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| 07 ago 2020 | 21:24

Pubblico impiego, i sindacati: ''Proposta irricevibile: evidentemente a nulla è servito il pronunciamento del giudice sugli atti precedenti''

Nei giorni scorsi il giudice del lavoro ha annullato delibera e circolare attraverso le quali si modificavano gli orari di lavoro di circa 4.300 lavoratori tra provinciali ed enti strumentali, ma la nuova proposta non soddisfa i sindacati

di Redazione

TRENTO. "La Provincia non ritorna sui suoi passi per quanto riguarda gli orari del personale: ancora una volta la bozza di circolare inviata alle organizzazioni sindacali non accoglie le osservazioni proposte in queste settimane", queste le parole di Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), Marcella Tomasi (Uil Fpl) e Maurizio Valentinotti (Fenalt). 

 

"Ignote anche le motivazioni che hanno portato a perpetrare questa strada - aggiungono Cgil e Cisl, Uil e Fenalt - visto che, nella proposta di deliberazione si legge semplicemente 'le politiche di governance della Giunta provinciale della XVI legislatura rispondono all’esigenza di operare un cambio di passo, di metodo e di contenuti, avendo a riferimento l’idea di una Pubblica Amministrazione al servizio e a disposizione del cittadino. Obiettivi questi da perseguire in condizioni di normalità, ma oggi con ancora più convinzione nell’attuale situazione emergenziale'; parole assolutamente condivisibili ma che nulla hanno a che fare con un orario di reperibilità telefonica del personale provinciale dalle 8 alle 18 di tutti i giorni della settimana e del sabato mattina dalle 8 alle 12. Per questo basterebbe potenziare l’Urp".

 

Nei giorni scorsi il giudice del lavoro ha annullato delibera e circolare attraverso le quali si modificavano gli orari di lavoro di circa 4.300 lavoratori tra provinciali ed enti strumentali (Qui articolo e Qui articolo), ma la nuova proposta non soddisfa i sindacati.

 

"La Provincia - evidenziano Diaspro, Pallanch, Tomasi e Valentinotti - ha già deciso tempi e modi dell’applicazione del nuovo orario ancor prima di confrontarsi con le parti sociali: evidentemente a nulla è servito il pronunciamento sugli atti precedenti. Incoerente e umiliante anche nei confronti del Consiglio provinciale che martedì ha votato una mozione che impegna la Giunta a presentare una proposta di orario di servizio che analizzi organizzazione, utenza e dipendenti per fine di assicurare l’ottemperanza della certificazione Family audit. Ma l'ultima proposta non tiene contro di nulla".

 

I sindacati chiedono di essere incontrati per trovare una soluzione condivisa. "E’ chiaro che la partita riavviata rappresenti in realtà per Fugatti un adempimento puramente formale, con l’obiettivo di un nuovo regime di orari di lavoro da imporre e non certo concordare con il sindacato. Ribadiamo in ogni caso massima disponibilità al confronto ma vogliamo informazioni chiare e coerenti sulle quali impostare l’organizzazione provinciale: lavorare per costruire insieme un'amministrazione moderna e efficiente, che non vuol dire essere un call center, oltre a valorizzare e regolamentare l’esperienza del lavoro agile. Il presidente ci convochi e ci spieghi le sue ragioni e come intende confermare il primo posto della Pubblica Amministrazione trentina conquistato in anni di efficiente lavoro, ma anche quali le strategie sulla sfida alla digitalizzazione, valorizzazione del personale attraverso l’assunzione di giovani leve e, soprattutto, il rinnovo contrattuale", concludono Diaspro, Pallanch, Tomasi e Valentinotti.

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