un esame e lei ha esplicitato la richiesta di rendere visibile il referto ai genitori ma il personale medico e infermieristico non sapeva nemmeno cosa stesse chiedendo. Sono quindi stato invitato ad andare in segreteria del reparto e qui mi è stato detto che con la Trec non centrano nulla”. E' seguita poi una telefonata attraverso la quale il padre è stato invitato a un modulo di deoscuramento dei referti. Una procedura, insomma, complessa ben diversa dal semplice consenso esplicito del minore riportato dall'azienda sanitaria. “E' corretto tutelare le parti deboli, ma attualmente risulta un inutile aggravio sulla gestione della cartella clinica”.
LA PROCEDURA DI DEOSCURAMENTO DEI DATI DAI 14 AI 18 ANNI
Abbiamo approfondito la tematica con l'Azienda sanitaria. Non tutti i genitori sono a conoscenza che per i ragazzi e le ragazze dai 14 ai 18 anni esiste una sorta di 'interregno' nel quale i genitori non possano accedere direttamente ai dati sanitari dei figli che riguardano le prestazioni “protette”. E' il caso, per esempio, dell’interruzione di gravidanza . Tutto questo legato alla normativa sulla privacy.
Sono due le strade che si possono seguire. I genitori possono accedere ai referti in TreC+ dei figli tra i 14 e i 18 anni quando al momento della prestazione sanitaria il minore, da solo o assieme ai genitori, chiede di rendere visibile il referto.
Non tutti gli operatori sarebbero a conoscenza delle modalità per attivare o disattivare la visibilità dei referti. Quanto accaduto al padre che ha contattato il Dolomiti sembra essere, evidentemente, uno di questi casi ed è compito dell'Asuit evitare che succedano situazioni del genere formando il personale.
Una volta che il minore ha esplicitato il consenso affinché il referto venga deoscurato, il documento sarà visibile anche ai genitori.
La seconda strada si può seguire nel momento in cui il minore non ha espresso alcun genere di consenso nel momento dell'esame. In questo caso, il genitore può comunque rivolgersi all'Azienda sanitaria compilando un modulo online attraverso il quale si chiede di deoscurare determinati referti del figlio indicando la prestazione sanitaria, la data di effettuazione e la sede ospedaliera o distrettuale.
Viene quindi attivata una procedura che prevede una consultazione tra sanitari all'esito della quale potrà essere dato parere positivo oppure negativo al deoscuramento dei referti richiesti.












