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Vertenza Pat-sindacati, le minoranze: “Giunta inadeguata che calpesta i diritti e impone orari rigidi complicando la vita delle persone”

Dopo la censura in tribunale le minoranze attaccano il “decisionismo fugattista”. Futura: “Imposto un orario rigido che fa a pugni con ogni idea di lavoro intelligente”. Il Pd: “La Giunta raccoglie quello che semina. L'arroganza non paga”. Degasperi: “Orari e turni fantozziani per il solo per complicare la vita ai lavoratori, ma adesso chi paga?”

Di Tiziano Grottolo - 23 July 2020 - 17:25

TRENTO. “Nonsenso sotto il profilo giuridico” e “condotta antisindacale” queste alcune delle espressioni che il giudice Giorgio Flaim ha messo nero su bianco nella sentenza che annulla delibera e circolare attraverso le quali si modificavano gli orari di lavoro di circa 4300 lavoratori fra provinciali ed enti strumentali (QUI articolo).

 

La Giunta provinciale e la maggioranza che la sostiene non perde occasione per dimostrare ai trentini la propria inadeguatezza”, attacca il consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi che accusa Lega e alleati di volersi accanire contro i dipendenti provinciali costringendoli a orari e turni fantozziani per il solo gusto di rendergli più complicata la vita”. Ora però il consigliere si domanda chi pagherà il risarcimento per le spese legali sostenute dai sindacati (2000 euro). “Come minimo mi aspetto che le spese le paghi l’assessore Achille Spinelli, quello che con i sindacati voleva continuare a tirare la corda”.

 

Per Futura ad essere stato bocciato è anche “il decisionismo fugattista. Il giudice del lavoro ha dato ragione ai sindacati – ribadiscono Paolo Ghezzi e Lucia Coppola – è stato violato il diritto soggettivo delle organizzazioni sindacali in tema di informazione e concertazione sulle articolazioni dell’orario di lavoro. La riorganizzazione post-Covid-19 andava affrontata con il metodo dell'ascolto e del confronto, non con il solito blitz decisionista, che ha imposto a tutte e tutti i dipendenti della Provincia un orario rigido che fa a pugni con ogni idea di lavoro intelligente e di smartworking”.

 

Dello stesso parere anche Sara Ferrari, capogruppo del Partito Democratico: La Giunta raccoglie quello che semina. L'arroganza non paga. Non sono bastate dichiarazioni, atti formali delle minoranze e manifestazioni pubbliche, Fugatti ha scelto la via dell’arroganza, invece che quella del dialogo e del confronto, e oggi raccoglie una sconfessione totale di una linea che aveva calpestato i diritti dei lavoratori, rendendo di fatto inconciliabile il lavoro con le esigenze familiari e penalizzando chi abita lontano da Trento, senza nemmeno portare alcun vantaggio in termini di efficienza della pubblica amministrazione”. Insomma, dopo la sentenza c’è poco da salvare e la Giunta dovrà correre per l’ennesima volta ai ripari.

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