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Coronavirus, differita la rata Imis e nuove misure per l'economia. L'età dei contagiati in Trentino è più bassa rispetto ad altre zone

Sono state ipotizzate alcune misure in un ddl dalla Provincia per fronteggiare i danni del coronavirus dal punto di vista degli interventi sull'economia messa a dura prova dall'emergenza. Il presidente Fugatti: "Numeri ancora limitati ma oggettivamente in crescita di giorno in giorno. Abbiamo sempre fornito puntualmente tutte le fattispecie, ma ora preferiamo una maggiore riservatezza"

Di Luca Andreazza - 09 marzo 2020 - 19:53

TRENTO. Differimento della prima rata Imis, accelerazione nei contratti pubblici e affidamento di servizi e forniture, Fondo di solidarietà e concessione dei contributi. Queste alcune misure ipotizzate in un ddl dalla Provincia per fronteggiare i danni del coronavirus dal punto di vista degli interventi sull'economia messa a dura prova dall'emergenza. 

 

"La priorità  - spiega l'assessore Achille Spinelli - va alla tutela della salute pubblica, ma c'è la determinazione di trasmettere una scossa positiva, e di fiducia, al Trentino. Aver spostato i termini della rata Imis vale 90 milioni in totale che verranno compensate con la cassa e la liquidità che il sistema fornisce, mentre le norme sugli appalti saranno integrate così da prevedere il maggiore coinvolgimento in fase di affidamento alle piccole e micro imprese trentine per valorizzare la territorialità e la filiera corta".

 

Un accelerazione sull'affidamento per una durata di 2 anni di appalti di lavori, servizi e forniture soprasoglia europea (5,3 milioni di euro) con procedura aperta oppure ristretta, limitando il numero di individuati a cinque soggetti, mediante sorteggio Il criterio di aggiudicazione è quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa. 

 

Per agevolare la realizzazione di opere pubbliche fino a 5,3 milioni di prevede l'adozione della procedura negoziata con invito a 20 imprese (oggi possibile solo fino a 2 milioni), utilizzando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa e valorizzando esclusivamente i criteri del coinvolgimento delle micro, piccole medie imprese nel subappalto e nell'acquisto di beni e delle forniture di servizi. 

 

Altro argomento toccato dalle nuove misure è il credito. "Intendiamo - aggiunge Spinelli - abbattere gli interessi per gli operatori economici e l’accesso a finanziamenti per garantire liquidità immediata, oltre alla semplificazione delle procedure per la concessione di contributi alle imprese. Un volume da circa 250 milioni di euro. Ci sono poi 10 milioni di euro di risorse che possono essere messe a disposizione dagli accantonamenti del fondo di riserva. Il ddl arriverà in tempi brevissimi in Consiglio provinciale".

 

Per i pagamenti di contributi alle imprese, interventi in materia di risparmio energetico, di provvidenze per impianti a fune e piste da sci verranno previste modalità semplificate per lo svolgimento delle relative istruttorie. La Provincia potrà prorogare fino al 30 giugno 2021 le convenzioni, in essere alla data di entrata in vigore della legge, con gli enti di garanzia riguardanti l'attività istruttoria per la concessione di contributi, l'erogazione e l'effettuazione dei relativi controlli. Un provvedimento da circa 14 milioni. 

 

A questi provvedimenti si aggiungono la sistemazione delle strutture di accoglienza delle persone in quarantena (Sardagna e Viote del Bondone) e per l'aumento della capacità ricettiva delle sale di terapia intensiva o per l'acquisto di presidi sanitari (disinfettanti mascherine), per un totale di 1,5 milioni di euro e il potenziamento del personale del servizio sanitario, socio-sanitario e sociale per l'incremento delle ore straordinarie del personale già in servizio, per circa 5 milioni di euro.

 

La Giunta provinciale si è già confrontata con i sindacati in tema di occupazione e sostegno ai lavoratori, ma anche sull’eventuale integrazione degli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro, soprattutto in ottica di rilancio, una volta superata l’emergenza, tra smart working, lavori socialmente utili, cooperative sociali e lavoratori del Progettone. Confermato il ricorso al Fondo di solidarietà per nei settori turismo, commercio e servizi, quest'ultimo un provvedimento già preso nei giorni scorsi.  

 

 

In tarda mattinata di oggi, come noto, la Giunta provinciale ha disposto per la chiusura anticipata degli impianti di risalita in Trentino, stessa decisione anche in Alto Adige come confermato dal Dolomiti Superski. I tornelli smettano di girare dalla sera di martedì 10 marzo, una decisa presa per garantire un rafforzamento delle misure per il contenimento dei contagi dopo le prime disposizioni impartite per evitare concentrazioni di persone non conformi alle disposizioni del decreto governativo (Qui articolo).

 

"C'è piena consapevolezza dell'evoluzione del coronavirus e il comparto - prosegue l'assessore Roberto Failoni - ha pensato al modo migliore per tutelare la salute. Una decisione difficile, ma il settore è compatto e responsabile. Prima del rilancio, l'attenzione è rivolta alla tutela alla comunità. C'è molta attenzione al comparto della grande distribuzione. Non abbiamo ancora una stima dei lavoratori coinvolti tra la chiusura degli impianti e il calo del turismo".

 

I contagi in Trentino sono in crescita, 12 in più rispetto a ieri per un totale di 38 casi (Qui articolo). "I numeri - spiega il presidente Maurizio Fugatti - sono ancora limitati ma oggettivamente in crescita di giorno in giorno. Abbiamo sempre fornito puntualmente tutte le fattispecie, ma ora preferiamo una maggiore riservatezza e la volontà di comunicare solo i casi particolari perché è più difficile riportare la cronologia. E' necessario seguire le raccomandazioni per salvaguardare gli anziani, le direttive sono una forma di prevenzione. Non si esclude che un prossimo Dpcm avrebbe portato alla chiusura degli impianti anche in quelle aree alle quali ora non si chiede di prendere provvedimenti. Ringrazio i consiglieri di opposizione per i segnali di attenzione e i rapporti istituzionali". Intervento da Roma che è poi effettivamente arrivato e che anticipa le decisioni trentine (Qui articolo). 

 

L'età dei contagiati in Trentino è più bassa rispetto alle altre zone. "I contagi avvengono in zone turistiche e limitrofe, mentre gli anziani sono più residenziali. Cerchiamo di ricostruire la storia epidemiologica dei casi e prevediamo assunzioni per fronteggiare l'emergenza" spiega Paolo Bordon (direttore generale dell'Apss), mentre Paolo Lanzafame (direttore del laboratorio di microbiologia e virologia) aggiunge: "L'evoluzione della curva è in aumento e cerchiamo di rispondere nel migliore dei modi alla situazione, lavoriamo 24 ore ma ci sono anche altri malati da seguire oltre a quelli contagiati da coronavirus. Cerchiamo di prevenire un grosso impatto che può colpire le attività produttive".

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