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Coronavirus, Tonini: ''Perché la Pat vuole spartire i 100 milioni di dividendi di A22 che però chiede la cassa integrazione per i dipendenti? Mancano buonsenso e buona amministrazione''

In pressing anche la Filt Cgil che chiede il rientro al lavoro del personale e un maggior ricorso alla modalità smart working. Stefano Montani: "Autobrennero ha sottoscritto gli accordi, deve prestare fede a quanto deciso. Ammortizzatori sociali ok per la fase acuta dell'emergenza coronavirus ma ora richiesta fuori luogo"

Di Luca Andreazza - 28 maggio 2020 - 21:03

TRENTO. "Il fatto che si pensi di distribuire i soldi dell’A22 mentre la stessa società è impegnata nella richiesta di cassa integrazione per i propri dipendenti, stride non solo con il buonsenso, ma anche con alcuni principi della buona amministrazione", queste le parole di Giorgio Tonini, che mette in luce la contraddizione di questa ipotesi e aggiunge: "Non si comprende il senso di liquidare da una parte dividendi per circa 100 milioni di euro, 14 dei quali destinati ai soci privati, mentre dall'altra parte si avanza la richiesta di ricorrere agli ammortizzatori sociali per una quota significativa dei propri dipendenti".

 

Una scelta di A22 che vede la netta contrarietà anche dei sindacati. "Una decisione - spiega Stefano Montani, segretario della Filt Cgil - che non è coerente con gli ottimi risultati di bilancio resi noti nei giorni scorsi, ma anche con la graduale ripresa del traffico. Se in una prima fase la richiesta di cassa integrazione è stata legittima e giusta a causa della drastica riduzione del transito imposta dall’emergenza coronavirus, oggi il volume è in crescita. L'apertura delle frontiere e l'auspicato arrivo dei turisti consente di prevedere che la situazione migliorerà ulteriormente, seppur difficilmente si tornerà ai livelli pre-Covid-19. Le indicazioni, però, lasciano presagire che il personale può e deve rientrare tutto al lavoro".

 

La volontà della Provincia di distribuire i dividendi è finita nel mirino del Partito democratico, così come del Patt: l'ex governatore Ugo Rossi avrebbe visto un utilizzo in-house dei soldi per puntare sulla realizzazione di infrastrutture e implementare la sicurezza sulla rete autostradale. 

 

E dopo un’interrogazione senza risposta da oltre sei mesi, il Gruppo consiliare del Pd (Giorgio Tonini, Luca Zeni, Sara Ferrari, Alessio Manica e Alessandro Olivi) torna a incalzare l’esecutivo leghista sull’annunciata volontà di distribuire i dividendi dell’Autostrada del Brennero ai propri soci, pubblici e privati. 

 

"E' necessario - prosegue Tonini - comprendere la visione strategica di questa volontà. Ci chiediamo perché la Provincia non si concentri piuttosto sulla strada del rinnovo della concessione, resa probabilmente meno impervia dall’attenuazione della normativa europea contro gli aiuti di Stato. E' una questioni di grande rilevanza anche perché l'amministrazione provinciale potrebbe utilizzare le risorse così acquisite non per finanziare investimenti necessari, ma per sostenere la spesa in conto corrente". 

 

In pressing anche i sindacati per quanto riguarda la situazione dell'organico. "Esattori, tecnici e ausiliari devono rientrare in servizio. Non dimentichiamo anche il personale di sede che, a differenza di quasi tutti i lavoratori di grosse imprese (non solo pubbliche), ha usufruito della possibilità di lavorare dal proprio domicilio in percentuali modeste, nonostante la richiesta di fare qualcosa in più di tutte le organizzazioni sindacali".

 

E' proprio sul ricorso allo smart working che preme la Filt. "Nonostante questa modalità sia prevista e normata nel contratto delle autostrade - aggiunge Montani - in via Berlino si è fatto un ricorso minimo al lavoro agile in questo situazione di emergenza. Una società all'85% di capitale pubblico dovrebbe attenersi per favorire al massimo l'utilizzo di lavoro agile per permettere a tutti i propri dipendenti, dove possibile, di lavorare senza ricorrere agli ammortizzatori sociali".

 

E la Filt chiede coerenza a Autobrennero. "A22 dovrebbe rispettare e applicare i protocolli per il contenimento della diffusione di Covid 19 firmati su invito del presidente del Consiglio e di diversi ministri quali quello dell'Economia, del Lavoro, della Salute e dalle parti sociali, compresa quella datoriale che rappresenta anche via Berlino. Gli 87 milioni di utili conseguiti dalla società sono frutto anche dell’impegno dei lavoratori e anche di questo bisognerebbe essere consapevoli quando si discute di lavoro agile".

 

Una preoccupazione è legata al personale stagionale. "Se la società continuerà a insistere sulla probabile, ma ancora ipotetica, riduzione di traffico, ci saranno ripercussioni importanti su questa categoria di lavoratori. La nostra attenzione è massima", conclude Montani.

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