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Raccolta della frutta, via alla sperimentazione della “quarantena attiva” per i lavoratori stranieri. La Cooperazione: ''Intervento serio e responsabile, serve agire con tempestività''

La proposta della provincia punta a mediare tra le misure di sicurezza e le necessita economiche degli agricoltori. Federcoop accoglie la proposta positivamente. Simoni: “Il protocollo è serio e responsabile"

Di Claudia Schergna - 12 agosto 2020 - 19:28

TRENTO. Con la crisi sanitaria in corso nella aziende agricole trentine si è presentato il problema di come far lavorare gli operai stranieri, che ogni anno vengono nella nostra regione per partecipare alla racconta della frutta, nel rispetto delle norme di sicurezza.

 

Dopo quella del turismo, ora è la stagione della raccolta della frutta ad aver bisogno di un piano di intervento. Per far fronte a questa problematica, si è riunita una task force provinciale per discutere e sviluppare una proposta. Erano presenti da remoto anche il Presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e i dirigenti dell’Azienda Sanitaria.

 

Tema centrale all’ordine del giorno era la gestione del flusso di lavoratori provenienti dall’Est Europa che da fine mese e per buona parte dell’autunno saranno impegnanti nei campi del Trentino per la racconta della frutta.

 

La procedura proposta dalla Provincia, in corso di validazione con il Commissario del Governo, prevedrebbe una registrazione accurata di tutti gli ingressi, la somministrazione del tampone entro 24 ore dell’ingresso in Italia ed il rispetto di quella che è stata definita “quarantena attiva”. Le aziende agricole dovranno quindi allestire dei luoghi controllati per gruppi di quattro persone al massimo, per poter isolare eventuali infetti e facilitare il tracciamento dei contatti tra i lavoratori nell’eventualità insorgessero contagi.

 

Risulta quindi fondamentale la collaborazione delle aziende agricole trentine nel garantire queste misure, dei singoli individui nel rispettarle, della Federcoop nel sostenere le aziende e dell'Amministrazione provinciale nel condurre controlli regolarmente.

 

Dall’altra parte, la Cooperazione ha accolto positivamente la proposta della Provincia. “Il protocollo proposto dal mondo agricolo è serio e responsabile - ha dichiarato il presidente della Federazione Roberto Simoni -. Esprimiamo un plauso alla Provincia per aver agito con tempestività, comprendendo il grande sforzo organizzativo e gestionale messo in campo dalle cooperative agricole per garantire la salute pubblica e il contenimento del contagio”. 

 

La cooperazione agricola in Trentino frutta circa 1,2 miliardi di euro e nel periodo di raccolta di mele e uva, vengono assunti circa 8 mila lavoratori stagionali provenienti, in gran parte, dall’Est Europa.

 

L’emergenza Covid, quest’anno, rischiava di compromettere fortemente l’attività di raccolta. Per questo la federazione ha richiesto alla Provincia, a nome di tutte le aziende agricole trentine, di formulare un protocollo gestionale che fissasse le regole di ingresso nella regione e conciliasse il rispetto delle misure anti-covid con le esigenze delle aziende trentine di assumere nuovo personale per la stagione.

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