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Federcoop, i dimissionari attaccano l'ex presidente: ''Il problema era lei. Non c'era condivisione, ascolto e spirito cooperativo''

Dopo la conferenza stampa di Mattarei è toccato ai consiglieri che ieri hanno rassegnato le dimissioni aprendo la crisi di governo più grave della ultra secolare storia della cooperazione. Monfredini: ''Ci ha accusati di aver agito senza mandato dei nostri soci? Trovo l'argomentazione quasi eversiva''

Di Luca Pianesi - 12 febbraio 2020 - 19:12

TRENTO. Un errore, forse l'ultimo nel ruolo di presidente: parlare prima lei e poi lasciare campo libero agli oppositori che in questo modo sono riusciti a rispondere alle accuse e ad aggiudicarsi il doppio round rispetto a quanto accaduto in Federazione in questi giorni. Lo abbiamo raccontato sia ieri (con la notizia delle dimissioni di parte del cda) che oggi (con la posizione della presidente Mattarei che si è tolta molti sassolini dalle scarpe spiegando che sin dall'inizio del suo mandato avrebbe subito ''pressioni intimidatorie e attacchi continui. Ho scoperto cosa significa toccare le corde del potere cooperativo'') e vi avevamo promesso la replica agli attacchi della presidente dimissionaria. 

 

E allora ecco la seconda conferenza stampa iniziata mezzora dopo quella della presidente nella stessa sede (via Segantini): nessuna cospirazione, nessun complottone del potere per fermare il cambiamento, nessun filo tirato da chissà chi per isolare la presidente. Alberto CarliMarina CastaldoSerenella CiprianiItalo MonfrediniGermano Preghenella, Steno Fontanari hanno spiegato la posizione dei membri del cda che hanno deciso di dimettersi facendo decadere anche la presidente. ''Si è trattato di una questione di metodo - ha spiegato Monfredini - più che di merito. E' bene che si chiarisca questo punto. Il problema vero era che non c'era condivisione, non c'era ascolto, non c'era quello spirito cooperativo che noi riteniamo elemento imprescindibile anche per l'operato della presidente''.

 

''Abbiamo chiesto di fare più cda, abbiamo chiesto maggior coinvolgimento delle cooperative, abbiamo chiesto maggior attenzione per le istanze che arrivavano dal consiglio di amministrazione - ha aggiunto Marina Castaldo - ma ci siamo accorti che più volte la presidente poi è andata avanti per la sua strada. Noi tutti crediamo che il o la presidente della Federazione se vuole fare bene questo ruolo debba mettere da parte convinzioni personali e diventare una figura di sintesi. E invece anche quando il cda trovava la condivisione su un determinato argomento spesso accadeva che la presidente non accoglieva quanto le veniva proposto''.

 

''Nella cooperazione vince chi convince di più - ha chiosato Monfredini - non chi riesce ad imporsi a scapito degli altri. E l'accusa che noi saremmo i poteri forti non sta in piedi. Siamo forti nel senso che rappresentiamo praticamente tutte le categorie della cooperazione e quindi una presidente deve tenerne conto''. Insomma sarebbe stato il modo di comportarsi della presidente e non un tema in particolare ad aver provocato la rottura. E anche la partita del credito sarebbe stata solo l'ennesima goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. Semplicemente, da quanto si è capito, a quasi due anni di distanza, la personalità della presidente Mattarei sarebbe diventata insostenibile.

 

La sua scarsa propensione alla condivisione e alla sintesi avrebbe portato alla rottura. ''E i fatti parlano in questo senso - ha aggiunto Monfredini - se pensiamo che stiamo rischiando di perdere un intero comparto, quello del credito, come dimostrato dalle dimissioni di 3 consiglieri su 4. E il mondo del credito è una parte importantissima del mondo cooperativo. Questo non è cambiamento, questo è sfibrare il sistema, spaccarlo e la cooperazione funziona solo se sta unita''.

 

Un tema importante, poi, sottolineato dalla presidente Mattarei nella prima conferenza stampa è stato quello della supposta ''irresponsabilità'' dei consiglieri dimissionari, anche perché, a suo parere, avrebbero dovuto agire con un mandato dei loro soci, addirittura una delibera e invece si sono mossi a titolo personale. ''Il nostro semmai è stato un atto di grande responsabilità - ha spiegato Preghenella - difficile e sofferto ma non potevamo più accettare le cose come stavano andando. Un anno fa superata l'assemblea avevamo tutti provato ad andare avanti, fiduciosi in un cambio di rotta. E invece il rapporto con la presidente non è cambiato. E che la base, invece, fosse compatta lo dimostra il fatto che il consiglio sia stato così coeso nell'arrivare a questa decisione di rompere con un tale numero di dimissionari''.

 

''Per quanto riguarda il tema della delibera o del rapporto con i soci - ha completato Preghenella - noi ci confrontiamo quotidianamente con loro. Siamo espressione del loro voto e abbiamo un mandato di rappresentanza nei loro confronti. Vi posso assicurare che ognuno di noi si è confrontato con la sua base e non serve delibera per arrivare a un'azione di questo tipo''. ''Trovo l'argomentazione della presidente Mattarei quasi eversiva in questo caso - ha aggiunto Monfredini - l'ennesimo tentativo di confondere i livelli. Noi siamo legittimati a questo tipo di azione perché eletti''.

 

Ultimo tema: quello del cambiamento. Per la presidente Mattarei ci sarebbe in atto una sorta di restaurazione da parte dei vecchi poteri. ''Io ho creduto nel cambiamento che avrebbe potuto portare la presidente - ha detto Fontanari - e mi aspettavo proprio un cambio di passo perché è la società a chiederlo, ma senza cambiare quei principi ispiratori del mondo della cooperazione. Uno di questi è proprio il controllo democratico dell'azione della federazione da parte dei soci. Gli organi eletti devono essere ascoltati. Questo penso sia il vero futuro''.

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