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| 15 mag 2020 | 15:42

Lavoratori non pagati minacciano di gettarsi dal tetto, dopo 6 ore di trattative saranno versati gli stipendi mancanti

Una trattativa lunghissima che ha visto impegnati i sindacati con le aziende coinvolte. Solo a mezzanotte si è arrivati ad una soluzione.  Fillea Cgil e della Filca Cisl: "E’ grave che in un momento di difficoltà per tutti ci sia sempre qualcuno che cerca di tutelare se stesso a danno dei più deboli, in questo caso gli operai"

di Redazione

TRENTO. Non volevano dare maggiore visibilità alla loro protesta, quei ragazzi ieri mattina sono saliti sul tetto di un edificio in costruzione perché erano disperati. Lo erano perché per mesi non sono stati pagati. Lo erano perché volevano e dovevano aiutare la proprie famiglie soprattutto in questo periodo nel quale per tutti è diventato ancora più difficile andare avanti.

 

Non hanno mai trovato ascolto i sei operai che ieri mattina a Pieve di Bono si sono portati nel cantiere del nuovo centro di aggregazione giovanile e qui hanno deciso di salire sull'edificio minacciando di gettarsi nel vuoto.

 

Sul posto si sono portati vigili del fuoco, forze dell'ordine e anche il sindaco di Pieve di Bono. Solo nella tarda mattinata gli operai di propria volontà hanno deciso di scendere dal tetto e da quel momento, con la richiesta di intervento dei sindacati, è iniziata una lunga trattativa con le aziende.

 

Oltre sei ore di confronto in cui non sono mancati i forti momenti di tensione. Solo a mezzanotte si è riusciti ad arrivare ad un accordo a cui i sindacati hanno lavorato per risolvere almeno la situazione trentina del gruppo di lavoratori visto che gli stessi problemi si sarebbero ripetuti anche in cantieri presenti in altre regioni.

 

Riceveranno le mensilità arretrate, almeno per il cantiere di Pieve di Bono. “La ditta – hanno spiegato i funzionari sindacali Venko Trpeski e Stefano Turrini della Fillea Cgil e della Filca Cisl - che aveva subappaltato alcuni lavori di finitura si è impegnata a versare quanto dovuto e dunque gli operai potranno ricevere finalmente quanto spetta loro”.

 

“E’ stato un confronto abbastanza acceso – ammettono – i lavoratori erano esasperati da una situazione che stando alle loro dichiarazioni non è limitata solo al cantiere trentino. E’ grave che in un momento di difficoltà per tutti ci sia sempre qualcuno che cerca di tutelare se stesso a danno dei più deboli, in questo caso gli operai”.

 

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