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| 11 giu 2020 | 18:04

Elezioni Federcoop, i giovani cooperatori fan sentire la loro voce: ''Chiediamo democrazia e trasparenza. Siamo un ponte tra le generazioni''

Con l’inizio della Fase 2 dell’emergenza coronavirus, il collegio sindacale ha riprogrammato gli eventi che porteranno all’assemblea elettiva della Federazione, dopo la decadenza del Cda il 12 febbraio scorso. I giovani chiedono di poter fare la propria parte: "Abbiamo bussato inutilmente porte. Rispettiamo tutti ma non molliamo"

TRENTO. "I ragionamenti sul futuro della Federazione della cooperazione devono rientrare nei principi della trasparenza e della democrazia", queste le parole di Luca Riccadonna, presidente del direttivo dell'Associazione giovani cooperatori trentini, che aggiunge: "Non farlo sarà come dichiarare in partenza una visione miope della cooperazione".

 

Con l’inizio della Fase 2 dell’emergenza coronavirus, il collegio sindacale composto dalla presidente Patrizia Gentil e dalle sindache Lucia CorradiniErica Ferretti ha riprogrammato gli eventi che porteranno all’assemblea elettiva della Federazione, dopo la decadenza del Cda il 12 febbraio scorso (Qui articolo).

 

"La nostra Associazione - continua Riccadonna - non si è mai fermata negli ultimi 50 anni e ha spinto l’acceleratore, senza grandi proclami, durante il lockdown. Ora però sentiamo la responsabilità di accendere i riflettori sulla cooperazione trentina. In questa fase storica più che mai la volontà di partecipare deve essere molto più forte delle concessioni alla partecipazione".


L’Assemblea per l’elezione del presidente e degli altri amministratori si svolgerà in prima convocazione giovedì 30 luglio, e in seconda convocazione venerdì 31 luglio, alla sede sociale o in altro luogo nel territorio provinciale, idoneo a consentire la partecipazione dei soci nel rispetto delle disposizioni sul distanziamento sociale in vigore sino al termine dello stato di emergenza nazionale. La scadenza per la presentazione delle candidature per la presidenza è fissata per lunedì 27 luglio.

 

I giovani cooperatori vogliono poter fare la propria parte e rivolgono pubblicamente un invito a tutte le 446 cooperative associate alla Federazione, in particolar modo ai presidenti e ai rispettivi Cda a garantire, incentivare e se necessario pretendere fin da subito un’ampia partecipazione alla discussione delle linee programmatiche e delle priorità di cui i candidati alla presidenza e ai vertici della Federcoop sono chiamati a farsi carico.

 

"Servono risposte urgenti - aggiunge il numero uno dei giovani - così come prospettive a medio-lungo termine. Ci mettiamo a disposizione per portare il nostro contributo innovativo su quelle che riteniamo siano le tematiche fondamentali da affrontare per poter guardare al futuro: trasparenza, autorevolezza politica e sindacale, contenimento delle disuguaglianze, orgoglio e consapevolezza dell’essere socio, attenzione ambientale, rappresentanza e vigilanza unitaria, solidità economica, dignità nel lavoro, formazione sul campo e on demand".


I giovani della Federcoop chiedono maggior spazio per disegnare il futuro del comparto. "Un piano di rilancio socio-economico - prosegue Riccadonna - deve prevedere un ruolo centrale per le persone e per le comunità: ci poniamo come costruttori di ponti tra diverse generazioni perché la diversità e il confronto democratico sono le fondamenta della cooperazione".

 

Ora arriva un appello pubblico per chiedere una maggiore considerazione. "Abbiamo bussato inutilmente a tantissime porte prima di arrivare a questa lettera. Rispettiamo tutti, ma sia chiaro che non molliamo. La volontà di cooperare è più forte. Ora è necessario un cambio di passo, nel giro di pochi giorni, che possa riportare i ragionamenti sul futuro della Federazione nel solco della trasparenza e della democrazia. Non farlo sarà come dichiarare in partenza una visione miope del futuro cooperativo. Ai vertici della federazione come ai 'tavoli informali' serve una nuova volontà di cooperare che tenga in considerazione, con pari dignità, i tre elementi indicati dallo statuto come 'preferenziali' nelle designazioni: Organismi di secondo grado, giovani e rappresentanza di genere", conclude Riccadonna.

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