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Coronavirus, trasporto turistico in calo: in pochi giorni ricevute disdette pari al 10% del fatturato annuale

Il virus sta mettendo in ginocchio aziende e piccoli esercenti. A farne le spese anche il settore turistico e quello del trasporto che, in questi giorni, ha avuto un calo di lavoro dell'80% circa. Segatta, presidente dell'Associazione Artigiani: "Il danno economico è notevole ed il settore ne soffre pesantemente. C'è un estremo bisogno di un aiuto concreto che va attuato subito”

Pubblicato il - 28 febbraio 2020 - 16:39

TRENTO. Il Coronavirus (e tutte le misure adottate per arginarne portata e conseguenze) stanno mettendo a dura prova aziende e piccoli esercenti (QUI ARTICOLO). In un Paese messo in ginocchio da un'epidemia e da un'isteria collettiva che ha portato migliaia di persone a svaligiare gli scaffali dei supermercati e a fare incetta di prodotti igienizzanti, ci si sta accorgendo (forse troppo tardi) che questo virus potrebbe essere (forse già lo è) una serie minaccia per l'economia.

 

Non solo piccoli negozi, aziende e produttori locali. A farne le spese è anche il settore turistico: la gente ha paura, si muove poco o non si muove affatto, disdice trasferte e vacanze. Nella nostra provincia, con l'emergenza Coronavirus, le aziende di trasporto turistico hanno registrato un calo di lavoro dell'80% circa. In quattro giorni il settore turismo e business ha ricevuto disdette pari al 10% del fatturato annuale e il turismo scolastico è stato per ora annullato per il 30%.

 

"Come è ampiamente noto si è bloccato l'intero comparto della mobilità collettiva relativa ad autobus da noleggio come: turismo, gite scolastiche, viaggi di lavoro, gite turistiche, viaggi di divertimento verso locali notturni”, spiega Marco Segatta, presidente dell’Associazione Artigiani.

 

“Non solo questo settore è fermo - continua - ma anche quello relativo al servizio di noleggio con conducente e di taxi, perché le aziende hanno limitato notevolmente gli spostamenti dei loro dirigenti, tecnici, ed anche gli incontri con la clientela soprattutto estera, perciò niente transfert da e per gli aeroporti, hotel e ristoranti”.

 

Sono circa 700 (tra servizi di pullman da turismo, noleggiatori e tassisti) gli addetti coinvolti, costretti a stare fermi nei luoghi di stazionamento.

 

"Il danno economico è notevole ed il settore ne soffre pesantemente. C'è un estremo bisogno di un aiuto concreto che va attuato subito”, conclude Segatta. L'appello, insomma, è rivolto alla politica tutta che, in queste concitate ore di apprensione e confusione, è chiamata anche a sostenere - concretamente - aziende, negozi e produttori che devono fare i conti con un altro virus: quello della recessione. 

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