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| 28 feb 2020 | 10:59

"Chiuso per ingiustificata psicosi". Spariscono i clienti e la pasticceria butta via chili di prodotti freschi: "Usate il buonsenso e non chiudetevi in casa"

L'isteria collettiva tiene i clienti chiusi in casa o (paradossalmente) in fila al supermercato, mentre le piccole attività si ritrovano semivuote. La Pasticceria Camesco in centro a Verona si trova costretta a chiudere per qualche giorno: "Abbiamo deciso a malincuore di chiudere per non avere un ulteriore perdita, oltre che di incasso anche di prodotti. Perché le tasse, l’affitto, i fornitori e i costi fissi sono alti e se ci troviamo in una situazione simile per più di un mese rischiamo di crollare"

di Lucia Brunello

VERONA. “Chiuso per ingiustificata psicosi”, queste le parole affisse sulla serranda chiusa della rinomata Pasticceria Camesco, in Corso Porta Nuova a Verona. Sempre affollata per la sua posizione centralissima e la qualità dei suoi dolci, da un giorno all'altro si è ritrovata semivuota. La causa? "L'isteria collettiva ingiustificata per “colpa” del famoso Coronavirus””, spiega il proprietario in un post su facebook.

 

“In questi due giorni – continua - abbiamo avuto una perdita del fatturato superiore al 50%. Abbiamo buttato al vento chili di prodotti freschi preparati alla mattina, per due giorni. Per questo abbiamo deciso a malincuore di chiudere qualche giorno per non avere un ulteriore perdita, oltre che di incasso anche di prodotti”.

 

In un'Italia dipinta come un lazzaretto, in ginocchio davanti ad una vera e propria "epidemia" che ha spinto i cittadini a svaligiare i supermercati, fare incetta di prodotti igienizzanti e mascherine, in pochi hanno capito che più che per la salute collettiva, questo virus si sta rivelando essere un'enorme minaccia per l'economia e le aziende italiane.

 

Un invito poi a fermarsi a riflettere sull'utilità del “terrorismo psicologico” ormai dilagato e se questo abbia effettivamente una giustificazione: “Vi ricordo che, se questo terrorismo psicologico andrà avanti per settimane, come già detto da molti giornalisti che si occupano di economia, le piccole e medie imprese chiuderanno! E io non ho voglia di lasciare senza lavoro tutti i miei dipendenti per colpa di questa follia! Perché le tasse, l’affitto, i fornitori e i costi fissi sono da pagare ogni mese, e in un’azienda come la nostra, che ormai tanto piccola non è più, le spese sono alte e se ci troviamo in una situazione simile per più di un mese rischiamo di crollare".

 

“Vi prego quindi di iniziare ad usare un po’ di buon senso e di non chiudervi in casa come se ci fosse un attacco atomico in corso, per poi trovarvi in 2.000 nello stesso capannone a fare la spesa per un intero reggimento in guerra

 

E conclude: "Noi intanto continuiamo a lavorare in laboratorio nella speranza che tutto torni velocemente alla normalità".

 

Oggi, venerdì 28 febbraio la pasticceria ha riaperto, e sotto il nostro articolo su facebook, ha risposto con questo commento:


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